Crisi, Cna e Confartigianato: "Serve l'alleggerimento delle tasse"

Confartigianato e Cna chiedono “l'alleggerimento della pressione fiscale che grava in modo crescente sulle imprese, così come un'ulteriore accelerazione degli interventi per snellire la burocrazia"

La giornata dedicata al Premio Artigianato e Cultura d'Impresa che Confartigianato e CNA promuovono da 15 anni per valorizzare le piccole e medie imprese e gli imprenditori che le conducono, è anche l'occasione per le due Associazioni per rilanciare il grido d'allarme sulla condizione di drammatica difficoltà nella quale versano migliaia di aziende.

“Nella nostra Regione – esordiscono Salvatore Bugli, direttore CNA Provincia di Rimini, e Mauro Gardenghi, Segretario Confartigianato Provincia di Rimini - e anche nel nostro territorio, la piccola e media impresa rappresenta il 98% del tessuto imprenditoriale e per sensibilizzare sulla gravità della situazione ci rivolgiamo a tutte le istituzioni, alle forze politiche, al mondo bancario, chiedendo di mettere in campo ulteriori interventi immediati e politiche in grado di dare respiro alle imprese per rilanciare produttività e lavoro”.

“Abbiamo organizzato insieme una importante iniziativa a livello regionale nei giorni scorsi ed ora, con il nostro grido 'Salviamo la piccola impresa', insieme ci rivolgiamo al livello locale – proseguono -. Serve un deciso cambio di passo, servono provvedimenti legislativi a misura dell'artigianato e della piccola impresa, che prevedano maggiori stanziamenti, risorse per il Consorzio Unifidi che sta sostenendo anche sul nostro territorio le imprese che altrimenti non riuscirebbero ad ottenere credito. E' ancora troppo poco quello che il sistema bancario sta facendo”.

Confartigianato e Cna chiedono “l'alleggerimento della pressione fiscale che grava in modo crescente sulle imprese, così come un'ulteriore accelerazione degli interventi volti a snellire e semplificare la burocrazia che soffoca l'attività delle aziende. Siamo contrari a qualunque generalizzazione o strumentalizzazione che  configuri intere categorie come evasori fiscali”.

 “Chiediamo – aggiungono Bugli e Gardenghi - politiche di coinvolgimento attivo del privato, promuovendo e sperimentando nuove forme di sussidiarietà orizzontale in diversi settori per i quali gli Enti locali avranno minori risorse (manutenzione, servizi sociali, energia, ecc.). Se c'è la consapevolezza della centralità economica della piccola e media impresa, è assolutamente necessario pensare innanzitutto ad esse quando si pianificano gli interventi. E' una centralità che vorremmo rilevare in fatti concreti e quotidiani”.

“Il pericolo è quello di penalizzare ulteriormente il ceto medio produttivo, e con esso anche la stessa democrazia economica che  vuole un mercato che sia di tutti e non solo per pochi: monopoli, oligopoli, multiutilities e grande finanza speculativa – evidenziano -. Senza democrazia economica anche la democrazia politica rischia di essere stravolta. Il ceto medio produttivo è, non solo un grande valore economico ma anche sociale e culturale, una risorsa insostituibile per il nostro Paese. Siamo assolutamente convinti che ciò che serve alla piccola impresa, serve al territorio”.
 

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