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Buoni vacanza, al via la proposta di legge per riformarli

da sussidio per i meno abbienti a incentivo per i lavoratori, a costo zero per lo Stato grazie al maggiore gettito Iva», dice Marchioni. La discussione è stata calendarizzata in Parlamento

Buoni vacanza, al via l'iter per la proposta di legge Marchioni per rilanciare «le vacanze per tutti: da sussidio per i meno abbienti a incentivo per i lavoratori, a costo zero per lo Stato grazie al maggiore gettito Iva», dice Marchioni. Calendarizzata in commissione Attività produttive la proposta di legge sui Buoni Vacanza, presentata dalla deputata riminese Elisa Marchioni. Parte così da mercoledì prossimo l'iter parlamentare per approvare la proposta che punta a modificare radicalmente l'attuale sistema dei buoni – vacanza «per rilanciarne l’efficacia: non più un sussidio per famiglie in difficoltà ma un vero e proprio “volano” per incrementare il settore turistico e agevolare chi lavora a trascorrere il proprio tempo libero nelle nostre bellissime località turistiche», spiega Elisa Marchioni, referente alla Camera per il settore Turismo del gruppo Pd.

«Oggi abbiamo cominciato l'iter della legge che modifica l'Enit, trasformandolo in Spa a prevalenza di capitale pubblico. Sono già state richieste le audizioni preparatorie, con Enit e ministro dello Sviluppo economico. L'obiettivo è di consolidare l'Enit, che è una risorsa strategica per il turismo nazionale, per farne un ente di riferimento più efficiente, agile e capace di portare il marchio Italia fino alle nuove destinazioni, da cui ci aspettiamo molto».

La proposta di legge sui buoni vacanza è stata sottoposta recentemente ad un confronto con le realtà che si occupano di turismo sociale: Fitus (federazione del turismo sociale), la società che eroga attualmente i buoni vacanza, e con le categorie economiche. «Come Partito democratico crediamo importante sostenere la domanda delle famiglie, e questo provvedimento va in questa direzione. – continua Elisa Marchioni – E spero che possa essere approvato: hanno infatti aderito tutti i gruppi tranne la Lega».

«La proposta di legge trae ispirazione dal modello francese – spiega la deputata riminese – dove i buoni vacanza sono in funzione dal 1985: il meccanismo è molto simile ai buoni pasto, i buoni vacanza sono benefit, incentivi per i lavoratori previsti per contratto, convenienti perché detassati. Mentre in Italia finora hanno usufruito dei buoni circa 7mila famiglie per circa 5 milioni di euro al massimo all'anno, in Francia ogni anno vengono erogati buoni per un miliardo e 400 milioni di euro, a tutto vantaggio dei lavoratori e del mercato del turismo. Con vantaggio per le famiglie, e la loro qualità di vita; e anche per il turismo, che beneficerà di maggiori flussi di visitatori. Senza contare che si potrebbe allargare il mercato consentendo di spendere in Italia anche i buoni vacanza francesi e svizzeri».

«Siamo ormai lontani dagli anni ’60, quando il boom economico generò il turismo di massa: un nuovo benessere diffuso tra milioni di lavoratori, unito alle loro esigenze di migliorare la qualità della vita, si incontrarono con l’inventiva di un tessuto di imprenditori sulle coste, quella riminese in primis. Ora ci troviamo di fronte ad una crisi che colpisce il settore e sta alla politica implementare nuove forme di rilancio, anche ispirandosi ad esperienze estere consolidate. – dice la deputata riminese – In Francia si calcola che per ogni euro di buono vacanza, vengano spesi due euro e mezzo, e quanto non viene incassato dallo stato in tasse sui buoni vacanze viene facilmente recuperato tramite l’Iva».

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