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Aeroporto, Aeradria presenta il piano per scongiurare il fallimento

Sei milioni di euro, iniezione di denaro 'fresco' da soggetti che non sono soci, e la conversione dei crediti in azioni. E' questo che Aeradria, la società che gestisce l'aeroporto di Rimini, ha proposto al Tribunale fallimentare

Sei milioni di euro, iniezione di denaro 'fresco' da soggetti che non sono soci, e la conversione dei crediti in azioni. E' questo che Aeradria, la società che gestisce l'aeroporto di Rimini, ha proposto al Tribunale fallimentare per poter ottenere lo stop alla procedura e ottenere il via libera al concordato preventivo. L'accordo salva-Aeradria è stato presentato giovedì mattina durante l'udienza fissata dopo che il sostituto procuratore Gemma Gualdi ne aveva chiesto il fallimento, lo scorso 23 maggio, per il grave stato di insolvenza.

Un'udienza lampo, presente la Procura che ha preso atto della nuova richiesta della società e si è riservata di vagliarla. La decisione però spetterà al Tribunale ed è attesa in tempi brevissimi. Insomma si tenta il tutto per tutto per il salvataggio di Aeradria. "La nuova domanda di concordato preventivo - ha spiegato all'Ansa Federico Dettori, avvocato della società - è una domanda piena, non in bianco come quella precedente". Due settimane fa, la società aveva presentato formale richiesta per ottenere un rinvio fino a settembre per poter formalizzare un nuovo piano di concordato, ma in udienza c'é arrivata con "le pezze d'appoggio".

"Il nuovo concordato è il frutto - continua il legale - dell'accordo tra soci e creditori". Principalmente questi 6 milioni di euro, "soldi di soggetti terzi che non sono soci" e che andranno per l'aumento di capitale. Una somma che sarebbe già coperta e che nei prossimi giorni potrebbe aumentare visto che c'é l'accordo tra soci e creditori per aprire a nuove adesioni. Chi si è impegnato, davanti al Tribunale, a versare questi 6 milioni di euro ovviamente entrerà come socio. E Cassa di Risparmio di Rimini (Carim) ha giocato un ruolo decisivo. Parte di quei 6 milioni provengono, infatti, da Carim altri da privati. Inoltre, nero su bianco, c'é l'accordo con i principali creditori, banche (compresa Carim) e fornitori, di "convertire" i crediti in azioni.

"Si apre una nuova era per Aeradria - ha detto ancora Dettori - con la piena collaborazione tra i soci attuali, che restano, e i creditori che a questo punto avranno un ruolo di maggioranza nella compagine societaria". Se il Tribunale darà via libera al concordato preventivo la procedura fallimentare si fermerà e gli accordi potranno essere formalizzati. Sulla conversione tra crediti in azione che chiuderebbe posizioni debitorie per 15 milioni di euro, Massimo Masini, presidente di Aeradria, presente in aula, si dice pronto già oggi. Le firme ci sarebbero già.

"Un ringraziamento - dice - per il sostegno di banche e fornitori, che hanno sostenuto il piano per risolvere al meglio la posizione creditoria". Se e quando arriverà l'omologa del Tribunale al piano è certo un nuovo assetto societario di Aeradria in cui la maggioranza delle quote passerà ai privati, lasciando alla partecipazione pubblica una fetta vicina a quella prevista per legge di un quinto.

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