Confcommercio Rimini lancia l'allarme: "a carnevale ogni abuso vale"

Gianni Indino: "solo prossimo fine settimana in provincia verranno allestite nove feste abusive, nei confronti delle quali è già iniziata l'attività di verifica"

“Siamo arrivati a Carnevale, periodo di travestimenti, vecchi e nuovi, anche delle attività imprenditoriali. Sono moltissimi i locali che ‘mascherano’ la propria attività, pur non possedendo le competenze o i requisiti richiesti. Purtroppo questi travestimenti – ahinoi – non vanno di moda solo a Carnevale e il danno che viene arrecato ai consumatori e alle attività legittime è molto, molto alto. Ci sono poi dei casi, penso a quel che accade per il ballo abusivo, che proprio a Carnevale divengono più frequenti. Tuttavia, venendo ai contenuti, questo vuole essere un momento di riflessione su una vera e propria piaga per la nostra economia. Parlando di travestimenti, tra i nuovi dobbiamo certamente annoverare le case che si travestono da ristoranti – per dirla all’inglese home-restaurant – delle vere e proprie attività abusive che operano in barba a qualsiasi norma anche basilare a garanzia dell’igiene, della salute e della sicurezza delle persone; attività sconosciute al fisco, in grado di dribblare ogni imposta (si pensi alla tassa rifiuti!!), regola o adempimento, molti dei quali, giova ricordarlo, a tutela del consumatore".

A lanciare l'allarme è il presidente provinciale di Confcommercio, Gianni Indino. "Fa il paio con questa - prosegue - un’altra attività abusiva svolta anch’essa all’interno delle mura domestiche e che, come l’altra, riesce ad aggirare ogni regola e balzello: l’affitta-camere abusivo. E’ ormai un classico invece il travestimento delle attività artigianali in pubblici esercizi. Tavoli, sedie, menu, oliere, stoviglie non a perdere, servizio assistito al tavolo: un vestito semplice da trovare per operare abusivamente senza sostenere gli enormi investimenti necessari per adeguare la struttura o per rispettare i tantissimi adempimenti cui sono soggetti i pubblici esercizi. Molto diffusi sono i bar che si travestono da ristoranti, esercizi che propongono anziché panini, tramezzini o primi riscaldati un’ampia scelta di primi e secondi, nonostante non abbiano cucine attrezzate all’uopo. Dai travestimenti poi si passa alle vere e proprie mascherate: attività abusive svolte da avventurieri del mestiere, che sfruttano una sorta di ‘tolleranza diffusa’ per lucrare sulla salute e sulla sicurezza delle persone e perpetrano una concorrenza sleale nei confronti del circuito strutturato del commercio e della somministrazione: sagre, circoli privati, discoteche abusive, abusivismo commerciale".

"Le sagre non autentiche - intendendo quelle che nulla hanno a che spartire con le la storia e le tradizioni dei luoghi che le ospitano - spesso nascono con l’unico intento di incassare denari attraverso la somministrazione di cibi bevande in condizioni igieniche discutibili, senza versare un soldo all’erario o ai dipendenti – visto che impiegano volontari - con buona pace delle attività di ristorazione dei dintorni. Molti circoli privati, invece, operano come pubblici esercizi a tutti gli effetti, senza neppur lontanamente perseguire quei principi statutari che invece dovrebbero animarne l’attività, primo fra tutti l’assenza dello scopo di lucro!!! Anzi, sfruttano la loro natura sfuggevole per operare al di fuori di ogni regola, ad esempio somministrando alcolici dopo le 3.00 o facendo ballare in luoghi non idonei. E visto che siamo in ballo, balliamo. Circoli privati, bar, ristoranti, spiagge…il travestimento da discoteca è uno dei più in voga. Poco importa della salute e della sicurezza dei tantissimi giovani che affollano piste da ballo improvvisate e che si vedono somministrare alcolici ad ogni età e senza controllo".

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"Abbiamo notizia - conclude Indino - che il prossimo sabato, solo nella nostra provincia, sono organizzate nove feste abusive, nei confronti delle quali è già iniziata l’attività di verifica e segnalazione alle autorità competenti da parte del SILB nazionale. Certamente non è ancora periodo, tuttavia quest’anno la Pasqua arriva presto e il timore che i nostri marciapiedi e le nostre spiagge si travestano – sì anche loro – da mercati a cielo aperto è alta. Sull’abusivismo commerciale ‘di strada’ come su tanti altri fenomeni che denuncio in questa nota sappiamo essere altissima l’attenzione delle Forze dell’Ordine, che ringrazio a nome dei commercianti per il lavoro encomiabile di prevenzione, controllo e repressione svolto. Tuttavia, troppo spesso le armi sono spuntate, nel senso che le leggi non permettono un contrasto efficace a questi fenomeni che, tra l’altro, abbiamo visto essere in continua evoluzione. Il mio appello è che si tiri giù la maschera a queste imprese farlocche che danneggiano tutti: i consumatori, l’economia, le imprese sane, gli investimenti, l’occupazione, il turismo, il territorio”.

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