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Blocco del Superbonus e nuovo Codice degli appalti: sindacati alla manifestazione a Roma

"Il blocco dei crediti legati al Superbonus in edilizia voluto dal Governo eliminando lo sconto in fattura comporterà gravi conseguenze per il settore edile in provincia di Rimini"

"Il blocco dei crediti legati al Superbonus in edilizia voluto dal Governo eliminando lo sconto in fattura comporterà gravi conseguenze per il settore edile in provincia di Rimini". Per questo, e per "contrastare lo scellerato via libera al sub appalto a cascata, voluto dal Ministro Salvini con il nuovo Codice degli appalti", all’alba di oggi sono partiti da Rimini due pullman diretti a Roma, organizzati di sindacati dei lavoratori edili Fillea Cgil e Feneal Uil. La mobilitazione nazionale ha visto anche manifestazioni a Torino, Napoli, Palermo e Cagliari.

"Il 1 luglio entrerà in vigore il nuovo Codice degli appalti che, contrariamente ai roboanti messaggi del Ministro Salvini, non snellirà affatto le procedure ma renderà l’intero sistema – nell’ambito peraltro dei progetti Pnrr – maggiormente permeabile a fenomeni di corruzione e di illegalità - spiegano i sindacalisti - Le ragioni sono semplici: allungare la filiera di un appalto concretamente può rendere farraginosa una procedura, abbassare le tutele e i salari e ridurre la salute e sicurezza sul lavoro. In Italia solo nel primo bimestre 2023 sono morte cento persone sul lavoro, 12 decessi a settimana. Come sarà possibile far rispettare il piano di sicurezza in un cantiere con 5 capi cantieri diversi e lavoratori che neanche si conoscono? Con il nuovo Codice degli appalti sarà possibile costruire una scuola sotto i 5 milioni di euro senza bando e subappaltando all’infinito. E’ noto che l’allungamento della filiera degli appalti non serve ad aumentare la qualità del lavoro ma a pagarlo meno, determinando così lavoro irregolare e pericolo di infiltrazioni criminali. La manifestazione nazionale del 1 aprile non è un punto di arrivo, ma di partenza. Se non arriveranno risposte serie dal Governo, siamo pronti ad avviare una stagione di vertenze sindacali e legali a partire dalle responsabilità delle stazioni appaltanti: Comuni, Regioni, Anas, Ferrovie".

Rimini aveva visto nel biennio 2021-2022 la maggior crescita di occupati nel settore edile rispetto al resto della regione Emilia-Romagna. "Si era passati dai 4.893 lavoratori dipendenti del 2021 ai 6.192 del 2022, con un contestuale aumento delle imprese edili da 857 a 1020 - concludono i sindacati - Positivi anche gli indicatori legati alle ore di lavoro, con un aumento di queste ultime del 30% nel 2022 rispetto al 2021. Le politiche del Governo riporteranno in crisi il settore edile nel nostro territorio, agevolando il dumping contrattuale e deteriorando la qualità del lavoro per gli edili".

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