Cala l'export, la provincia di Rimini è maglia nera in regione

Diminuito anche l'import. L’andamento negativo dell’export è dovuto alla diminuzione del valore esportato dei principali prodotti, fra cui apparecchi meccanici, abbigliamento e alimentari

Nel 1° semestre 2020 in provincia di Rimini le esportazioni ammontano a 980 milioni di euro mentre le importazioni raggiungono quota 427 milioni di euro. Il saldo commerciale (differenza tra esportazioni e importazioni) risulta pertanto positivo: +553 milioni di euro. Rispetto al 1° semestre 2019 si riscontra una diminuzione delle importazioni del 17,2% e delle esportazioni del 26,6%; con riferimento all’export, ciò è dovuto al calo nel primo trimestre di quest’anno (-9,9% sui primi tre mesi del 2019), ma, soprattutto, al forte decremento verificatosi nel secondo trimestre dell’anno in corso (-40,5% rispetto ad aprile-giugno 2019). E' quanto emerge dal reporto diffuso dalla Camera di Commercio.

“I dati appena resi disponibili dal nostro Osservatorio economico ci consentono di iniziare a quantificare in modo preciso gli effetti negativi della pandemia, a cui si sommano quelli della Brexit. Il contesto generale, inoltre, risultava già condizionato dal rallentamento del commercio internazionale, dalle politiche protezionistiche in aumento e dalla crescente instabilità geopolitica mondiale. - commenta Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di commercio della Romagna -. In estrema sintesi, appare una forte contrazione delle esportazioni nei nostri territori, che si inserisce in un contesto analogo, sia di livello regionale, sia di livello nazionale. Va però evidenziato che nella nostra regione il calo è più contenuto che in altre regioni e l’Emilia-Romagna si conferma al secondo posto in Italia per export. Detto questo, è sempre più evidente che l’internazionalizzazione rappresenta un fattore strategico per uno sviluppo stabile e in chiave innovativa del tessuto produttivo e, proprio per questo, rappresenta una linea strategica prioritaria della Camera della Romagna. Sottolineo che la Camera si impegna annualmente per offrire servizi, contributi e attività di formazione rivolti, sia alle imprese che già operano in maniera strutturata sui mercati esteri, sia a quelle che intendono avviare e sviluppare nuove relazioni commerciali.”

Nel confronto territoriale la variazione negativa dell’export riminese è nettamente superiore a quella dell’Emilia-Romagna (-14,2%) e dell’Italia (-15,3%), risultando, in tal senso, la provincia emiliano-romagnola che fa segnare il peggior decremento annuo. In termini, poi, di incidenza regionale, in provincia di Rimini si concentra il 3,5% del totale dell’export dell’Emilia-Romagna (ultima posizione, con Ferrara), con una quota di export per impresa che risulta pari a 29mila euro (71mila euro a livello regionale, 39mila euro come media nazionale).

L’andamento negativo dell’export è dovuto alla diminuzione del valore esportato dei principali prodotti. Nel dettaglio: -20,1% i macchinari ed apparecchi meccanici (28,0% dell’export), -35,4% i prodotti dell’abbigliamento (17,9%), -12,2% alimentari e bevande (9,8%), -42,5% i mezzi di trasporto (9,2%), che comprendono navi e imbarcazioni (-43,7%, 8,8%), -37,2% i prodotti in metallo (7,9%), -12,7% gli articoli in gomma e materie plastiche (5,5%) e -28,7% gli apparecchi elettrici (5,0%).

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Decrescono poi le esportazioni verso tutte le più importanti aree geografiche, ad iniziare dal calo del 22,4% dell’Unione Europea (49,7% dell’export), causa le variazioni negative nei tre principali mercati di sbocco rappresentati da Germania (-6,5%), Francia (-15,6%) e Spagna (-22,0%). In diminuzione, del 27,7%, anche l’export verso i Paesi europei non UE (17,9% del totale), complice una rilevante diminuzione verso il Regno Unito (-46,1%), del 20,1% verso l’America settentrionale (12,6%), causa contrazione negli Stati Uniti (-18,6%), e del 13,5% verso l’Asia orientale (9,7%).

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