Domenica, 14 Luglio 2024
Economia

La Cisl Romagna lancia l'allarme: "Anziani in aumento ma badanti e colf in calo"

Negli ultimi dieci anni, il numero di anziani a Rimini è aumentato del 21,32%, ma i contratti di colf e badanti sono diminuiti di oltre il 30%.

L'invecchiamento della popolazione e la carenza di badanti e colf rappresentano una sfida seria ed urgente per la Romagna. Un'analisi approfondita dei dati ISTAT e INPS, elaborati da CISL Romagna, dipinge un quadro preoccupante.

Il sindacato spiega che "le province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini stanno assistendo ad un'impennata della popolazione over 80. Negli ultimi dieci anni, il numero di anziani in queste province è aumentato rispettivamente del 14,78%, del 10,78% e del 21,32%. Un aumento importante che ha fatto esplodere la domanda di assistenza domiciliare. Ma mentre la richiesta di assistenza cresce, l'offerta di badanti e colf si assottiglia drammaticamente. I dati INPS mostrano un crollo dei contratti di colf che supera il 30% in tutte e tre le province, con un picco negativo del -34,87% a Forlì-Cesena.
Anche la situazione dei badanti non è molto rosea. Se è vero che il numero di contratti è leggermente aumentato in alcune province, questo incremento non è sufficiente a soddisfare la domanda in crescita. Il rapporto badanti/over 80, infatti, è peggiorato in tutte e tre le province, evidenziando un divario preoccupante tra il numero di anziani e quello di badanti disponibili".

Le cause della crisi

Le cause di questa crisi, continua Cisl Romagna, "sono diverse e complesse. Una delle ragioni principali è la scarsa attrattività del settore domestico, caratterizzato da stipendi bassi ed attività precaria, legata alle esigenze delle famiglie. Ovviamente sappiamo che il lavoro nero è molto diffuso in questo settore, con un numero sempre alto di colf e badanti non regolarizzate tramite contratto. Ma anche compreso questo elemento, il numero di assistenti familiari è certamente inferiore alla domanda, cosa che rende sempre molto difficile trovare una badante disponibile.
Riguardo le colf in particolare, la perdita di potere d’acquisto delle famiglie che sta peggiorando di anno in anno, può essere considerata un fattore rilevante nella scelta delle famiglie, costrette a rinunciare ad avere un aiuto domestico nelle faccende giornaliere.
Un altro dato preoccupante è l'aumento dell'età media dei lavoratori nel settore domestico. In tutte e tre le province, si osserva un incremento significativo del numero di badanti e colf over 65, mentre la fascia d'età 30-44 anni è quella più colpita dalla diminuzione dei lavoratori. Questo dato evidenzia la difficoltà di attrarre e trattenere manodopera giovane nel settore dell'assistenza agli anziani".

Come intervenire

“L'invecchiamento della popolazione romagnola non è più solo un dato statistico, ma una vera e propria bomba ad orologeria pronta ad esplodere - dichiara il segretario generale CISL Romagna Francesco Marinelli -. La domanda di assistenza domiciliare cresce, mentre il numero di colf e badanti si assottiglia drammaticamente, lasciando intravedere un futuro allarmante per i nostri anziani. Non possiamo tergiversare, - chiosa Marinelli - non possiamo permettere che questa generazione venga abbandonata al proprio destino. È necessario un intervento immediato e incisivo per scongiurare una futura crisi.
Bisogna valorizzare il lavoro di colf e badanti troppo spesso sottovalutate e mal retribuite. Queste figure professionali rappresentano una delle colonne portanti del benessere dei nostri anziani e garantire loro condizioni di lavoro dignitose e stipendi adeguati non è solo un atto di giustizia, ma un investimento per il futuro.
Accanto a loro, dobbiamo sostenere le famiglie che, con impegno e senso di responsabilità, si prendono cura dei propri cari anziani senza gravare ulteriormente sul sistema sanitario nazionale già oberato e impossibilitato a reggere l'impatto di un'intera generazione di anziani. Sgravi fiscali, contributi economici e servizi di supporto, sono misure urgenti per alleviare il carico di chi quotidianamente affronta le sfide dell'assistenza domiciliare.
Valorizzare il lavoro e sostenere le famiglie non è solo un dovere morale, ma una necessità impellente. Significa garantire agli anziani una vita dignitosa e autonoma. Non possiamo rimanere inerti di fronte a questa sfida - conclude Marinelli -, è quindi fondamentale che istituzioni, forze sociali e sindacali, si prendano un impegno comune per costruire un futuro migliore, dove la cura, il lavoro e la solidarietà si intrecciano per dare vita ad una comunità coesa e solidale”.

