Fase 2, molti artigiani pronti a ripartire. "Servono sostegni economici subito"

Questo è il messaggio di Davide Cupioli, presidente di Confartigianato Provincia di Rimini alla vigilia della "fase 2", quella di "convivenza col virus"

"Diamoci da fare, amici artigiani. Confidiamo che la gente scelga le piccole aziende locali per i suoi acquisti, perché sceglierci è un modo per ripartire insieme". Questo è il messaggio di Davide Cupioli, presidente di Confartigianato Provincia di Rimini alla vigilia della "fase 2", quella di "convivenza col virus". "Ricominciamo - esordisce -. Tanti imprenditori, non tutti purtroppo, avranno la possibilità di ricominciare e ognuno sentirà addosso ancor più pesante l’interrogativo che l’accompagna ogni giorno e ogni notte: ce la farò? Sapendo che quel che abbiamo passato è ancora nulla rispetto a quel che verrà".

Prosegue Cupioli: "Siamo stati chiusi, abbiamo inventato qualcosa pur di mantenere la fiammella accesa, negli spiragli che le norme restrittive hanno concesso. Nel frattempo abbiamo cercato di capire come proteggere la nostra storia e anche di immaginare il futuro insieme ai lavoratori, che sono la nostra forza. Ripartiamo. Con un occhio all’azienda, uno alla sicurezza, un altro a chi varcherà l’ingresso della bottega, uno a leggere le norme che cambiano sempre. Un altro occhio dovrà dedicarsi a monitorare i conti. E poi ci sono le donne artigiane, tante mamme da domani al lavoro con un magone in più, che è quello dei figli da accudire con nidi, asili, scuole chiusi. Non voglio aggiungermi alla già lunga coda di chi elenca danni e rivendica sostegni che certo sono attesi".

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Cupioli si concentra "su due richieste fondamentali. Leggiamo ogni giorno di soldi stanziati, dal Governo in giù. Cascate di soldi. Purtroppo, concretamente, nulla ci aiuterà, quando alzando la serranda della bottega ogni artigiano vedrà ripartire il contatore dei costi fissi. Quei sostegni servono subito. La seconda richiesta è alle banche. I finanziamenti garantiti dallo Stato per diverse piccole aziende sono una boccata d’ossigeno, ma sono troppi i messaggi che mi arrivano da colleghi in grave difficoltà a causa di comportamenti che mi limito a definire censurabili. Se a un imprenditore già con mille problemi, si subordina l’ottenimento di quei fondi garantiti dallo Stato ad un loro utilizzo per chiudere i fidi e mutui già al limite, garantiti dall’imprenditore, siamo daccapo".

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