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Finanziaria Regione, manovra da 13,5 miliardi

È in corso in Assemblea legislativa l’esame del Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna per il 2012 e pluriennale 2012-2014 e della Legge finanziaria regionale collegata

È in corso in Assemblea legislativa l’esame del Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna per il 2012 e pluriennale 2012-2014 e della Legge finanziaria regionale collegata. “Nel contesto attuale determinato da un grande incertezza economica finanziaria con questa proposta di bilancio previsionale la Regione – ha affermato il relatore di maggioranza, Luciano Vecchi (Pd) - pone al centro alcuni grandi obiettivi: non rassegnarsi al declino della società italiana, promuovere equità e sviluppo sostenibile e inclusivo, puntare sull’innovazione e sugli elementi di qualità del sistema emiliano-romagnolo”.

"L’obiettivo – ha precisato – è quello di: consolidare il sistema produttivo attraverso il sostegno all’economia, ai lavoratori, ai giovani, alle donne, sulla base del “Patto regionale per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”; qualificare il sistema di istruzione e formazione regionale; sostenere le politiche per l’ambiente, la tutela del territorio e della costa, l’agricoltura e la ‘green economy’. Proprio le giovani generazioni, la loro qualificazione, l’accesso al lavoro, la lotta alla precarietà sono al centro delle principali innovazioni introdotte col bilancio 2012.

“Lo vogliamo fare – ha detto - anche grazie a scelte coraggiose che sviluppiamo ulteriormente, mantenendo l’invarianza della pressione fiscale regionale, la razionalizzazione e il contenimento dei costi delle istituzioni delle strutture regionali”. Accanto a questi intendimenti di ordine generale il testo declina le traiettorie di sviluppo regionale riaffermando, quali prioritari, il sostegno al welfare, agli Enti locali, al Fondo Regionale per la non autosufficienza ed al finanziamento del sistema sanitario con livelli di assistenza sanitaria superiori ai Lea (Livelli essenziali di assistenza).

“Va dato atto alla Giunta regionale del lavoro svolto nel predisporre in una situazione complicata, un bilancio di qualità, responsabile e ambizioso”, ha concluso Vecchi, invitando convintamente l’Assemblea a votare il provvedimento.

Le risorse - Il Bilancio 2012 prevede entrate e uscite per 13 miliardi e mezzo di euro. Sul quadro della finanza regionale per il 2012 – ha ricordato il relatore – peseranno i tagli dei trasferimenti statali per oltre 420 milioni di euro. Di questi, 390 sono dovuti all’azzeramento delle risorse ex Bassanini (con gravi ripercussioni sui settori dell’ambiente, della viabilità, dell’agricoltura, del fondo unico per le imprese, dell’edilizia e del trasporto pubblico di interesse regionale e locale) e ulteriori 30 milioni mancheranno a causa del mancato rifinanziamento del fondo per le non autosufficienze. A gravare sulla manovra anche un’ulteriore stretta per la possibilità di spesa della Regione determinata dal patto di stabilità nazionale che incide, in termini di competenza, per 49,49 milioni di euro per il 2012 e di 106,29 milioni di euro dal 2013 (in termini di cassa di 58,63 milioni di euro per il 2012 e di 125,92 milioni di euro dal 2013). Occorre inoltre considerare i tagli ai trasferimenti statali e l’inasprimento delle norme del Patto di stabilità su Comuni e Province, che sottraggono complessivamente al sistema territoriale dell’Emilia-Romagna oltre 1,2 miliardi di euro per il biennio 2011-2012.

Scelte strategiche - Sul piano politico, il consigliere ha sottolineato come gli obiettivi del preventivo 2012 siano in sintonia con i contenuti del nuovo "Patto regionale per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" siglato recentemente, con il quale la Regione, le forze sociali ed economiche e le istituzioni hanno condiviso le scelte strategiche generali volte a sostenere lo sviluppo della società emiliano-romagnola. Le priorità dell'accordo – ha ricordato - sono: la promozione della legalità e di un'economia sana con la lotta a ogni forma di attività economica illegale, dalle infiltrazioni criminali all'evasione fiscale; il sostegno a nuove e proficue relazioni industriali; investimenti nel sapere e nelle competenze, soprattutto dei giovani, con incentivi nei loro confronti sul versante occupazionale; azioni mirate ad aumentare l'occupazione femminile e a favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Gli assi fondamentali su cui si vuole orientare lo sviluppo sono fondati sul sapere, sulla green economy e sul Made in Italy, e il bilancio 2012 prevede la copertura dei diversi interventi.

