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Sabato, 2 Luglio 2022
Economia

Negli ultimi quattro mesi energia e gas aumentati del 60%. "Bisogna agire per frenare l'inflazione"

Roberto Albonetti, segretario generale della Camera di commercio della Romagna: "Questa situazione rischia di diventare insostenibile per le imprese e mette a rischio la sopravvivenza delle stesse"

Nei primi quattro mesi del 2022 la variazione media dell’indice dei prezzi al consumo Istat per l’intera collettività (Nic) per il capoluogo di Rimini (estendibile all’intera provincia), rispetto al primo quadrimestre 2021, è stata pari a +5,4%, inferiore a quella registrata in Emilia-Romagna (+5,8%) e in Italia (+5,7%); trend che risulta essere crescente fino a marzo (gennaio: +5,0%, febbraio: +5,2%, marzo: +6,0%) e in flessione ad aprile (+5,5%). La spinta inflazionistica deriva da un incremento dei prezzi della quasi totalità dei capitoli di spesa che concorrono a determinare il risultato dell’indice, soprattutto di quelli afferenti ai beni energetici.

Sulla base delle divisioni di spesa, il maggior incremento medio tendenziale dei prezzi (periodo gennaio-aprile 2022) riguarda le voci “abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili” (+26,4%), all’interno della quale spiccano in modo evidente le componenti dell’elettricità, del gas e degli altri combustibili (+63,7%); queste hanno inciso in modo preponderante sulla crescita inflattiva e, come la stessa, seguono un andamento crescente nel primo trimestre (gennaio: +63,7%, febbraio: +65,3%, marzo: +68,0%) che poi cala ad aprile (+58,0%). A seguire, nell’ordine, troviamo le seguenti divisioni: “trasporti” (+8,1%), “prodotti alimentari e bevande analcoliche” (+4,5%), “ricettività e ristorazione” (+2,9%), “mobili e articoli per la casa” (+2,2%), “istruzione” (+2,2%), “servizi sanitari e spese per la salute” (+1,2%), “ricreazione, spettacoli e cultura” (+0,7%) e “bevande alcoliche e tabacchi” (+0,5%). Risultano invece in diminuzione “abbigliamento e calzature” (-0,8%) e, soprattutto, le “comunicazioni” (-4,1%).

Da evidenziare che nei primi quattro mesi dell’anno la variazione media tendenziale rilevata in provincia è stata tra le più basse tra quelle riscontrate in regione (settimo posto, davanti a Modena: +5,3% e Reggio Emilia: +4,9%). L’inflazione acquisita per il 2022, cioè la variazione media dell’indice nell’anno ipotizzando che l’indice stesso rimanga, nei mesi futuri, al medesimo livello dell’ultimo dato mensile, risulta essere del +4,7%. In ultimo, la variazione media dei primi quattro mesi del 2022, rispetto al periodo gennaio-aprile 2021, dell’indice dei prezzi al consumo ISTAT per famiglie di operai e impiegati (FOI) per il capoluogo riminese, e quindi per la provincia in generale, è pari a +5,1%.

“I dati confermano che stiamo vivendo una situazione generale complessa, nella quale il crollo delle aspettative economiche è affiancato dall’aumento delle prospettive di inflazione e le preoccupazioni legate all’impatto della crisi ucraina si sommano all’attenzione sulla limitata capacità di agire delle banche centrali – dichiara Roberto Albonetti, segretario generale della Camera di commercio della Romagna –. Il forte aumento dei costi per le imprese si è tradotto in una brusca compressione dei margini operativi, data la difficoltà di trasferire ai clienti i rincari delle commodity. Questa situazione rischia di divenire insostenibile per le imprese e mette a rischio la sopravvivenza di molte di queste, in particolare delle micro-piccole. Si tratta di una vera crisi globale e come tale deve essere affrontata. È necessario, pertanto, fare fronte comune e assumere iniziative a livello europeo per frenare l’inflazione, come la regolazione dei prezzi di beni socialmente significativi, per evitare ricadute prevalentemente su imprese e consumatori”.

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