Fallimento della Valleverde: i dipendenti in marcia sotto l'ufficio del curatore

Il loro intento è quello di attirare l'attenzione dell'opinione pubblica e di tutte le parti protagoniste della loro vicenda professionale e umana. Chiedono di lavorare tutti, perché gli ordini attuali lo consentono e rendono credibile la richiesta

I dipendenti della Valleverde hanno passeggiato mercoledì mattina lungo via Covignano, a Rimini, dove c'è l'ufficio della curatrice fallimentare, senza bandiere o striscioni, senza urlare o insultare, senza creare danni. Hanno fatto colazione insieme arrivando alla spicciolata, ma in gran numero, con l'unico intento di attirare l’attenzione dell'opinione pubblica e di tutte le parti protagoniste della loro vicenda professionale e umana. Si sono riuniti per il bisogno umano e condivisibile di affermare “siamo qui, siamo in carne e ossa, siamo le nostre famiglie e i nostri bisogni. Non chiediamo nessuna carità, nessuna assistenza, solo lavoro. Lavoro che c'é e che sappiamo fare”. Insieme al fallimento dell'Aeroporto, Valleverde è una delle poche aziende riminesi che vede un fallimento alla presenza di commesse lavorative da produrre e consegnare.
Situazione sicuramente atipica e complicata, piena di domande al momento senza risposte ed apparenti contraddizioni. Il sindacato ha ritenuto legittima l'espressione di questo bisogno e li ha accompagnati e sostenuti. Presenti questa mattina anche Graziano Urbinati e Massimo Fossati Segretari di Cgil e Cisl a supporto delle categorie Filctem e Femca, perché il problema del lavoro è fondamentale. Presente l'assessore della Provincia di Rimini, Meris Soldati, che ha parlato con molti di loro ed ha constatato la correttezza dei lavoratori ritrovatisi per questa colazione atipica. I lavoratori vantano un arretrato salariale nei confronti della Valleverde, ma non hanno mai intrapreso azioni per denunciare questo. Hanno sempre e soltanto chiesto di potere continuare a lavorare, tutti, per un'azienda che possa garantire loro un futuro lavorativo sul territorio. Chiedono di lavorare tutti, perché gli ordini attuali lo consentono e rendono credibile la richiesta. "Ora siamo in attesa di un incontro con chi si occupa del fallimento - spiegano - per sottoscrivere un possibile accordo sugli intenti della conservazione dei posti di lavoro e della permanenza dell'azienda sul territorio".

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