menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Aeroporti, si decide per l'intesa tra Forlì e Rimini: vertice da Errani

Lunedì è il giorno della verità per il futuro degli aeroporti in Romagna. A Bologna, infatti, i sindaci e presidenti di Provincia di Forlì e Rimini si incontreranno con il presidente della Regione per decidere il da farsi

Lunedì è il giorno della verità per il futuro degli aeroporti in Romagna. A Bologna, infatti, i sindaci e presidenti di Provincia di Forlì e Rimini (Roberto Balzani e Massimo Bulbi da una parte, Andrea Gnassi e Stefano Vitali dall'altra) si incontreranno assieme all'assessore regionale ai trasporti, Alfredo Peri, e soprattutto al presidente della Regione Emilia-Romagna, quel Vasco Errani su cui vengono risposte le estreme speranze di una mediazione tra i due territori per far decollare la Sar (Società aeroporti Romagna che dovrebbe includere e gestire in futuro entrambi gli scali).

Da un lato, infatti, ci sono i soci pubblici di Seaf (la società di gestione dello scalo forlivese) che premono fortemente sul piano politico e istituzionale affinchè si arrivi ad una intesa che consenta  a Forlì di avere una prospettiva. Il Comune, la Provincia e la Camera di commercio (i tre soci di Seaf) sono convinti che senza un accordo tra Forlì e Rimini, sia impossibile per entrambi gli aeroporti guardare con fiducia al futuro.

Dall'altra parte ci sono i soci di Aeradria (la società di gestione dell'aeroporto “Federico Fellini” di Rimini) convinti che sì l'alleanza con Forlì si debba fare, ma partendo dal presupposto che al “Ridolfi” debbano svolgersi quasi esclusivamente voli cargo, formazione (vista la presenza del polo universitario tecnologico-aeronautico, della scuola dei controllori di volo, dell'Itaer e di altri centri di formazione legati all'aviazione) e poco più.

La situazione di bilancio di entrambi gli scali non è sorridente. Forlì, dopo aver chiuso il 2010 con un deficit di dieci milioni di euro, ha dimezzato le perdite nel 2011 e prevede un deficit ancora più basso per l'anno prossimo, con una stima di 350mila passeggeri e una compagnia, la Wizz Air, che vola senza contributi pubblici.

Diversa la situazione di Rimini, dove a fronte di una forte crescita dei passeggeri (che ad oggi sono il doppio rispetto a quelli di Forlì) si registra anche un aumento del deficit, arrivato a quota 7 milioni di euro nel 2010 e che per il 2011 deve fare i conti anche con i costi legati al contratto con Wind Jet, la compagnia principale che vola sul “Fellini”, strappata da Forlì un anno fa tra le polemiche.

Per gli aeroporti romagnoli si presenterà poi il problema di come costruire un futuro, vista la carenza di risorse pubbliche, ulteriormente tagliate dal governo Monti. Per questo l'idea della Regione, regista dell'operazione, è quella di far partire la Sar per poi andare sul mercato e cercare un privato interessato ad entrare nella nuova società. Privato che potrebbe rispondere al nome di Sab (gestore dell'aeroporto di Bologna, partner ideale nell'operazione) oppure ai veneziani della Save, che si erano già fatti vivi all'epoca del bando di privatizzazione del solo aeroporto “Ridolfi” di Forlì.
 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Salute

Le mascherine per proteggere la salute dei bambini

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

RiminiToday è in caricamento