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Lunedì, 23 Maggio 2022
Economia

Appello dei sindacati agli imprenditori: "Salviamo la Morri Prefabbricati e i suoi lavoratori"

Per Cgil, Cisl e Uil è fondamentale salvaguardare il sito produttivo dopo il fallimento: 21 dipendenti in cassa integrazione rischiano il posto

I sindacati fanno appello al mondo imprenditoriale del riminese: "Salviamo la Morri Prefabbricati e i suoi lavoratori". Si è tenuto mercoledì (26 gennaio) il tavolo di salvaguardia occupazionale per l’azienda Morri Prefabbricati di Rimini, richiesto dalle organizzazioni sindacali territoriali di Cgil, Cisl e Uil del settore delle costruzioni, come previsto dal Patto regionale per il lavoro, alla presenza del curatore fallimentare, della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Rimini, dell’Agenzia regionale per il lavoro, del Centro per l’impiego di Rimini e delle Organizzazioni sindacali.

"La Morri Prefabbricati, storica azienda riminese nel settore della produzione di prefabbricati per la costruzione di capannoni industriali, è stata dichiarata fallita il 7 luglio 2021. Nel 2020 la Morri, dopo che dal 2014 si trovava in concordato preventivo, era stata acquisita da una nuova proprietà. Tuttavia questo cambio al vertice non aveva evitato il fallimento", illustrano i sindacati.

Appena saputo del fallimento Cgil, Cisl e Uil si sono attivate perché ai lavoratori fosse data tutela economica e con il sostegno decisivo del curatore si è ottenuta la Cigs per tutti i 21 dipendenti in forza, per 12 mesi, fino al 6 luglio 2022.
Per Cgil, Cisl e Uil di Rimini è fondamentale salvaguardare il sito produttivo e la continuità aziendale di una realtà storica del territorio, per non proseguire quel processo di deindustrializzazione che negli ultimi anni ha lasciato tante ferite nel tessuto produttivo locale.

"La curatela fallimentare ha indetto un bando per rilevare l’azienda, ma l’unica offerta pervenuta non è interessata ai lavoratori e a dare continuità produttiva, ma solo ad acquisire materiali ed attrezzature - sostengono i sindacati -. Per questo motivo Cgil, Cisl e Uil congiuntamente alle istituzioni presenti al tavolo, fanno appello affinché realtà produttive e imprenditoriali si facciano avanti per non perdere questo importante presidio produttivo ed occupazionale di Rimini".

“Prima di lasciare che un’azienda storica del riminese si dissolva – dichiarano i consiglieri provinciali Alice Parma e Giuliano Zamagni – con le prevedibili conseguenze occupazionali, nello spirito che è proprio del Patto per il lavoro e per il clima, abbiamo concordato tutti insieme di lanciare un appello al mondo imprenditoriale per salvare la ditta, la continuità aziendale e i posti di lavoro. Dobbiamo fare tutto il possibile per scongiurare quel processo di deindustrializzazione che è una piaga del tessuto produttivo di un territorio e che ha ricadute sociali che non possiamo e non vogliamo più permetterci".

Tra dieci giorni, il 7 febbraio, è riconvocato il tavolo di salvaguardia, per fare il punto sulla situazione, anche in seguito all'appello.

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