Anche Rimini al Vinitaly: oltre 2.300 ettari di vigneti, primeggia il rosso

Nel territorio riminese, circa 1.500 degli oltre 2.300 ettari coltivati a vigneto risultano idonei alla produzione di vini DOC ("Colli di Rimini" e "Romagna")

La Strade dei Vini e dei Sapori ‘Colli di Rimini’, in collaborazione con la Provincia di Rimini e la Camera di Commercio di Rimini, è presente con un proprio stand alla manifestazione ‘Vinitaly’, che si tiene in questi giorni alla Fiera di Verona. Si coglie questa occasione per ‘scattare una fotografia’ della viticoltura riminese. Con i suoi 27 comuni, i suoi 335.033 abitanti (risiedenti soprattutto nelle zone costiere) ed i suoi 864,08 Kmq di superficie, la comunità riminese ha sempre mostrato una particolare vocazione per la civiltà del ‘buon bere’ e per la produzione di vini di alta qualità.

Caratteristica certamente dovuta alla speciale conformazione del territorio, dove le colline incontrano il mare ed i suoli hanno una peculiare composizione. Queste caratteristiche fanno sì che i vini del territorio riminese siano in prevalenza rossi (75% del totale), ma che anche tra i bianchi vi siano eccellenze: infatti, il particolare microclima sa fornire alle uve freschezza e profumi. In provincia sono 50 i produttori che trasformano e commerciano direttamente il loro vino sia per la vendita diretta, sia per far conoscere la bellezza del territorio e delle cantine e mostrare la competenza, la passione e il lavoro che concorrono alla creazione di un buon vino.

La produzione media annua d’uva all’interno del territorio provinciale è stimata (dati 2013, tenendo conto della grandinata del 24 giugno che, colpendo prevalentemente la zona tra Rimini e Coriano, ha sottratto circa il 10% della produzione media annua) in circa 204 mila quintali che permettono di ottenere circa 140 mila ettolitri di vino. Di questi circa 84 mila sono vino DOC, 49 mila IGT (Indicazione Geografica Tipica) e 7 mila vino da tavola. Nel territorio riminese, circa 1.500 degli oltre 2.300 ettari coltivati a vigneto risultano idonei alla produzione di vini DOC (“Colli di Rimini” e “Romagna”). Di queste superfici DOC, più della metà sono rappresentate dalla DOC “Colli di Rimini”, che si sta sviluppando anche a seguito del riconoscimento della nuova tipologia “Sangiovese”, che fino a pochi anni fa poteva rientrare unicamente entro la più ‘generale’ DOC “Romagna”.

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I vitigni maggiormente coltivati risultano: il Sangiovese (oltre il 60% del totale) ed a seguire il Trebbiano, il Cabernet Sauvignon, il Biancame, il Merlot, lo Chardonnay e la Rebola. “La viticoltura riminese è nel mentre- dichiara l’assessore alle Attività produttive e al Turismo della Provincia di Rimini, Fabio Galli - di un processo di sensibile mutamento dell’organizzazione produttiva, per sintonizzarla sempre più con le peculiarità del territorio, avendo l’obiettivo di una crescente qualità delle uve. In questo senso, è da registrare nel 2013 come segnale positivo la richiesta da parte di aziende riminesi di immissione di 30 nuovi impianti vinicoli (per un totale di circa 50 ettari) con sostegno UE; un segno di fiducia probabilmente motivato dall’incremento delle liquidazioni economiche alle stesse aziende da parte delle cantine cooperative. E’ chiaro che oggi e in prospettiva il vino assume sempre più il ruolo ambasciatore del territorio, capace di legare arte, paesaggio, cultura e storia dell’entroterra riminese, con una finestra sempre più larga affacciata sulle potenzialità turistiche e dunque con la ricerca di una collaborazione e una sinergia sempre più strette tra filiera di produzione locale e distribuzione da parte degli operatori turistici (a partire da ristorazione e ricettivo)”.

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