Cronaca

Gli effetti di una vita troppo sedentaria, in regione 900 mila adulti in sovrappeso e 331 mila obesi

L’obesità è una patologia importante, che colpisce una buona parte della popolazione mondiale sia in età adulta sia infantile, mettendo a rischio la salute

Seguire un’alimentazione equilibrata e fare attività fisica in modo costante: semplici regole per mantenere uno stile di vita sano e non ingrassare. Perché l’obesità è una patologia importante, che colpisce una buona parte della popolazione mondiale sia in età adulta sia infantile, mettendo a rischio la salute. Il primo passo per affrontare il problema - oltre a prevenire e curare - è informare e sensibilizzare i cittadini, combattere discriminazioni, pregiudizi e l’uso di un linguaggio stigmatizzante nei confronti delle persone che vivono questa condizione, riconosciuta come patologia, e quelle a rischio di svilupparla.

Questo il senso della Giornata mondiale dell’obesità, che si celebra domani, sabato 4 marzo, e che vede le Aziende del servizio sanitario regionale impegnate ad organizzare iniziative, incontri, progetti su questo tema (sui rispettivi siti internet sono disponibili i programmi). Insieme alla Regione, che da anni svolge attività di prevenzione, contrasto e cura della malattia in ogni fase della vita dei cittadini, a partire dalla prima infanzia. Il contrasto delle malattie croniche e dell’obesità passa da una strategia per promuovere uno stile alimentare sano in ambiti diversi (scolastico, lavorativo, di comunità e nelle strutture sanitarie); da uno specifico programma destinato ai bambini, e ancora prima dalla promozione di una sana alimentazione e movimento in gravidanza e all’interno delle famiglie. La presenza di un genitore in sovrappeso infatti - come dimostrano le evidenze epidemiologiche - è prevalente nei casi di sovrappeso infantile e soprattutto di obesità: se un genitore è obeso, circa un bambino su tre risulta in sovrappeso.

“L’obesità rappresenta un grande problema di salute pubblica, con conseguenze rilevanti anche sul fronte della spesa a carico del servizio sanitario - afferma l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Raffaele Donini -. La nostra Regione è impegnata da anni anche sul fronte della prevenzione sin dall’età infantile, con buoni risultati visto che il nostro modello di intervento sui più piccoli ha ottenuto dall’Oms il riconoscimento di ‘buona pratica europea’. E anche se i dati dell’Emilia-Romagna su sovrappeso e obesità sono migliori rispetto a quelli della media nazionale, questo non ci spinge ad abbassare la guardia”.

I dati in Emilia-Romagna

Come dimostrano i dati del programma regionale “Passi”, che monitora lo stato di salute e gli stili di vita della popolazione dell’Emilia-Romagna, si stima che nel quadriennio 2018-2021 ci fossero circa 900 mila adulti in sovrappeso e 331 mila obesi. Tra i bambini l’1,6% risultava in condizioni di obesità grave, il 5,6% obeso, il 19,2% sovrappeso (fonte Okkio alla Salute 2019).

Confrontando i dati nazionali con quelli regionali, per lo stesso quadriennio si è evidenziata una minor tendenza al sovrappeso e all’obesità in Emilia-Romagna rispetto all’Italia (26,4% contro il 29,8%).

Infine, prendendo in considerazione gli ultimi dieci anni, in Emilia-Romagna il trend per la popolazione adulta mostra una sostanziale stabilità sia delle persone in sovrappeso che di quelle obese, mentre per quanto riguarda i bambini si conferma l’andamento in lieve discesa.

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