Sequestrati migliaia di gadget di Valentino Rossi taroccati, deposito nel riminese

In collaborazione con i colleghi del Reparto territoriale di Rimini, le Fiamme Gialle di Cesena hanno messo sotto sigilli 37.770 accessori recanti l'effige contraffatta del pilota di Tavullia e delle principali squadre di calcio nazionali

E' stato scoperto nel riminese uno dei due maxi depositi di merce taroccata con i loghi di Valentino Rossi e delle principali squadre di calcio del panorama nazionale. A mettere la parola fine a un vasto giro di gadget contraffatti è stato il personale della Guardia di Finanza di Forlì-Cesena e di Rimini che, in seguito a un'indagine della Procura forlivese, ha permesso di scoprire una fiorente industria del falso. L'inchiesta era partita con la scoperta di alcuni pezzi tarocchi in un negozio di Cesena e, nel ricostruire l'intera filiera della contraffazione, le Fiamme Gialle sono risalite a una tipografia di Bertinoro, che materialmente si occupava della stampa dei falsi, e a due depositi situati a Meldola e a Poggio Berni dove la merce veniva stoccata per poi essere venduta ai dettaglianti. Gli approfondimenti hanno permesso di scoprire che la realizzazione di sciarpe, t-shirt, cappellini e altri gadget costava pochi centesimi di euro mentre la merce veniva poi rivenduta ai dettaglianti per prezzi che andavano dai 5 ai 30 euro. 

Nei due depositi, il personale della Guardia di Finanza ha sequestrato 37770 pezzi contraffatti che avrebbero fatto guadagnare all'organizzazione oltre 100mila euro, già pronti ad invadere il mercato. Gettonatissimi i gadget di Valentino Rossi che, stando ad alcune indiscrezioni, erano già confezionati per essere rivenduti a Misano in occasione della MotoGp che si correrà nel fine settimana. Non mancavano, inoltre, sciarpe e magliette delle squadre di calcio di Serie A da essere rivendute nei pressi dello stadio di Cesena in occasione delle partite dei cavallucci. Secondo quanto scoperto dalle Fiamme Gialle, l'azienda meldolese era completamente sconosciuta al fisco. L'operazione ha portato alla denuncia a piede libero per il commerciante cesenate scoperto per primo con la merce tarocca, un cinese 48enne, un grossista riminese 62enne e un collega 39enne di Santa Sofia. I tre dovranno rispondere dei reati di commercio di prodotti con segni falsi, frode in commercio e vendita di prodotti industriali con segni mendaci; tutti reati per i quali ora rischiano una condanna superiore ai 2 anni di reclusione. Più grave è la posizione del titolare dell'azienda di Bertinoro, un 67enne di Cesena, che rischia un'imputazione per produzione di merce contraffatta.

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