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Venerdì, 24 Maggio 2024
Economia

Lieve calo dei bar, ma il settore alloggio e ristorazione vale il 13% delle imprese con oltre 4.600 sedi

Gli addetti delle imprese attive del settore alloggio e ristorazione sono il 24,6% del totale e la dimensione media aziendale è pari a 7,5 addetti per impresa

Secondo i dati del Registro delle Imprese al 31 dicembre 2023, in provincia di Rimini sono 4.673 le sedi di impresa attive del settore Alloggio e ristorazione (6.829 localizzazioni attive), che costituiscono il 13,6% delle imprese totali provinciali: 2.013 imprese (3.068 le localizzazioni) appartengono all’Alloggio e 2.660 imprese (3.761 le localizzazioni) alla Ristorazione. Rispetto al 31 dicembre 2022 si registra una flessione dell’1,3% delle imprese attive (+0,1% le localizzazioni), con una diminuzione delle attività ricettive (-1,7%) e ristorative (-1,0%), queste ultime causate, nello specifico, dal calo dei bar. La variazione negativa del settore nel suo complesso risulta essere superiore all’andamento regionale (-1,0%) e nazionale (-0,3%).

Il 38,6% delle imprese attive del settore Alloggio e ristorazione è rappresentato dalla classe “alberghi e strutture simili”, in calo del 2,6%, a cui segue “ristoranti e attività di ristorazione mobile”, con il 34,9%, in lieve aumento (+0,3%); il 21,4%, poi, spetta a “bar e altri esercizi simili senza cucina”, in diminuzione del 2,9%. Per ciò che riguarda la natura giuridica, il 39,6% sono società di persone, il 34,8% imprese individuali e il 25,3% società di capitale; rispetto al 2022 si rileva un incremento delle società di capitale (+5,0%) mentre risultano in flessione sia le società di persone (-3,4%) sia le imprese individuali (-3,3%).

Relativamente all’occupazione, gli addetti delle imprese attive del settore Alloggio e ristorazione sono il 24,6% del totale e la dimensione media aziendale è pari a 7,5 addetti per impresa (6,6 in Emilia-Romagna, 5,0 in Italia); l'Alloggio risulta il comparto che impiega mediamente più personale, con 9,0 addetti per impresa, quasi tre in più di quelli che impiega un’impresa della Ristorazione (6,4 addetti).

Il movimento turistico in termini di flusso di arrivi e presenze rappresenta l’elemento caratterizzante delle analisi relative al settore. Nella provincia di Rimini i dati provvisori 2023 fanno rilevare un andamento annuo positivo sia degli arrivi (3.646.296 unità), pari a +6,7%, sia delle presenze (14.699.301 unità), con un +1,5%. Migliori i risultati della clientela straniera rispetto a quella italiana: +3,6% gli arrivi italiani e -2,2% le presenze nazionali, +19,1% gli arrivi stranieri e +13,6% le presenze estere. Riguardo alla tipologia ricettiva, si può notare come gli esercizi complementari siano stati interessati da aumenti degli arrivi superiori a quelli degli esercizi alberghieri (+7,1% contro +6,6%); stesso discorso per ciò che concerne le presenze (+3,0% contro +1,3%). In merito alla provenienza dei turisti italiani, la regione che ha offerto il maggior contributo è stata la Lombardia (31,3% degli arrivi, 36,5% delle presenze) seguita dall’Emilia-Romagna (16,5% degli arrivi, 16,1% delle presenze); con riferimento, invece, alla provenienza dei turisti stranieri, la Germania si posiziona come principale paese (arrivi: 19,7%, presenze: 22,4%) a cui segue la Svizzera (arrivi: 11,5%, presenze: 12,0%). Nota negativa, il non completo recupero rispetto all’anno pre-covid, sia sul fronte arrivi (-3,8% sul 2019) sia su quello presenze (-9,5%).