Le principali misure della manovra regionale

459,22 milioni di euro per i settori attività produttive, commercio e turismo, comprese le risorse del Programma Operativo regionale FESR 2007-2013. Tra gli interventi significativi a favore delle imprese, 13 milioni di euro riguardano i consorzi fidi regionali. Per il turismo e il commercio, si incrementano le risorse già previste di 1,7 milioni di euro.

377,48 milioni di euro per il diritto allo studio, l’accesso al sapere, l’istruzione, le borse di studio e per il lavoro e la formazione (comprendenti i finanziamenti che fruiscono del contributo del Fondo Sociale Europeo). In questo budget per il 2012 la Regione destina 20 milioni di euro per un intervento straordinario di accompagnamento al lavoro dei giovani e a sostegno dell’innalzamento delle competenze del fare impresa.

82,54 milioni di euro per le politiche sociali e i servizi educativi per l’infanzia, di cui 22 milioni di euro, in continuità al 2011, per supportare gli enti locali nello sforzo di mantenere un adeguato livello di servizi.

8.059 milioni di euro per la sanità provenienti dal fondo sanitario, più 150 milioni di euro che derivano dalla manovra del bilancio regionale per il miglioramento dei livelli di assistenza sanitaria superiori ai LEA e il mantenimento dell’equilibrio della spesa del servizio sanitario. 334,71 milioni sono le risorse destinate agli investimenti per la realizzazione, ristrutturazione, acquisto, completamento di strutture, relativi impianti e attrezzature, nonché di tecnologie a destinazione sanitaria.

85 milioni di euro per il fondo regionale per la non autosufficienza, in assenza del rifinanziamento del fondo statale a parziale copertura delle mancate risorse.

934,13 milioni di euro per il trasporto pubblico locale ed i sistemi di mobilità. La Regione conferma le risorse previste nel 2011, per promuovere un sistema integrato di mobilità, in cui il trasporto collettivo deve rivestire un ruolo centrale per la sostenibilità ambientale, lo sviluppo civile ed economico e la coesione sociale.

320,34 milioni di euro per la casa e la riqualificazione urbana. La regione sosterrà, tramite fondi di garanzia, le famiglie in difficoltà economiche a rischio sfratto

186,85 milioni di euro per il settore ambiente e difesa del suolo e della costa, con l’obiettivo di migliorare i livelli di sicurezza del territorio.

49,61 milioni di euro per cultura, sport e tempo libero, con particolare attenzione anche alle politiche per i giovani. 1,6 milioni di euro di investimenti per i musei e le biblioteche e per il recupero e restauro di immobili di particolare valore storico e culturale.

52,57 milioni di euro per gli interventi di protezione civile, di cui 31,86 milioni di euro per investimenti. I finanziamenti sono finalizzati a sostenere interventi urgenti e di messa in sicurezza del territorio e a cofinanziare il potenziamento del sistema regionale di protezione civile tramite la realizzazione di centri e presidi permanenti, il potenziamento del volontariato regionale, il sostegno alle convenzioni strategiche con Vigili del Fuoco, Capitanerie di Porto, Corpo Forestale, Province, Università Croce Rossa Italiana, ecc.

68,23 milioni di euro per l’agricoltura, per il cofinanziamento del Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013, per le iniziative di promozione dei prodotti agricoli, per la prevenzione e l’eradicazione di fitopatie, per altri interventi di valorizzazione del settore agricolo. Sono previste risorse per i consorzi fidi per facilitare l'accesso al credito. Per la pesca, la Regione prosegue l’attuazione del Programma operativo 2007-2013 del Fondo Europeo della Pesca (FEP) in un percorso diretto alla tutela delle risorse della pesca ed alla modernizzazione del settore marittimo e delle acque interne. Anche qui si conferma la priorità ai giovani nell’accesso ai fondi del programma di sviluppo rurale che ha fin qui consentito di destinare agli under 40 il 19% delle risorse disponibili.

In tema di sicurezza, da segnalare 400 mila euro per rifinanziare la legge per le misure di prevenzione della criminalità organizzata e mafiosa e per la promozione della legalità, col sostegno ai Comuni nel riutilizzo dei beni confiscati.

