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Carim, ok all'aumento di capitale: la banca per ora è salva

Via libera della Banca d'Italia all'aumento di capitale che sarà varato il 29 gennaio dall'assemblea dei soci. Era il passaggio necessario per salvare l'istituto di credito dalla fine. Vitali e Gnassi: "Sospiro di sollievo"

Si vede la luce in fondo al tunnel della Carim. La Cassa di Risparmio di Rimini, infatti, pare aver trovato le condizioni per operare quell'aumento di capitale che era stato proposto da parte dei Commissari che reggono la banca per cercare di ridarle ossigeno e salvarla da una fine certa. Bankitalia ha autorizzato infatti la convocazione dell'assemblea dei soci per il prossimo 29 gennaio, data in cui sarà ufficializzato l'ingresso di capitale fresco per oltre 118 milioni. Per 30 giorni le azioni ordinarie saranno offerte al pubblico al prezzo di 5,35 euro l'una (lotto minimo 500 azioni). Dovrà comunque pronunciarsi la Consob sul via libera all'operazione, anche se l'ok della Banca d'Italia rappresenta già una importante garanzia.

COMUNE E PROVINCIA - La vicenda è stata seguita con grande preoccupazione da presidente della provincia e sindaco di Rimini, Stefano Vitali e Andrea Gnassi. I due, in una dichiarazione congiunta, manifestano la propria "soddisfazione e sollievo" per il via libera all'aumento di capitale e ribadiscono il sostegno istituzionale alla Cassa. Secondo i Vitali e Gnassi, la ricapitalizzazione è importante affinchè "l'istituto di credito più rappresentativo del nostro territorio mantenga ben ancorate le proprie radici nel proprio tessuto economico e sociale dove è nato e cresciuto".

"Un obiettivo - aggiungono Gnassi e Vitali - per niente scontato, che se oggi diventa possibile, in quadro generale che come il Paese destabilizza il sistema creditizio, lo si deve soprattutto all'impegno di chi in questi mesi ha lavorato in prima persona in una stretta unità d'intenti con le istituzioni e con l'intero tessuto economico, sociale e politico della comunità riminese".

"In questo primo risultato vogliamo leggerci la consapevolezza dell'intera collettività riminese che le banche riminesi, la loro salute, la loro capacità di traino, sono elemento indispensabile per garantire quei progetti di sviluppo e per far sì che il sistema Rimini mantenga la sua capacità d'attrazione".

LA FONDAZIONE CARIM - Massimo Pasquinelli, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini che controlla la banca, ha ugualmente espresso la propria soddisfazione: "Oggi è finalmente il giorno della soddisfazione, abbiamo fatto un grande lavoro. Crediamo sia una buona notizia per tutta la provincia di Rimini che davvero ha mostrato compattezza e al nostro fianco abbiamo sentito forte il sostegno del sindaco Gnassi e del presidente della Provincia Vitali".


"Puntiamo a presentare all'assemblea del 29 gennaio il nuovo management della banca - afferma Pasquarelli -. Sono ottimista sull'esito, la Fondazione farà un grande sacrificio immettendo almeno 22 milioni, altri 45 vengono dalle preadesioni raccolte in questi mesi, 35 verranno dalla ricapitalizzazione dei piccoli azionisti. Scenderemo dall'attuale 71% a qualche decimale sopra al 50%. Si stanno creando le condizioni per la vendita del Credito Industriale Sammarinese, che credo sia all'origine del commissariamento di Banca Carim".

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