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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Economia

Agro-alimentare, l'export riminese a gonfie vele: +40%. Stati Uniti principale paese di destinazione

Nei primi sei mesi del 2022 le esportazioni del comparto agroalimentare della provincia sono state pari a 167 milioni di euro e sono cresciute del 40,6% in termini nominali

Nei primi sei mesi del 2022 le esportazioni del comparto agroalimentare (produzioni agricole e industria alimentare) del territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) sono state pari a 494,5 milioni di euro e sono cresciute del 16,6% (+16,3% Emilia-Romagna, +18,7% Italia). L’export agroalimentare costituisce il 13,5% del totale provinciale, valore che si mantiene superiore al dato regionale (12,8%) e nazionale (9,6%).

Il 19,4% del valore dell’export agroalimentare provinciale deriva da prodotti di colture permanenti (frutta), il 19,2% da colture non permanenti (cereali), il 13,4% sono “altri prodotti alimentari” (pasti preparati), il 13,2% bevande (sostanzialmente vino) e il 10,1% carne e prodotti a base di carne. I principali Paesi di destinazione dell’export agroalimentare sono Germania (17,0%), Stati Uniti d’America (9,4%), Francia (6,5%), Spagna (5,1%), Paesi Bassi (4,7%) e Belgio (4,3%).

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Nei primi sei mesi del 2022 le esportazioni del comparto agroalimentare (produzioni agricole e industria alimentare) della provincia sono state pari a 167 milioni di euro e sono cresciute del 40,6% in termini nominali (+16,3% Emilia-Romagna, +18,7% Italia). Il rilevante incremento riportato nel periodo gennaio-giugno 2022 deve essere contestualizzato alla parzialità del dato semestrale e alla stagionalità di alcuni prodotti agroalimentari, nonché all’effetto dell’inflazione che si è riflesso sul valore nominale delle esportazioni.

L’export agroalimentare Riminese costituisce l’11,5% sul totale provinciale, incidenza che risulta inferiore al dato regionale (12,8%) ma superiore a quella nazionale (9,6%).

Il 2021 è stato archiviato con una crescita delle esportazioni pari al 10,0% (+15,3% Emilia-Romagna, +11,1% Italia). Il 34,3% del valore dell’export agroalimentare provinciale deriva da “altri prodotti alimentari” (i.e. piatti e pasti preparati), il 30,6% da bevande (sostanzialmente vino), il 14,5% pesce e prodotti della pesca e il 5,6% da prodotti per alimentazione degli animali (mangimi).

I principali Paesi di destinazione dell’export agroalimentare riminese sono Stati Uniti d’America (25,1% del totale), Francia (9,3%), Spagna (6,8%), Germania (6,8%) e Regno Unito (3,3%).

“I dati sull’agroalimentare italiano nei primi sei mesi dell’anno confermano che il settore sta registrando un trend di crescita storico. Un dato particolarmente buono anche per un settore anticiclico come questo, poco correlato al ciclo economico, che risente meno delle fasi di rallentamento o recessione economica – dichiara Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna –. Anche nei nostri territori i numeri sono positivi e i risultati in crescita dimostrano la qualità dei prodotti che le nostre imprese sanno portare sui mercati internazionali. La Camera della Romagna ha tra le proprie linee strategiche l'Internazionalizzazione del nostro tessuto produttivo, che sosterrà con attività specifiche e con il sostegno alle iniziative di sistema che promuovono le nostre produzioni all'estero”.

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