Beer Attraction, triplicato il consumo di birre speciali nella grande distribuzione

Le imprese del settore passano dalle 650 del 2015 alle 1.058 del 2017, con un incremento del 63%. Gli addetti aumentano dai 7.894 del 2015 ai 9.284 del 2017, con un +18%

Sono dati interessanti, non solo per gli addetti ai lavori, quelli presentati da Silvio Menghini, dell’Università di Firenze, per l’Osservatorio delle birre artigianali. Il consumo di birre speciali nella GDO passa dai 10.771.000 euro del 2014 ai 32.632.000 del 2017. Le imprese del settore passano dalle 650 del 2015 alle 1.058 del 2017, con un incremento del 63%. Gli addetti aumentano dai 7.894 del 2015 ai 9.284 del 2017, con un +18%. Quali sono le sfide del settore? “Crescere in formazione, ma anche in comunicazione”, sottolinea Menghini nel corso di Beer Attraction, “ormai non è sufficiente produrre una birra di alta qualità, occorre saperla vendere e promuovere adeguatamente”. Si spiega in quest’ottica la nuova partnership con ICE – Italian Trade & Investment Agency, presente anche con convegno dedicato all’analisi del mercato birrario britannico e alle opportunità di crescita dell’export italiano, grazie a un’analisi realizzata da Antonietta Kelly di ICE UK. Secondo il report l’Italia è il quarto Paese esportatore di birra in Gran Bretagna, dopo Irlanda, Messico e Olanda. Un mercato che ha visto crescere costantemente negli ultimi 4 anni la richiesta di birra di qualità da parte dei consumatori. Sempre più orientati verso produttori artigianali e in particolare alla ricerca di birre lager premium o d’importazione.

Dati e analisi confermati anche dall’esperienza di piccoli produttori italiani, entrambi esportatori in UK, come il Birrificio Italiano e Brewfist. Quest’ultimo commercializza con successo le sue etichette a Londra, Leeds, Manchester. “Le nostre birre sono richieste in ristoranti di qualità e anche in pub, dove siamo presenti anche alla spina. Le preferite sono le lager ma ormai il 25% della nostra produzione, attorno ai 7.500 ettolitri, è destinata all’estero. Oltre al Regno Unito, vendiamo In USA, Australia, Russia e Spagna”, ha spiegato Roberto Mazza, responsabile commerciale estero di Brewfist. C’è anche Giulia Brandi, la giovane di Fermignano partecipante alla sesta edizione di Masterchef, tra gli ospiti di Food Attraction, la sezione dedicata all’alimentazione nell’ambito di Beer Attraction. Giulia è apparsa ieri ai fornelli nello stand di Unilever Food Solutions, Lantmännen Unibake e Baldi Carni, che condividono un unico spazio dove ogni giorno vengono proposti show cooking con professionisti del settore e dove oggi si è tenuta la prima Burger Battle italiana. Giulia, che nel 2017 ha sfiorato la finale di Masterchef vinta dal santarcangiolese Valerio Braschi, tradita da un pressure test, ha preparato per il pubblico presente gustosissimi e fantasiosi hamburger  andati a ruba ad ogni tornata.  

Negli Stati Uniti il fenomeno è già esploso da tempo: dal 2011 ad oggi, infatti è stata del 20% l’impennata dei consumi di birra in lattina sul totale del mercato Usa delle craft beer. Un fenomeno che non è passato inosservato Oltreoceano e che ha portato ad attrezzarsi anche l’industria italiana. Lo ha fatto tra i primi GAI Macchine Imbottigliatrici, che non a caso ha voluto portare a BBTech Expo, il salone delle tecnologie, attrezzature e accessori per la produzione e confezionamento di birre e bevande, che affianca Beer Attraction, la prima macchina imbottigliatrice di birra in lattina. È la prima presentazione al mercato italiano. La macchina ha una capacità produttiva di 1000 bottiglie all’ora e ha già attirato l’interesse di numerosi operatori presenti in questi giorni alla Fiera di Rimini. La nuova macchina è stata presentata oggi nel corso di un incontro al BBTech Lab, ma già da sabato scorso, primo giorno di BBTech Expo e Beer Attraction, in tanti tra gli operatori hanno voluto conoscere da vicino il nuovo macchinario. Un interesse che lascia pensare che da qui ad un paio di anni, anche sul mercato italiano saranno sempre di più le birre in lattina, considerate più facili da gestire come imballaggio e adatte anche a “personalizzazioni” dei marchi in grado di rivaleggiare con il look delle birre in bottiglia.

“Pop-up” stores nelle stazioni ferroviarie più frequentate dove servire colazioni sane e nutrienti. Format di rifermento è quello di Subway e Chipotle. È dedicato a chi deve far colazione di fretta, il progetto ‘Breakfast Bru’, che si è aggiudicato ieri il primo hackaton di Beer Attraction, realizzato da Seeds&Chips, The Global Food Innovation Summit, in partnership con IEG. L’idea innovativa prevede anche un'applicazione che permetta di creare ordini personalizzati pick up “on the go”: ordini da asporto. L'obiettivo è quello di offrire colazioni nutrizionalmente bilanciate alle persone che vanno di fretta e sono costrette normalmente ad accontentarsi di cose poco corrette dal punto di vista nutrizionale. Il progetto prevede anche la realizzazione di un sistema circolare recuperando prodotti di scarto, in questo caso il luppolo fermentato proveniente da birrifici locali, da utilizzare come materiale per creare piatti e ciotole in cui servire gli alimenti.

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