Camere di commercio, Moretti: "Non ci sono ‘nozze’ in vista con Forlì-Cesena e Ravenna"

Afferma il presidente dell'ente camerale riminese Moretti: "Anche la Camera di commercio di Rimini ha deciso di percorrere la strada di un possibile accorpamento con altre Camere regionali"

"Non ci sono ‘nozze’ in vista con Forlì-Cesena e Ravenna''. E' quanto afferma il presidente della Camera di Commercio di Rimini Fabrizio Moretti. “A fronte dell’iniziativa del Governo che si propone di riformare le Camere di commercio senza alcun confronto preventivo con il mondo camerale, e che ipotizza tagli drastici del diritto annuale oltre che dell’intera funzione di gestione del Registro delle Imprese, che passerebbe al Ministero dello Sviluppo Economico, UnionCamere Nazionale ha dato il via ad un progetto di autoriforma", esordisce Moretti.

"La proposta di autoriforma promossa da UnionCamere nazionale si propone di ridurre il numero delle Camere di commercio presenti nel nostro Paese, individuando nuovi ambiti territoriali considerati ottimali per quanto riguarda l’erogazione di servizi alle imprese, assicurando la sostenibilità economica a fronte della diminuzione delle entrate prevista dalla legge, approvata lo scorso agosto, che prevede entro il triennio 2015/2017 la riduzione del 50% del diritto annuale che le imprese versano alle Camere di commercio", aggiunge il presidente dell'ente camerale riminese.

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"Le Camere di commercio dell’Emilia Romagna - continua Moretti - hanno raccolto questa sfida al rinnovamento impegnandosi a perseguire un processo di accorpamento che porti all’istituzione di nuovi enti camerali in grado di sostenere lo sviluppo economico locale e la competitività delle imprese. Pertanto anche la Camera di commercio di Rimini ha deciso di percorrere la strada di un possibile accorpamento con altre Camere regionali. Il Consiglio della Camera di commercio, nella riunione di martedì, ha quindi deliberato all’unanimità di procedere con un’analisi di fattibilità per valutare l’opportunità e la possibilità di accorparsi con altre Camere regionali. Non ci sono pertanto ‘nozze’ in vista con Forlì-Cesena e Ravenna perché nulla è stato deciso aprioristicamente: unicamente, è stato dato il via ad uno studio orientato ‘naturalmente’ alla Romagna, per una logica di ‘Area Vasta’ oggi già realizzata anche da altre Istituzioni.”

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