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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Economia

Federconsumatori lancia allarme sul "caropane", il costo della farina aumentato del 38%

L'associazione evidenzia come sia diventata "necessaria una determinata azione di contrasto alle speculazioni"

Si fa sempre più grave e preoccupante l’allarme sui rincari dei prodotti alimentari, sia sulla   spinta   dell’aumento   delle   materie   prime,   sia   sull’onda   dei   rincari   energetici   che influiranno   sui   costi   di   produzione   e   di   trasporto.   Risale   a   pochi   giorni   fa   l’ennesimo allarme di Fiesa Assopanificatori Confesercenti sull’incredibile rincaro delle farine, che ha   raggiunto   picchi   dell’81%,   in   merito   ai   quali   l’associazione   ha   chiesto   un’indagine parlamentare. "Non possiamo che sottoscrivere tale   appello - spiega una nota di Federconsumatori - per   fare   chiarezza   sugli aumenti   e   scongiurare   l’ipotesi   che   questi   diventino   una   ghiotta   occasione   di speculazione. In tal senso, l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha confrontato i prezzi   di   alcuni   prodotti   alimentari   tra   marzo   di   quest’anno   (periodo   in   cui   già   si registravano alcune tensioni sui costi delle materie prime) e oggi (con ulteriori aumenti dei costi delle materie prime agricole: +22% per il frumento e +79% per l’avena).I rincari che ne emergono sul versante dei prezzi al consumo sono notevoli (mediamente del +15%) e sforano la soglia del 30% nel caso della farina, del pane in cassetta e della pasta integrale.Alla luce di questi rincari come Federconsumatori abbiamo inviato unasegnalazione  all’AGCM invitandola a verificare la sussistenza di ipotesi di cartello sui prezzi dei prodotti alimentari, così come avvenuto nel 2008.Nei giorni scorsi abbiamo fatto   altrettanto   invitando   il   Parlamento   ad   avviare   un’indagine   sugli   aumenti   di   GPL, metano e carburanti. In una fase delicata come quella che il Paese sta attraversando è fondamentale   mettere   in   campo   ogni   azione   di   monitoraggio   e   sanzione   affinché   il mercato   non   sia   viziato   da   intollerabili   fenomeni   speculativi,   che   andrebbero   ad aggravare ulteriormente i già forti rincari in atto, con forti danni alle famiglie e all’intero sistema produttivo".

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