Nel 2023 la permanenza media (rapporto presenze/arrivi) è risultata pari a 4,0 giorni (4,2 giorni nel 2022): 3,8 giorni per i turisti italiani e 4,7 giorni per gli stranieri, 3,9 giorni per gli esercizi alberghieri e 5,5 giorni per quelli extra-alberghieri.

È interessante anche l’analisi dei flussi negli alloggi privati gestiti in forma non imprenditoriale, tra i quali sono annoverate le locazioni turistiche brevi gestite con la piattaforma digitale Airbnb; sinteticamente, nel 2023, in provincia, i dati provvisori hanno fatto registrare 30.121 arrivi, con un aumento annuo del 16,4% (italiani: +12,7%, stranieri: +23,6%), e 194.994 presenze, con una crescita del 6,9% (nazionali: +4,0%, estere: +13,5%). La permanenza media in tali strutture risulta essere di 6,5 giorni (6,9 giorni per gli italiani e 5,7 giorni per gli stranieri), superiore, pertanto, a quella nelle strutture gestite in forma d’impresa.

Rispetto al tema strategico dell'attrattività delle città, è utile analizzare alcuni aspetti culturali del capoluogo. Rimini. Rinomato principalmente per il turismo balneare, a cui si aggiunge quello fieristico-congressuale, negli ultimi anni si è fatto infatti conoscere anche sotto il profilo culturale, grazie alla presenza di monumenti e opere di interesse storico-artistico di diverse epoche (romana, medievale, rinascimentale); tra queste, particolare importanza riveste il “polo museale e culturale”, prevalentemente sviluppatosi nel centro storico, che ha visto la presenza di circa 86 mila visitatori nel 2022 (ultimo anno disponibile), più che raddoppiati rispetto al 2021, con le maggiori incidenze fatte segnare, rispettivamente, dal Museo Fellini (46,9% del totale) e dal Museo della città e Domus del Chirurgo (41,6%).

In termini, poi, di fatturato del settore Alloggio e ristorazione, nel 2023 in provincia di Rimini si rileva una crescita annua pari al 2,9%, come risulta dall’Indagine congiunturale delle Camere di commercio dell’Emilia-Romagna.

“Il turismo è una risorsa fondamentale per le nostre province; nella misura in cui mobilita, con un esito di esperienza positiva, importanti e qualificati flussi di persone, diventa un vero e proprio driver per migliorare l’attrattività dell’intero territorio capace di creare un impatto in termini di visibilità e reputazione anche per gli altri settori dell’economia. Costituisce quindi la prima e più efficace forma di internaziolizzazione per un territorio – dichiara Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna –. Questo è un settore rispetto al quale è cresciuta nel tempo, anche a livello nazionale, la consapevolezza della sua capacità di produrre una crescita diffusa e anche delle grandi opportunità rappresentate da una sempre maggiore propensione a livello internazionale a vivere l'esperienza turistica da parte di un numero crescente di persone. È necessario, però, come in tutti i settori economici, saper leggere e anticipare i forti cambiamenti in atto e riuscire a cogliere i vantaggi competitivi offerti dall’innovazione e dalle nuove tecnologie. Così come occorre realizzare infrastrutture materiali e immateriali di supporto, a partire da quelle che migliorano la capacità di apertura e scambio e, di fatto, rendono più competitivi e complessivamente attrattivi i nostri territori. Devono essere valorizzati i nostri asset culturali e del Made in Italy e il settore deve potersi giovare delle nostre specializzazioni, a partire dalle filiere più collegate e tradizionali. Occorrono quindi nuove politiche di utilizzo delle risorse, funzionali a una visione sinergica e concretamente integrate con “Cultura” e “Sostenibilità". Non ultimo, deve essere affrontato il tema del mismatch tra offerta e domanda di lavoro, con azioni di valorizzazione delle professioni turistiche per rendere più attrattivo il comparto”.

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