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Ance lancia l'allarme: "Il settore delle costruzioni sta colassando"

Mai come quest'anno è difficile dare un quadro della situazione dell'Industria delle Costruzioni senza cadere nel rischio di mettere in evidenza molte più ombre che luci

Mai come quest’anno è difficile dare un quadro della situazione dell’Industria delle Costruzioni senza cadere nel rischio di mettere in evidenza molte più ombre che luci. Dopo l’inizio della crisi del 2008 si era sperato fino a metà 2011, che si avviasse verso una ripresa, ma i primi mesi del 2012 confermano che il mondo delle costruzioni è nell’occhio del ciclone. E' quanto si evince dai dati emersi dall’indagine congiunturale realizzata dall’ufficio economico di Ance Rimini.

Situazione Secondo Semestre 2011 - Per quel che riguarda la consistenza del portafoglio ordini in edilizia, suddivisa fra appalti pubblici, appalti privati e lavori in proprio, l’indagine riferita al secondo semestre 2011 rispetto al secondo semestre 2010 ha fatto emergere i seguenti dati: negli appalti pubblici l’86% del campione ha visto una diminuzione. Il 14% ha visto il dato stabile; negli appalti privati il 90% ha avuto una diminuzione, il 10% ha visto il dato stabile. Per quel che riguarda i lavori in proprio: il 91% li ha visti in calo. Sono stabili per il 9%.  Occupazione: rispetto al primo semestre 2011 è calata per il 64% del campione ed è rimasta stabile per il 36%.

Previsione Primo Semestre 2012 - Le previsioni per il primo semestre 2012 del portafoglio ordini in edilizia rispetto al secondo semestre 2011 confermano tutte le difficoltà del momento. In particolare le imprese del campione prevedono cali negli appalti pubblici nel 71% dei casi, anche se un 14% prevede un aumento e il restante 15% li vede stabili. Negli appalti privati le imprese che prevedono una diminuzione degli ordini sono il 90% mentre il 10% del campione prevede un aumento. Per quel che riguarda i lavori in proprio: l’80% li vede in calo. Sono stabili per il 10% e in aumento per il 10%.

Occupazione: è prevista in forte diminuzione nel 39% dei casi, stabile nel 54% dei casi e in aumento nel 7% dei casi. Per quel che riguarda il ricorso alla CIG è da escludere per il 15%, poco probabile per il 31%, probabile, ma limitata per il 16% e probabile e consistente per il 38%.

“Dalla lettura di questi dati – si legge nel rapporto di Ance - si può desumere che le imprese sono in fortissima difficoltà e se non ci saranno azioni concrete, molte rischiano di fallire o chiudere entro l’anno con le inevitabili ripercussioni sull’occupazione che potrebbero compromettere la coesione sociale. E’ importante sottolineare il grande sforzo delle imprese che non hanno ridotto le maestranze in proporzione all’effettivo calo del lavoro. Questo a riprova della volontà di guardare al futuro e preservare le risorse umane che sono il vero patrimonio delle imprese e che nessuno può permettersi di perdere”.

Cassa Mutua Edile - Nel 2011 hanno operato nel riminese 655 imprese con un decremento di 23 imprese rispetto all'anno precedente. Le imprese industriali sono passate da 229 a 234, quelle cooperative da 26 a 25 e, infine, quelle artigiane da 423 a 396. Per quanto riguarda l'andamento dell'occupazione rimane in linea con l’anno precedente.  Ma questo dato non deve fuorviare perché dipende essenzialmente dai lavori sull’A14 che assorbono 480 lavoratori. Se si valutasse, infatti, l’andamento dei dipendenti tra il 2007 e il 2011, si riscontrebbe un calo del 19%, con una perdita di oltre 1.500 posti di lavoro.

DURC - Con l’anno 2011 la Cassa Mutua Edile ha rilasciato 3.051 Documenti di Regolarità Contributiva (DURC) rispetto ai 3.035 del 2010. E' un documento fondamentale per il contrasto del lavoro irregolare e della concorrenza sleale alle nostre imprese.

MERCATO IMMOBILIARE PROVINCIALE E PREVISIONI - Il mercato immobiliare per il riminese continua a registrare segni negativi. Nel 2011 il numero di unità abitative compravendite a Rimini è diminuito del 3,6% su base annua. Diversi sono i fattori che stanno ostacolando la ripresa del mercato immobiliare: la difficile situazione economica generale, l’ulteriore stretta creditizia nei confronti di imprese e famiglie e, in questi ultimi mesi, la crescita dei tassi di interesse che rende i mutui sempre più onerosi. A fronte del calo delle vendite, si constata che i prezzi mostrano una tenuta soprattutto per le nuove abitazioni costruite in modo rispettoso della sostenibilità energetica ed ambientale. L’entità del calo dei prezzi di vendita nei casi più eclatanti non supera il 10%.

“Lo sviluppo sostenibile, rispettoso dell’ambiente circostante e teso a creare il bello per rendere più confortevole la vita di tutti noi, specialmente in un territorio in cui il turismo è uno dei punti di forza dell’economia, è anche la missione delle nostre imprese - spiega il Presidente di Ance Rimini Ulisse Pesaresi - Dobbiamo però affermare che tra l’uso indiscriminato del territorio e il blocco di qualsiasi attività esistente, sicuramente vi sono alternative condivisibili da tutti, che contemperino, da una parte la tutela di un bene non rinnovabile come l’ambiente, e dall’altra permettano alle imprese di fare il loro mestiere e di dare lavoro a tanti operai che attualmente lo vedono a rischio. Un lavoro bloccato da troppi nodi, come ad esempio una burocrazia opprimente, la mancanza di strumenti urbanistici adeguati e di appalti pubblici e privati, la stretta del credito”.

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