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Crolla l'occupazione nel primo semestre: andamento negativo per i grandi settori

ll’interno del settore industriale, le flessioni più marcate si registrano nelle “altre industrie manifatturiere” (-11,5%), nella fabbricazione dei mezzi di trasporto (-9,2%) e nella lavorazione dei minerali non metalliferi (-6,6%)

A metà 2013 l’occupazione delle imprese riminesi si è ridotta in misura piuttosto consistente rispetto al giugno 2012 (-3,6%, contro una flessione media regionale del 2,1%). E' quanto emerge dai dati aggiornati a giugno della 2013 dall'archivio Smail (Sistema di Monitoraggio Annuale sulle Imprese e il Lavoro) della Camera di Commercio di Rimini, in collaborazione con Unioncamere Emilia-Romagna e con la società Gruppo Clas.

I dati sono in linea all’indirizzo web: www.starnet.unioncamere.it/.. area territoriale Emilia-Romagna/Rimini, tematica ‘Mercato del Lavoro e Imprenditoria’. Secondo il Sistema di Monitoraggio, i lavoratori in cassa integrazione sono considerati tra gli occupati, pertanto la flessione reale potrebbe essere ancora più elevata. Tutti i grandi settori presentano un andamento decisamente negativo: servizi -3,2%, industria -5%, costruzioni -5,5%. L’agricoltura e le “public utilities”, cioè energia elettrica, gas, acqua, gestione rifiuti e reti fognarie, mostrano quantomeno una riduzione più contenuta (-1,5% la prima, -1,9% le seconde).

Industria - All’interno del settore industriale, le flessioni più marcate si registrano nelle “altre industrie manifatturiere” (-11,5%), nella fabbricazione dei mezzi di trasporto (-9,2%) nella lavorazione dei minerali non metalliferi (-6,6%), nel legno-mobili (-6,4%), nel tessile-abbigliamento-calzature (-5,5%), nella carta-cartotecnica (-4,4%) e nell’alimentare (-3,5%). L’industria metalmeccanica, che occupa il 43% degli addetti dell’industria e si articola in diversi comparti (metallurgia, prodotti in metallo, macchine e apparecchiature elettriche e elettroniche, fabbricazione, installazione e riparazione di macchinari e attrezzature) mostra nel suo insieme un calo del 4,4%, ma con andamenti assai differenziati al suo interno, tra cui si segnalano riduzioni marcate nell’elettronica (-8%) e nei prodotti in metallo (-6%), una flessione molto più  contenuta nella fabbricazione di macchinari (-1,5%) e una tendenziale stabilità nell’installazione/manutenzione di macchinari. L’unico settore industriale che denota un leggero aumento è la chimica farmaceutica (+1,3%).

Servizi - Nei servizi mostrano variazioni positive l’istruzione (+3,6%), i servizi operativi (+1,9%)  e la sanità e assistenza sociale (+1,6%). A differenza di quanto accadeva fino allo scorso anno, la ristorazione segna il passo, perdendo negli ultimi 12 mesi il 7,6% dei relativi addetti. Anche i servizi di alloggio evidenziano una variazione decisamente negativa (-5,7%). Queste riduzioni incidono in misura significativa sul risultato complessivo della provincia, dato che il turismo (alloggio e ristorazione) detiene una quota del 35% sul totale dell’occupazione nei servizi e di un quarto sul totale generale.

Oltre al settore turistico, registrano un segno negativo anche le attività ricreative, culturali e altri servizi alle persone (-4,1%), i servizi finanziari (-2,1%), il commercio (-1,9%) e il piccolo comparto dei servizi dei media (-6,5%). Restano stabili gli altri servizi. Va osservato che Il turismo, la ristorazione e i servizi connessi (in particolare le attività ricreative e culturali) sono stati negativamente influenzati dall’andamento climatico del periodo (temperature sotto la norma e tempo instabile, in particolare nel mese di gugno 2013), oltre che naturalmente dalla generale riduzione dei consumi. Tra giugno 2012 e giugno 2013, la componente dipendente dell’occupazione presenta un andamento decisamente peggiore di quello complessivo, con una flessione del 5,4%.

Esaminando inoltre il quinquennio giugno 2008-giugno 2013, che consente di valutare gli effetti complessivi della lunga crisi che stiamo vivendo sull’economia provinciale, si rileva la forte riduzione dell’occupazione industriale (-14%) e delle costruzioni (-11%), mentre l’agricoltura ha perso il 3% dei propri addetti. Tali contrazioni sono state in parte compensate dall’aumento dei servizi (+3%, dovuto però in buona parte alla ristorazione) e delle Public Utilities (+10%). Nel complesso del periodo, l’occupazione in provincia di Rimini si è ridotta del 3% escludendo la ristorazione (-1,6% se si considera anche questo settore, i cui marcati aumenti erano presumibilmente dovuti all’utilizzo di un maggior numero di addetti impiegati per brevi periodi). A livello regionale l’occupazione nel quinquennio considerato si è ridotta del 5% al netto della ristorazione e del 3,8% nel complesso.

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