Coronavirus, la difesa nei luoghi affollati passerà anche da scanner e telecamere termografiche

Il mercato guarda a scanner e telecamere termografiche adibite a percepire le temperature elevate di soggetti potenzialmente affetti dal virus, presso strutture di grosso passaggio

“Le richieste per i sistemi di sicurezza hanno avuto un incremento del 10% da parte sia di privati che aziende, inoltre sono aumentate le richieste di scanner e termografiche per misurare la temperatura corporea”. Giuseppe Tannurella, responsabile cantieri dell’azienda Cortesi Elettronica spiega come è cambiato questo mercato ai tempi del Coronavirus. “La paura è sia per l’epidemia, sia per la propria sicurezza. Ci sono imprenditori o anche privati impossibilitati a raggiungere le proprie seconde case che ci chiedono gli impianti. Nonostante l’epidemia, infatti, alcuni servizi ed esercizi sono soggetti a furti di ogni tipo e sciacallaggi. Inoltre abbiamo anche richieste da parte di farmacie, supermercati, banche per le telecamere termografiche o lo scanner per le temperature.”

L’azienda Elettronica Cortesi opera in tutta l’Emilia Romagna oltre che Lombardia, Veneto e Marche. Nata da 60 anni, si occupa di sistemi di sicurezza sofisticati oltre che di scanner e telecamere termografiche che in questo momento storico aiutano a difendersi dal Covid-19. Cortesi venendo dai sistemi elettronici per la sicurezza e relativi servizi, con oltre 12.000 impianti di allarme installati, si appresta alla nuova sfida.  Oggi, in particolar modo, si sta occupando dell’emergenza Covid-19 installando telecamere termografiche adibite a percepire le temperature elevate di soggetti potenzialmente affetti dal virus, presso strutture di grosso passaggio come aeroporti, ipermercati, aziende, banche, farmacie.

Ci può spiegare in cosa consistono questi scanner e termografiche?

Gli scanner e le telecamere termografiche permettono di rilevare la temperatura corporea in real time dei soggetti che entrano per esempio in una farmacia o un supermercato e allertare la persona in caso di una temperatura sopra la media. Gli scanner sono anche a livello manuale ovvero l’operatore ce l’ha a portata di mano, scannerizza la persona e verifica la sua temperatura al momento. Poi ci sono delle telecamere che vengono installate nei punti d’ingresso e, anche queste, in real time rilevano se una persona che sta entrando all’interno di un supermercato o farmacia abbia una temperatura corporea superiore alla norma. Quindi la fermano subito e non la fanno entrare.

Avete già delle richieste?

La maggior parte delle richieste sono arrivate da catene di supermercati, perché c’è molta affluenza di gente. Stanno, infatti, valutando l’opportunità di installare le telecamere termogeniche per dare maggiore sicurezza a chi lavora all’interno. Vogliono proteggere i propri dipendenti e loro stessi.

Quanto tempo si impiega a montare una telecamera termica?

Una telecamera termica si monta in una giornata. Poi dipende dai punti d’ingresso e dalle planimetrie.

Terminata questa emergenza nazionale, le telecamere a cosa potranno essere utili?

Una volta finita l’epidemia le telecamere termiche possono essere utili per altri scopi come per esempio per visionare se all’esterno succede qualcosa, o possono contrastare anomalie, come incendi, fornendo tempestivamente dati utili.

Voi vi occupate di sicurezza, ci sono stati casi anomali o maggiori furti?

Noi stiamo continuando a dare supporto alle attività come banche, supermercati, farmacie con sistemi anti intrusione. In alcune farmacie e banche, in questo periodo, capitano episodi violenti. La gente ha paura e reagisce di conseguenza. La scorsa settimana, nel ravennate, un cliente è entrato in un supermercato a far la spesa, ha riempito il carrello e voleva uscire senza pagare. Capita spesso che nelle farmacie ci sono persone che aggrediscono gli operatori perché non vogliono far la fila. Con sensori installati sotto il banco gli operatori avvertono le forze dell’ordine che intervengono tempestivamente. Inoltre sono capitate anche rapine in farmacie. 

Ma sono aumentate le richiesta di impianti di sicurezza?

Con mia sorpresa sì. Pensavo che la situazione che stiamo vivendo portasse una diminuzione invece c’è stato un incremento delle richieste, soprattutto da parte di privati. Per chi ha aziende, nonostante siano chiuse, si ha paura che qualcuno le attacchi quindi richiedono sistemi d’allarme da installare subito. Primo questo non accadeva, perché il cliente chiedeva l’offerta poi ci doveva pensare, ora lo vuole fare subito.

Voi quindi continuate a lavorare, seguite tutte le indicazioni stabile dai decreti anti-contagio?

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Sì, certo. Abbiamo fornito un kit a tutti i tecnici con guanti, mascherine, occhiali. Noi operiamo come il decreto vuole, dato che rientriamo nel codice di aziende che possono continuare a fornire servizi. Quello che riusciamo a fare per proteggere i nostri clienti lo facciamo e comunque diamo un servizio ai nostri clienti H24".

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