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Allarme di Confindustria: "Edilizia in ginocchio, occupazione a rischio"

Ance Rimini sottolinea “le gravi difficoltà vissute dalle aziende riminesi del settore, schiacciate da una critica condizione di stasi sia sul fronte degli appalti pubblici sia su quello delle iniziative private

E’ sempre più preoccupante lo stato di crisi del settore edile. Ance Rimini, sulla base di quanto deliberato nell’ultima riunione del Consiglio Direttivo, sottolinea “le gravi difficoltà vissute dalle aziende riminesi del settore, schiacciate da una critica condizione di stasi sia sul fronte degli appalti pubblici sia su quello delle iniziative private a causa dei ritardi non più sostenibili nell’approvazione delle pratiche sismiche, dei piani particolareggiati e del fermo dell’urbanistica”.

 

I dati (aggiornamento mese di ottobre) della Cassa Mutua Edile di Rimini rivelano che nell’ultimo anno è diminuito il numero delle aziende iscritte, passate dalle 678 del 2010 alle 652 del 2011 per un – 3,83%. Un calo ancora più incisivo se confrontato con i dati del 2007 quando le iscritte furono 842 (- 22,57%). Le ore lavorate nel 2011 hanno subito una diminuzione del – 5,29% rispetto al 2010 e il numero degli operai iscritti alla cassa mutua è passato dai 3.867 del 2010 ai 3.988 del 2011. Dati da leggere con ulteriore senso critico per via dei lavori di realizzazione della terza corsia dell’A14, lavori lo ricordiamo temporanei e realizzati da aziende non del territorio.

 

“Una crisi che anzi è ancora più drammatica perché il portafoglio ordini si sta sempre più assottigliando e molte imprese – evidenzia l’associazione dei costruttori di Confidnustria -, nei primi mesi dell’anno, dovranno probabilmente aumentare il numero di dipendenti da mettere in cassa integrazione proprio per la mancanza di commesse.

 

Da questo quadro emerge appunto la necessità di mettere in atto nell’immediato una strategia condivisa che per Ance si deve basare su due pilastri.

 

Innanzi tutto, dare immediate occasioni di lavoro alle imprese mettendo in appalto tutte le opere possibili da parte dell’amministrazione, prevedendo lotti adeguati alle dimensioni delle imprese locali e favorendo l’investimento da parte dei privati nelle iniziative programmate. Questo grazie ad uno snellimento della burocrazia che consenta di rendere subito cantierabili le opere programmate e programmabili approvate dopo un lungo iter, come per esempio i piani particolareggiati.

 

A tal proposito Ance sottolinea che “in questo senso privati ed imprese hanno già messo in campo notevoli quantità di risorse e quindi da parte dell’amministrazione occorre un atteggiamento responsabile affinché vengano rispettati i diritti acquisiti e non vadano perduti gli investimenti fatti. Un rischio impensabile in un momento critico come questo”.

 

“Le imprese stanno già combattendo con la precarietà della situazione, è quindi intollerabile caricarle di ulteriori incertezze per un futuro messo pericolosamente in discussione – evidenzia Ance -. Senza ovviamente dimenticare, in tutto questo, anche la necessità del continuo sostegno da parte degli istituti di credito, indispensabile per la sopravvivenza delle imprese”.

Il secondo pilastro consiste nell’assicurare l’approvazione di PSC e RUE con l’accoglimento delle osservazioni nostre, delle altre categorie e degli ordini professionali – proseguono i costruttori di Confindustria -, per permettere di programmare le attività future delle imprese con la condivisione delle visioni urbanistiche dell’amministrazione nel rispetto di uno sviluppo sostenibile del nostro territorio e nel rispetto degli impegni economico finanziari sostenuti anche in questo momento di fermo delle attività”.

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