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Crisi edilizia, a Rimini è la peggiore dal dopoguerra

Nel 2012 si perderanno in tutto il settore delle costruzioni 325.000 posti di lavoro diretti e 500.000 con l’indotto a fronte di un calo degli investimenti nell’ultimo quinquennio del 25,8% pari a 43 miliardi di euro

Nel 2012 si perderanno in tutto il settore delle costruzioni 325.000 posti di lavoro diretti e 500.000 con l’indotto a fronte di un calo degli investimenti nell’ultimo quinquennio del 25,8% pari a 43 miliardi di euro. La situazione del settore della provincia di Rimini, in linea con i dati nazionali, continua a vivere la crisi più difficile dal dopoguerra ad oggi. E' l'analisi fatta da Ance Rimini, che ha portato all’attenzione delle amministrazioni pubbliche l’urgenza della situazione.

Anche ha chiesto la necessità di trovare soluzioni immediate al fine di evitare il pieno tracollo di un settore che rappresenta uno dei pilastri portanti dell’economia.  E’ in questo senso che negli ultimi giorni sono state inviate al Presidente della Provincia di Rimini e ai Sindaci di tutti i comuni del territorio, due lettere con l’obiettivo di sottolineare l’importanza di alcuni provvedimenti, uno nazionale e l’altro regionale, inerenti la materia.

In particolare, Ance fa riferimento all’articolo 12 (Piano Nazionale per la Città) di cui al Decreto Sviluppo 2012 convertito con la Legge del 7 agosto 2012 n.134. Il provvedimento è dedicato alla riqualificazione di aree urbane con riferimento a quelle degradate e quindi è perfettamente in linea con la strategia di fermare il consumo dei suoli privilegiando il riuso e la rigenerazione. A tal proposito, i Comuni hanno la possibilità di presentare progetti entro il 25 settembre alla cabina di regia istituita con apposito D.M. al fine di attingere ai fondi messi in campo dalla citata Legge.

Altri provvedimenti importanti sono quelli contenuti nella delibera n. 921 del 2 luglio 2012 recante “Piano Energetico Regionale: approvazione modalità e criteri per la concessione di contributi agli enti delle amministrazioni locali per la realizzazione di progetti di qualificazione energetica in attuazione della misura 4.1 del Piano Triennale di attuazione del PER 2011-2013”.  Nello specifico, la delibera disciplina le modalità di concessione di contributi per la progettazione, la realizzazione e il monitoraggio di progetti di qualificazione energetica finalizzati al conseguimento degli obiettivi di risparmio energetico, uso razionale dell’energia, valorizzazione delle fonti rinnovabili, riduzione delle emissioni di gas serra in Emilia-Romagna.

Possono accedere ai contributi: province, comuni, città metropolitane, unioni di comuni, comunità montane, autorità portuali, enti parco, altri enti delle amministrazioni locali, enti e agenzie regionali. I progetti potranno riguardare diverse misure di intervento rivolte principalmente ad edifici pubblici, impianti e immobili di proprietà pubblica o a servizio pubblico: risparmio energetico attraverso l’adozione di tecnologie volte al miglioramento dell’efficienza energetica negli usi finali e al contenimento dei consumi di energia; installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili; interventi integrati comprendenti sia misure per il miglioramento dell’efficienza Energetica che impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

La scadenza per la presentazione delle domande è stata introdotta con successiva Delibera di Giunta n. 997/2012 ed è prevista per il 15 ottobre. In tutte le azioni intraprese come Stati Generali nei mesi scorsi, è stata ribadita l’elevata criticità che sta vivendo il settore dell’edilizia, sottolineando come strumenti quali un PSC adeguato alle esigenze del territorio, la rigenerazione urbana e la qualificazione energetica, siano fra i mezzi indispensabili al rilancio.

“Ecco perché queste normative, che da una parte favoriscono azioni indirizzate al riuso e alla rigenerazione e dall’altra promuovono la progettazione, la realizzazione e il monitoraggio di progetti di qualificazione energetica, rappresentano importanti opportunità da cogliere sia per la riqualificazione del territorio, sia per rilanciare l’economia a partire proprio da questo settore”, spiega Ance.


Rivolgendosi agli amministratori, Ance auspica “che gli enti abbiano in programma di attivarsi a presentare progetti in quest’ambito e conferma la piena disponibilità ad essere di supporto alle iniziative che eventualmente le amministrazione volessero intraprendere.

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