Cronaca Marina Centro / Viale Amerigo Vespucci

Zanzini: "Fermare la desertificazione del tessuto urbano di Rimini"

Il presidente Federmoda Rimini, membro giunta Confcommercio e presidente Associazione Nuova Marina Centro punta il dito contro il degrado

“Un tavolo comune tra amministrazione comunale, associazioni di categoria, esercenti per fermare la desertificazione del tessuto urbano. Nuove norme locali sulla concessione di licenze e cambi di destinazione d’uso degli esercizi commerciali, facilitazioni per chi investe in qualità dei prodotti, dei servizi e crea ricaduta positiva sulla vita sociale e economica della città”. A puntare il dito sul degrado cittadino in generale, e quello di Marina Centro in particolare, è Giammaria Zanzini, presidente Federmoda Rimini, membro giunta Confcommercio RN, presidente Associazione Nuova Marina Centro. Prendendo spunto da un articolo dello storico Ernesto Galli della Loggia, Zanzini trasferisce su Rimini le problematiche di un paesaggio urbano che tende verso il basso.

"Al posto di attività storiche come libreria Moderna o dell’autoconcessionaria Antonelli - prosegue Zanzini - oggi troviamo dei bazar basso di gamma. A Marina Centro, al posto di una conosciuta boutique d’abbigliamento, è arrivato un minikarket dell’incerto profilo. Le statistiche sono da paura. Dal 2013 al 2015 in provincia hanno chiuso i battenti 1.024 tra imprese e esercizi commerciali. Nel primo trimestre di quest’anno abbiamo già raggiunto 143 cessazioni di attività. Mille posti di lavoro in meno in 36 mesi (dati Registro delle imprese Camera di Commercio RN). Tutto questo è sostituito da attività “mordi e fuggi”, prive di progetti di medio o lungo periodo e con un’offerta improbabile e di bassissima qualità. Un fenomeno, che incide negativamente sulla qualità del tessuto urbano, su l’offerta di beni e servizi di buon livello che, una città a vocazione turistica come Rimini, deve necessariamente mantenere. Anche perché soluzioni al problema ci sono. In tante città italiane le stanno già adottando".

"Si può partire - aggiunge - dai criteri di concessione delle licenze commerciali, alle norme su arredo urbano, dalle autorizzazioni ai cambiamenti di destinazione d’uso del locale, per arrivare alle agevolazioni fiscali per chi affitta i suoi locali a attività commerciali di qualità. Ad Asti sono stati applicati canoni calmierati per i negozi del centro. Contratti che garantiscono i proprietari dei locali con fideiussione, li premia con una riduzione dell’IMU e abbassa drasticamente i costi fissi del commerciante. A Pistoia il nuovo regolamento sul commercio vieta l'apertura di nuovi minimarket nel centro cittadino sia stranieri sia a italiani. Unica eccezione quelli per la vendita di prodotti tipici locali e regionali. Anche a Lucca e Pisa stesse norme. A Firenze il Comune vuole fuori dalla zona più bella della città, 200 tra minimarket con alcolici, internet point, pizzerie a taglio e money transfer. In riva d’Arno no vendita per asporto di alcolici dopo le 21 e obbligo per i minimarket di essere grandi almeno 40 mq e dotarsi di servizi igienici accessibili anche ai disabili. Mentre, un esercizio storico della città non può cambiare destinazione d’uso, senza un parere della giunta".

"La consapevolezza - conclude - è che la riqualificazione del territorio passa inevitabilmente per un innalzamento dell'offerta commerciale. E il ministro Franceschini con un decreto ha pure dato mandato ai sindaci, d’intesa con le Regioni, di subordinare l’autorizzazione attività commerciali alla compatibilità con zone di particolare valore storico e paesaggistico. È un tema da affrontare anche a Rimini, a partire magari da tre quartieri come centro storico, Borgo San Giuliano e Marina Centro. Basta aprire e fare lavorare un tavolo con amministrazione comunale, uffici competenti, esercenti e associazioni di categoria. Obiettivo frenare il declino e riprogettare in modo condiviso il futuro del nostro tessuto urbano e della sue attività commerciale e produttive. Ne abbiamo bisogno”.

LA RISPOSTA DEL COMUNE DI RIMINI - “Accolgo volentieri lo spirito propositivo dell’intervento del presidente Zanzini, preoccupato come rappresentante di categoria della situazione del commercio in provincia di Rimini - ha dichiarato l'assessore alle Attività Produttive, Jamil Sadegholvaad. - C’è tutta la volontà, da parte anche di questa amministrazione comunale, di mettere in piedi approfondimenti specifici sugli strumenti che possono sostenere lo sforzo della rete commerciale a contrastare la crisi dei consumi nazionali, così come il mutare delle abitudini della clientela. Non è da sottovalutare, ad esempio, il netto incremento percentuale che anche nel nostro Paese sta caratterizzando l’e-commerce".

"Avendo da tempo aperto un canale di confronto con le associazioni di categoria - conclude l'assessore - sono per analizzare le singole questioni poste in sessioni specifiche. Partendo da due coordinate precise. Il Comune, qualsiasi Comune, non può sostituirsi al legislatore, inventando norme e disposizioni che non durerebbero neanche lo spazio di un mattino. C’è la necessità di inserire qualità e tipicità nella rete commerciale provinciale e cittadina, partendo però dal presupposto che il farlo non dipenda solo da un soggetto ma da un sistema intero. Faccio una considerazione più generale: nel momento in cui il Comune di Rimini investe 100 milioni di euro di risorse sue nella riqualificazione del centro, facendone un polo attrattore di livello nazionale e internazionale, è necessario che questo meccanismo di investimento faccia da volano, magari con effetto moltiplicatore, al miglioramento e all’ampliamento della rete commerciale. L’idea è che vi sia un demiurgo che tutto pensa e tutto fa è quanto di più lontano possa essere dal mercato e dalla realtà. E non si può ricreare la realtà esclusivamente sulla base dei divieti, delle esclusioni. Occorre prima di tutto mettere in piedi nuove opportunità, che generano nuova domanda e dunque nuovi investimenti privati. In questo le associazioni di categoria possono e devono fare una moral suasion allargata. Le realtà che in Italia e in Europa meglio resistono alla contrazione dei consumi e alla rivoluzione in atto nel commercio sono quelle in cui la dinamica degli investimenti e del’innovazione ha coinvolto in egual misura parte pubblica e privata. Sul resto, l’amministrazione comunale di Rimini è sempre aperta alle proposte migliorative ma che siano fattibili”.

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