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Appello di Cna: "Servono soluzioni immediate per rilancio edilizia"

Preoccupazione per il settore dell'edilizia e l'impiantistica. E' quanto esternano il segretario Cna Comunale, Davide Ortalli, e il Presidente Oscar Tamburini

Preoccupazione per il settore dell'edilizia e l'impiantistica. E' quanto esternano il segretario Cna Comunale, Davide Ortalli, e il Presidente Oscar Tamburini, i quali evidenziano che "servono soluzioni immediate a tutti i livelli, da qui la richiesta di incontro del direttivo comunale con l’assessore Biagini previsto per martedì La crisi economica che il paese sta attraversando assume una veste e un rilievo specifico per il settore edilizio (inteso nel senso più ampio del termine), che, per superare la recessione, ha bisogno di riorientare in modo sostanziale il proprio ambito di intervento".

"Il settore si deve infatti misurare con le principali patologie del patrimonio edilizio italiano, che riguardano la sua ampiezza ridondante, il suo livello mediamente basso di qualità ed efficienza dovuto all’invecchiamento, il suo forte contributo ai consumi energetici, la sua dispersione e frammentazione che provoca eccessivo consumo di suolo - aggiungono Ortalli e Tamburini -. Questa situazione per lo più generalizzata riguarda molto da vicino anche il Comune di Rimini, il cui patrimonio edilizio per il 70% è antecedente agli anni ’70 e il cui consumo del territorio è sotto gli occhi di tutti".

"Queste patologie vanno combattute non in termini ideologici, ma con azioni concrete dirette al contenimento di consumo del suolo, disincentivando l’ulteriore espansione delle città e spostando l’attenzione, le risorse e gli investimenti verso la riqualificazione urbana e la rigenerazione del patrimonio esistente ormai vetusto sotto tutti i profili", chiosano i rappresentanti di Cna.

Secondo Ortalli e Tamburini, "er far ripartire l’edilizia servono segnali forti e immediati che devono seguire due direttrici. La prima riguarda l'individuazione di forme incentivanti, di natura volumetrica per interventi sostanziali, riduzione degli oneri di urbanizzazione/costruzione, interventi di riduzione sulle varie forme di tassazione locale (Imu? Tares?)". Inoltre, "occorre agire immediatamente sulla burocrazia (tempi di rilascio autorizzazioni/concessioni, rimpallo tra uffici ed enti, approvazione piani…) che agisce esattamente come leva opposta, disincentivando qualsiasi forma di intervento in tal senso. Interventi di riqualificazione/rigenerazione, che contribuiscono sostanzialmente anche alle riduzioni di rischio sismico e di emissioni di co2 (il 30% delle emissioni nelle nostre città lo producono i nostri edifici) dovrebbero beneficiare di iter amministrativi con corsie preferenziali, invece succede esattamente il contrario".

I rappresentanti di Cna si dicono "consapevoli che il rilancio del settore non può prescindere da scelte politiche strategiche anche di livello nazionale (che chiediamo con forza attraverso Rete Imprese Italia), riteniamo comunque che a livello locale tanto si possa fare per dare al settore e a tutto il suo indotto quella spinta e fiducia necessaria per favorirne il rilancio".

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