Focus sulla provincia di Rimini

Negli ultimi dieci anni, la popolazione over 80 della provincia di Rimini è aumentata significativamente, passando da 21.726 persone nel 2014 a 26.359 nel 2023 con un incremento del 21.32%. Questo incremento demografico pone una crescente domanda di assistenza domiciliare. Tuttavia, il rapporto tra popolazione anziana e badanti è cresciuto da 3,80 nel 2014 a 5,27 nel 2023. Questo dato indica che, nonostante l'aumento della popolazione anziana, il numero di badanti disponibili non è sufficiente a soddisfare la domanda crescente di assistenza.
Tendenze generali nei contratti di lavoro
Il numero totale di lavoratori nel settore domestico ha mostrato fluttuazioni, partendo da 5.711 nel 2014 e raggiungendo un picco di 5.833 nel 2021, per poi scendere a 5.004 nel 2023 con una perdita del 12.38%.
Nel 2021 molte famiglie hanno fatto una spontanea regolarizzazione dei rapporti di lavoro per consentire ai lavoratori domestici di recarsi  al lavoro durante il lockdown e all’entrata in vigore del decreto “Rilancio” che prevedeva una sanatoria e il riconoscimento di sei mesi di permesso di soggiorno a chi avesse un regolare contratto.
I contratti di badanti sono stati costantemente superiori a quelli delle colf. Questa differenza è costante nel decennio, ma mentre i contratti come badante rimangono più o meno stabili passando da 3.311 del 2014 a 3.364 del 2023, calano notevolmente i contratti come colf da 2.400 del 2014 a 1.658 del 2023 con un calo del 30.92%.

Analisi per fascia di età
Giovani (fino a 29 anni): il numero di giovani lavoratori nel settore domestico è diminuito da 411 nel 2014 a 130 nel 2023.
Adulti (30-44 anni): questa fascia ha visto una riduzione significativa, passando da 1.475 lavoratori nel 2014 a 714 nel 2023.
Maturi (45-64 anni): anche questa fascia ha subito un calo, da 2.617 nel 2014 a 2.461 nel 2023.
Anziani (65 anni ed oltre): il numero di lavoratori anziani è aumentato da 254 nel 2014 a 934 nel 2023, segnalando una maggiore presenza di lavoratori di età più avanzata nel settore.

L'invecchiamento della popolazione Romagnola sta avvenendo ad un ritmo più rapido rispetto alla crescita del numero di contratti di lavoro nel settore domestico.
Secondo le previsioni demografiche svolte dalla Regione Emilia Romagna per le province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini entro il 2030, si stima un incremento di oltre 1.872 anziani over 80 a Forlì-Cesena (+6,17%), 918 a Ravenna (+3,31%) e ben 3.096 a Rimini (+12,60%). Un aumento esponenziale che avrà un impatto significativo sulla domanda di assistenza domiciliare che metterà a dura prova l'attuale sistema di welfare e creando una potenziale carenza di badanti e colf.

La diminuzione dei lavoratori giovani e adulti nel settore e l'aumento dei lavoratori over 65 indicano una necessità urgente di riforme nelle politiche del lavoro e nelle strategie di assistenza domiciliare. È essenziale garantire un numero adeguato di lavoratori qualificati per rispondere alle esigenze della popolazione anziana in continua crescita, attraverso percorsi formativi che aiutino le persone ad intraprendere con professionalità tale impiego. Inoltre sarà importante garantire maggiori incentivi sulle assunzioni regolari, soprattutto riguardo gli anziani non autosufficienti.

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