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Donne, i sindacati: "Rimodulare l’attuale organizzazione del lavoro"

Approvato l'ordine del giorno dal titolo “Si chiamerà Futura. La contrattazione di genere protagonista del cambiamento”

A conclusione dell'attivo delle delegate, dei delegati, delle pensionate e dei pensionati organizzato da Cgil, Cisl e Uil Rimini, unitamente ai rispettivi Coordinamenti donne, è stato approvato l'ordine del giorno dal titolo “Si chiamerà Futura. La contrattazione di genere protagonista del cambiamento”. Il permanere delle differenze retributive di genere, collegate anche al conseguente gap pensionistico, è per il sindacato "una inaccettabile manifestazione dell’ingiustizia sociale del nostro tempo ed un tema cruciale nella lotta contro le discriminazioni".

"Persiste in Italia un’emergenza rappresentata dal divario retributivo tra donne e uomini all’interno di una media salariale già bassa per tutti i lavoratori - si legge nel documento approvato -. Sono molte la cause delle differenze retributive e ciò malgrado esista una parità formale a livello legislativo e una parità sancita dalle norme contrattuali. Tali differenze sono da attribuire principalmente alla difficoltà che le donne hanno di conciliare impegni di lavoro e di cura familiare comportando in molti casi la scelta di un lavoro a tempo parziale o la continua interruzione della propria carriera, se non addirittura dell’abbandono. Il permanere di queste differenze retributive di genere, collegate anche al conseguente gap pensionistico, è per il sindacato una inaccettabile manifestazione dell’ingiustizia sociale del nostro tempo ed un tema cruciale nella lotta contro le discriminazioni.

Cgil, Cisl e Uil, insieme ai rispettivi Coordinamenti donne, ritengono che "non sia più rinviabile un cambiamento di rotta rispetto alle attuali politiche economiche e sociali attribuendo il giusto valore al lavoro delle donne. Il divario retributivo di genere, oltre ad essere ingiusto, si ripercuote negativamente anche sull’economia e sui consumi, rendendo più fragile e meno competitivo il sistema economico.
Gli interventi che necessitano sono ampi, in primo luogo di carattere culturale, per giungere ad una ripartizione, meglio condivisione, delle responsabilità familiari tra uomini e donne. Inoltre occorrono più servizi e strutture dedicate all’infanzia, alle persone anziane e a tutte le persone non autosufficienti e interventi di tipo legislativo e contrattuale. Occorre rimodulare l’attuale organizzazione del lavoro comprendendo anche il punto di vista delle donne. Il sindacato confederale, l’8 marzo, nella giornata internazionale della donna, ha colto l’occasione per avviare una riflessione e una mobilitazione sulla contrattazione di genere. Assumiamo, come Cgil, Cisl e Uil, a conclusione dell’Attivo, la riproposizione di questo impegno anche nei luoghi di lavoro in sede di contrattazione di secondo livello e nell’ambito della contrattazione territoriale".

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