Coldiretti verso la fase 2: "Ripartire dalla vera agricoltura e dal Made in Italy"

“Nel Riminese rischio grave recessione economico-turistica, per reagire occorre fare sistema e puntare sulla grande forza delle relazioni sociali che rendono unica questa terra”

“Dopo la 'fuga' dai campi negli anni del boom economico, cui fece seguito l'ultra decennale oblio da cronache e riflettori, l'agricoltura è stata riscoperta dai giovani che sono tornati alla terra, ma forse solo ora, nella difficoltà, ci si rende conto di che cosa il settore primario rappresenti anche in termini occupazionali”. 

Così il Presidente di Coldiretti Rimini, Guido Cardelli Masini Palazzi interviene nell'ambito del dibattito su presente e futuro nell'epoca del 'Covid-19'. “Occorre approfittare di questi giorni per riflettere e scoprire il giusto modo di vivere – afferma – ci stiamo accorgendo che alcuni lavori si possono fare meglio a distanza, ma anche e soprattutto che il corretto modello economico non deve perseguire profitto e globalizzazione a tutti i costi”. È un elogio della lentezza, del tempo agricolo scandito dalla natura, quello che Cardelli Masini Palazzi fa invitando tutti quanti, giovani e meno giovani, rappresentanti istituzionali e politici, consumatori e imprenditori, a pensare ad un sistema  che distribuisca la ricchezza in modo equo lungo la filiera evitando quell'emarginazione economica che si concretizza purtroppo nel riconoscimento di una parte reddituale residuale all'imprenditore agricolo, talvolta inferiore al costo di produzione”.

"A tale riguardo - sottolinea il Direttore di Coldiretti Rimini, Anacleto Malara – è tempo di condannare chi specula sull'emergenza mettendo in atto, come avvenuto in questi giorni lungo la filiera del latte, comportamenti pregiudizievoli nei confronti degli allevatori che si sono visti tagliare i compensi con la scusa di sovrapproduzione mentre milioni di litri di latte straniero arrivavano e arrivano in Italia e allo stesso tempo – prosegue il Direttore – è ora di porre fine alle aste al ribasso, strumento che strozza letteralmente l'agricoltore e che una grande catena alimentare non ha avuto remore ad utilizzare anche in piena crisi. Riconoscendo finalmente la giusta remunerazione agli agricoltori, che in queste settimane hanno lavorato per sostenere il Paese, come peraltro sempre fanno senza avere i riflettori puntati addosso – è l'appello di Malara - si potrebbe raggiungere un maggior benessere personale e collettivo senza la necessità di fare sempre di più, ma puntando sulla qualità e sulla sua valorizzazione”.

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Il Vice Direttore di Coldiretti Rimini Giorgio Ricci porta il dibattito più ad un livello locale: “Il settore agricolo, in piena emergenza e con le dovute precauzioni del caso non si è mai fermato - afferma – ma per l'area riminese, fondata sulle relazioni sociali e sulla interconnessione settoriale, il blocco delle attività turistiche rischia di innescare una recessione economica  che andrà sicuramente a coinvolgere l’intero sistema territoriale locale. La ripresa economica, la ripartenza che noi tutti desideriamo – aggiunge Ricci – deve avere nel motore il carburante nobile dell'agricoltura, di un settore che difende il lavoro dei giovani, che è imperniato sulla legalità e che crede nella valorizzazione del Made in Italy. Ne usciremo solo privilegiando l’acquisto di prodotti e servizi italiani, riconoscendo il valore del nostro patrimonio culturale, creando un’economia circolare e virtuosa. Questo terribile momento finirà – prosegue il Vice Direttore – e di certo insegnerà a tutti quanto l'Italia può essere forte se punta sull'agire solidale e sul bene comune, in una parola sulla forza della collettività. Non ci dimenticheremo di tutto questo e di tutti gli sforzi fatti – conclude Ricci - ricorderemo tutto e lo faremo festeggiando a Rimini al Bagno 26 insieme a Gabriele o a bere un buon bicchiere di vino in una delle tante aziende agricole al di là della via Emilia”.

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