Compravendita di prodotti agricoli, "nuove norme penalizzanti"

Il 24 ottobre, salvo proroghe dell’ultimo momento, entrerà in vigore una norma che prevede nuovi adempimenti burocratici per la compravendita di prodotti agricoli e agroalimentari

Il 24 ottobre, salvo proroghe dell’ultimo momento, entrerà in vigore una norma (art. 62 della legge 27/2012) che prevede nuovi adempimenti burocratici per la compravendita di prodotti agricoli e agroalimentari. Sostanzialmente è stata introdotto l’obbligo di formalizzare la compravendita con un contratto scritto e di effettuare alcuni adempimenti aggiuntivi che riguardano le formalità di pagamento, che deve essere effettuato entro termini prefissati, pena applicazione di sanzione pecuniarie da parte dell’autorità garante per la concorrenza ed il mercato, sotto il controllo della Guardia di Finanza.

"Queste nuove complicazioni burocratiche - esordisce il portavoce di CNA Pubblici Esercizi Arturo Pane - graveranno ancora una volta sugli imprenditori, anche sui più piccoli, che saranno costretti ad effettuare il pagamento nel rispetto del termine di 30 giorni per le merci deteriorabili e entro 60 giorni per le altre, pena la decorrenza automatica degli interessi e l’applicazione di una gravosa sanzione pecuniaria".

Con il provvedimento occorrerà "modificare i documenti di trasporto e fatture accompagnatorie delle merci che dovranno indicare la durata del contratto, le quantità e le caratteristiche del prodotto, il prezzo, le modalità di consegna e di pagamento"; ed "emettere, nell’eventualità di acquistino nello stesso momento prodotti deteriorabili e non, distinte fatture con evidente lievitazione dei costi di contabilità e perdite di tempo".

Inoltre si dovrà "determinare la data certa di ricevimento delle fatture, poiché da essa dipendono i termini di pagamento: ciò comporta l’onere di trasmettere le fatture tramite raccomandata, fax, posta certificata eccetera"; e "riformulare i contratti di fornitura con lunga durata (contratti di somministrazione di prodotti), qualora il prezzo di vendita sia soggetto a variazioni durante la validità del contratto".

"Per le suddette ragioni e per altre ancora, riteniamo che le pur giuste motivazioni che hanno ispirato la nuova norma (tutela del produttore agricolo dallo strapotere della grande distribuzione), ingiustificatamente estese alla vendita di tutti i prodotti alimentari, vanifichino lo spirito della legge ed aggravino ingiustificatamente le transazioni commerciali", conclude Pane.

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