Il presidente di Cna Malavasi: “Politica distratta, i partiti devono cambiare”

Così Ivan Malavasi, Presidente nazionale di CNA, durante il suo intervento all’assemblea annuale di CNA Rimini di lunedì 22 maggio nel Centro Congressi SGR, durante la quale è stato presentato il Bilancio Sociale 2011.

«Il Bilancio Sociale: uno strumento non scontato ma particolarmente utile che CNA Rimini ha adottato da nove anni, a dimostrazione del radicamento territoriale» Così Ivan Malavasi, Presidente nazionale di CNA, durante il suo intervento all’assemblea annuale di CNA Rimini di lunedì 22 maggio nel Centro Congressi SGR, durante la quale è stato presentato il Bilancio Sociale 2011.

«E’ la dimostrazione – ha continuato Malavasi - che l’Associazione non è fine a se stessa, ma è uno strumento che serve ai cittadini, oltre che alle imprese E’ un bel modo per essere trasparenti, per far propri alcuni argomenti dell’Agenda europea 2020. A Rimini CNA è un’Associazione che “tiene il pezzo”, che tutti i giorni fa fronte alla difficoltà, che sono tantissime. La piccola impresa ne soffre, ma questo non fa venir meno la voglia, la determinazione, la ricerca costante di soluzioni».

«Anche oggi, dopo il confronto con il Governo, speriamo possano arrivare annunci positivi rispetto ai temi drammatici, che sono i pagamenti e il credito. Dieci giorni fa ci avevano dato degli “irresponsabili”, oggi vediamo che hanno accolto almeno in parte le nostre istanze: alle imprese arriveranno 30 miliardi su quanto devono avere dagli enti pubblici e sarà possibile “scontare” sulle cartelle esattoriali fino al 70% delle spettanze. Si potranno compensare i crediti non prescritti con le somme iscritte a ruolo a ogni titolo: multe, pagamenti passati in giudicato, ma anche debiti tributari e previdenziali, Tarsu e quant’altro. In pratica, è lo Stato che cambia il modo di fare il suo bilancio. Sul fronte dei crediti, quelli delle imprese verso le pubbliche amministrazioni saranno finalmente certificati. Ciò significa, in parole povere, che le imprese potranno esibirli presso le banche come garanzie sul credito a medio periodo. Ci hanno anche promesso di rispondere a una nostra richiesta di sempre, l’iva per cassa, cioè pagare l’imposta al momento dell’incasso effettivo e non in quello della fatturazione. Non è la prima volta che riceviamo promesse su questo tema, attendiamo di vedere i fatti. In ogni caso questo governo, di cui pur non condividiamo tutte le scelte soprattutto nella carenza di prospettive per l'uscita dal tunnel, ha dimostrato più ascolto nei confronti della piccola e media impresa, anche grazie allo strumento di Rete Imprese Italia, che sta funzionando. In questo momento così difficile CNA è un punto di forza, anche perché è legata alla famiglia dell’imprenditore nei giorni più difficili di questo Paese, compreso il terremoto nella nostra regione».

Ma quanto conta oggi la piccola impresa a Roma? “La politica è distratta da troppe cose. E’ attenta, o cerca di esserlo, solo quando ci sono le elezioni. La vicenda di questa stagione, con un governo così “straordinario”, credo metta in luce la debolezza di una classe dirigente nel suo complesso. E non parlo solo dei politici, ma anche delle Associazioni e di tutti gli enti di rappresentanza. E’ indubbio che dobbiamo fare delle riflessioni in più. Noi abbiamo vissuto sicuramente sopra le righe raccontandoci che tutto era possibile. Purtroppo non era così e ora in una situazione di straordinarietà servono risposte straordinarie. Niente è scontato, niente sarà più come prima, né dal punto di vista economico né da quello politico. I partiti, che comunque restano la condizione per la democrazia in un Paese, devono avere il coraggio di affrontare un vero e radicale rinnovamento».

«Le piccole imprese dell’artigianato sono un milione e mezzo, altri due milioni sono quelle del commercio. Sono imprese che soffrono più delle altre perchè sono deboli economicamente ed esposte ai ricatti del fornitore più grande; purtroppo spesso soffrono anche di disattenzione dalla parte pubblica, che ha anche il gusto di non pagare. Ciò nonostante la determinazione, la forza, l’inventiva, l’arrangiarsi, il darsi da fare e perché no, il fare rete, sono fattori di coesione sociale. Oggi in questo territorio, in questa regione, questo fattore di coesione è quello che fa la differenza rispetto ad altre aree. Gli imprenditori vivono una stagione di difficoltà, ma, per usare le parole di una trasmissione di un caro amico, “disperati mai”».

Malavasi durante il suo intervento ha voluto in questo modo far cenno al cosiddetto fenomeno dei “suicidi economici”: «In questi giorni mi invitano in tutti i talk-show a condizione che parli di imprenditori che si tolgono la vita per la crisi. Inviti che rifiuto regolarmente: cosa ne sappiamo noi della vita di quelle persone? Credo che nessuno abbia il diritto di speculare su gesti estremi, le cui motivazioni non sono mai singole e quasi sempre restano insondabili, mentre rischiano di creare fenomeni di emulazione presso i soggetti più deboli. La realtà quotidiana degli imprenditori non è quella della disperazione e della resa, ma, all’opposto, della volontà di resistere: per la propria famiglia, per la propria azienda e per il Paese»

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