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Giovedì, 29 Settembre 2022
Cronaca

Salvo dopo l'arresto cardiaco organizza un party al suo angelo custode. "Tra di noi un lungo abbraccio"

Due mesi dopo il terribile malore, davanti al bar Sport di Santa Giustina, Salvatore Para ha voluto incontrare il ragazzo che gli ha salvato la vita: "Mi ha spiegato quegli istanti, ci siamo promessi di restare amici"

Salvatore e Andrea. Così diversi. Eppure da due mesi legati a un filo conduttore. Un filo conduttore che si chiama vita. Gioia di vivere. Inno alla vitalità. Come il destino ha voluto. “Quello tra di noi è stato un lungo abbraccio”, racconta Salvatore. Salvatore Para, è l’uomo che due mesi fa, nella serata del 22 giugno, ha rischiato di morire davanti al Bar Sport di Santa Giustina dopo un arresto cardiaco. Solo il provvidenziale intervento di Andrea Castaldo, 21 anni, volontario della Croce Rossa, gli ha consentito di rimanere in vita, dopo un provvidenziale pronto intervento prima con la pratica del massaggio cardiaco poi con l’utilizzo del defibrillatore del bar in attesa dell’arrivo dei soccorsi.

Dopo due mesi Salvatore e Andrea hanno potuto conoscersi di persona. “E’ stato toccante – racconta Salvatore -, perché Andrea, il mio Angelo, mi ha raccontato nei dettagli quei terribili momenti, è stato come rivivere l’accaduto. Se non fosse per Andrea non sarei qui a raccontarlo, è stato molto emozionante”. Ora che sta meglio, il signor Para, che è tornato anche a lavorare dopo un periodo di convalescenza, ha voluto organizzare una festicciola per rendere onore al suo “salvatore”. C’era la compagna di Salvatore, che era presente nel momento del malore, c’erano i genitori del giovane volontario della Cri.

“Ci siamo promessi di non perderci – racconta Salvatore -, è nato un legame inossidabile”. Andrea aveva spiegato di aver fatto semplicemente il suo dovere, che significa aver salvato la vita a un uomo. “Questo ragazzo mi ha lasciato impressionato, è una persona squisita, piena di valori. Si vede che i suoi familiari gli hanno trasmesso dei contenuti”, racconta l’uomo.

Si sono ritrovati tutti al Kiosko, a Villa Verucchio, dove sono stati a parlare per ore dopo il terribile incidente. Salvatore dopo il malore aveva sbandato con l’auto, per poi schiantarsi contro il muro della chiesa prima di perdere i sensi, con al suo fianco la compagna Katiuscia. “Abbiamo scoperto che il babbo del ragazzo andava a scuola con la mamma di mia figlia, sembrava un film. I casi del destino. Posso raccontarla, grazie ad Andrea. Era giusto riconoscerlo e farlo sapere pubblicamente”. E ancora un ultimo pensiero: “Non si da importanza al saper praticare un massaggio cardiaco, finché non si vive una circostanza del genere. E’ importante che i giovani si avvicinino e si interessino a queste attività, Andrea è sicuramente d’esempio. Per ultimo un grazie alla mia compagna Katiuscia, per essere stata sempre al mio fianco in questi terribili momenti”.

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