"Ceramiche del Conca" e "Focchi": dopo anni il via libera all'ampliamento

Per la Ceramiche del Conca la richiesta era già stata presentata nel 2009, con l’obiettivo di un ampliamento con la costruzione di un nuovo magazzino automatizzato ed un piazzale per la movimentazione delle merci

Nei giorni scorsi la Provincia di Rimini, insieme ai Comuni e agli enti interessati, ha chiuso positivamente due conferenze dei servizi attraverso le quali si è data risposta alle pluriennali richieste di due importanti aziende industriali del territorio riminese che chiedevano di ampliarsi rispetto agli impianti esistenti. "Una notizia sicuramente buona cui però bisogna sottolineare un aspetto amaro - premette il presidente della Provincia, Stefano Vitali -. Le aziende interessate sono la ‘Ceramiche del Conca’ a San Clemente e la ‘Focchi’ a Poggio Torriana".

"Nel primo caso la richiesta dell’impresa era già stata presentata nel 2009, con l’obiettivo di un ampliamento con la costruzione di un nuovo magazzino automatizzato ed un piazzale per la movimentazione delle merci - premette Vitali -. Per realizzare questo era necessaria una variante al Prg del Comune di San Clemente, cosa per la normativa nazionale e regionale non semplice in quanto l’azienda è insediata in un’area su cui insistono alcuni vincoli. La variante necessitava perciò di un iter particolare, prima avviato ma poi in seguito stoppato da alcune modifiche legislative regionali".

"La variante è stata rimessa in cantiere utilizzando le norme del Decreto del Presidente della Repubblica 160 del 2010, e alcune norme previste dal Piano Territoriale Paesaggistico Regionale dell’Emilia Romagna e dal Pctp della Provincia di Rimini - continua il presidente della Provincia -. Solo dopo questo lavoro di bulino e di interpretazione di normative che via via mutavano è stata finalmente risolta una situazione che si trascinava da tempo (troppo). Questo, insieme alla realizzazione del nuovo Ponte sul Conca (in avanzata fase), può essere il volano per una rilanciata competitività per tutte le imprese ubicate nella zona artigianale tra San Clemente e Morciano e, più in generale, in Valconca".

"Anche per la ‘Focchi’ si tratta di un ampliamento richiesto da tempo, dovuto alle esigenze di migliorare la logistica e le nuove lavorazioni - chiosa Vitali -. Si è avuta molta cura nel progetto di limitare l’impatto ambientale e il progetto approvato in conferenza di servizi recepisce molti miglioramenti richiesti dagli enti interessati. Va detto che questo duplice riscontro positivo dimostra che, quando le norme sono finalmente chiare e lo consentono, in pochi mesi si riesce a trovare le migliori soluzioni risolvendo problemi reali che le aziende pongono e alle quali non dare risposta vuol dire perdere lavoro, occasioni di sviluppo e rischiare di perdere imprese che rappresentano l’eccellenza sul nostro territorio. Ma non possiamo far finta di nulla e dimenticare che dietro all’accelerazione finale stanno le lentezze da ‘eccesso di stratificazione burocratica’ dei 5, 6, 7 anni precedenti".

Vitali riepiloga, "prendendo lo strumento conferenza dei servizi in sé, al di là di questi due casi andati a buon fine. Nasce con un intento condivisibile: nel caso in cui si debba rilasciare un’autorizzazione od un permesso che prevede l’espressione da parte di più enti, invece di costringere l’ignaro cittadino a peregrinare nei vari uffici, lo si invita a presentare la domanda ad un ente capofila, che provvederà a trasmettere a tutti i soggetti interessati la documentazione e ad acquisire tutti i pareri degli enti tenuti per esprimersi, rilasciando appunto l’autorizzazione utile per avviare il progetto per cui l’impresa o comunque il proponente abbia inoltrato istanza. Il procedimento si attiva attraverso la convocazione di una conferenza dei servizi. Alla conferenza sono chiamati, di prassi, a partecipare e  ad esprimersi circa 36 enti. Diconsi 36, ognuno delegato a esprimere un parere. Con le sue logiche, le sue regole e i suoi tempi, a volte non coincidenti con quelli altrui".

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Conclude il presidente della Provincia: "Per questo oggi posso dirmi contento per due aziende del nostro territorio ma non posso ritenermi soddisfatto come uomo in servizio per la pubblica amministrazione. Il paradosso è che tutti, da Roma in giù, d’accordo sul principio della semplificazione ma nei fatti pare quasi che la burocrazia serri ogni giorno di più i suoi ranghi intorno a cittadini e imprese. Io spero che il cambiamento non si limiti dunque all’eliminazione degli Enti utili o inutili o dei rimborsi, perché nella dizione ‘sprechi’ rientra prima di tutto e di ogni cosa la perdita  di tempo, denaro, pazienza, competitività, lavoro che una qualsiasi impresa subisce in nome della legge. Oggi, a Rimini, è andata bene per due. Ma quante stanno ancora aspettando”.

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