Cumulo di vitalizi e indennità: è sui costi della politica che in Assemblea legislativa si registra uno scontro a tratti molto duro. Tutto prende le mosse da un emendamento del Movimento 5 Stelle alla legge finanziaria regionale, in cui si chiede il divieto, per gli ex consiglieri, di cumulare assegni vitalizi e incarichi retribuiti. Emendamento alla fine respinto (43 votanti, 37 no, 4 sì, 2 astenuti), ma prima del voto il dibattito vede praticamente tutti i gruppi consiliari criticare l’atteggiamento del Movimento 5 Stelle. Esplicito il capogruppo del Pd, Marco Monari: “Ma chi le paga le campagne elettorali? Di cosa campavano prima, se adesso campano di politica: chi sono i funzionari e burocrati di partito se oggi, ripeto, campano di politica e prima avevano redditi zero?”.

Caduta nel vuoto, invece, la proposta avanzata ai grillini dalla capogruppo Udc, Silvia Noè, di ritirare l’emendamento per arrivare a un progetto di legge di tutta l’Assemblea, da inviare al Parlamento, sul tema del numero dei consiglieri regionali e di “eque indennità” per gli eletti nelle Assemblee: il capogruppo Mov5Stelle, Andrea Defranceschi, infatti, conferma la proposta di modifica alle legge finanziaria.

Quanto alle accuse arrivate da più parti, Defranceschi spiega: “Il nostro non è un argomento nuovo, sono temi già contenuti in un progetto di legge che siamo disposti a riprendere in mano da subito. Quanto alle parolacce sentite nei nostri confronti, in particolare dal leghista Manfredini, dico solo che non accetto lezioni dal suo partito”.

Il dibattito

Andrea Pollastri (Pdl) ha subito chiesto ai grillini di “chiudere il sipario sul discorso dei vitalizi” visto che la prova provata della buona volontà dei consiglieri dell’Emilia-Romagna è quella di aver approvato, come prima Assemblea regionale in Italia, una legge per abolirli.

Replica durissima al Mov5Stelle dal leghista Mauro Manfredini: “Siamo stanchi - ha detto – di ascoltare tutta la vostra propaganda strumentale. Mi sono rotto i co…”. Dai vostri interventi sembra che “chi è eletto alla carica di consigliere regionale percepisca uno stipendio da favola, senza fare nulla. Mentre voi volete apparire virtuosi dicendo che vi tagliate lo stipendio, mentre lo percepite tutto e decidete autonomamente, al vostro interno, come utilizzarlo. Quindi il vostro costo a carico del pubblico è esattamente uguale a quello degli altri consiglieri. Per quanto riguarda i consiglieri del Carroccio – ha proseguito – vi posso assicurare che lavorano a pieno ritmo nelle sedi istituzionali e sul territorio, e si ritengono dipendenti di chi li ha eletti. Io stesso, come capogruppo, – ha poi assicurato – percepisco uno stipendio netto di 5.900 euro (non il lordo che di solito pubblicano sui quotidiani), di cui il 35% è destinato al partito. Non mi lamento certo ma non posso che condannare il modo pregiudiziale di fare politica di Favia e colleghi, che non fa che delegittimare la nostra attività e il nostro lavoro”.

D’accordo con i grillini, ma “solo in via di principio e a fronte di una discussione generale sull’opportunità dell’esistenza dei vitalizi”, si è dichiarata Silvia Noè (Udc), che ha detto di essere ancora più convinta di ciò laddove ci si prefiguri come obiettivo il divieto di cumulo, soprattutto in momenti in cui si cerca, a livello nazionale, di parametrare le pensioni a ciò che uno ha versato e all’allungamento della vita.

“Un emendamento per il circuito mediatico”. Questo il giudizio lapidario di Marco Barbieri (Pd), che ha spiegato come la legislazione regionale non possa intervenire sulla materia della cumulabilità dei vitalizi e quindi la proposta del Mov5Stelle a suo giudizio appare strumentale e estranea alla discussione in corso sul bilancio della Regione.

Giovanni Favia (Mov5Stelle) ha replicato ai colleghi di “diventare nervosi quando si tocca il tema del denaro”, ma ha comunque affermato che l’”autoriduzione” dello stipendio i consiglieri regionali grillini “se la gestiscono loro” perché sono “costretti a farlo”, visto che “non è possibile rinunciare a monte all’emolumento in quanto la legge lo vieta”. “Non abbiamo mai detto che costiamo meno degli altri alla comunità - ha aggiunto – ma decidiamo insieme come spendere la somma che eccede da quanto incameriamo per la vita privata, che si attesta sui 2.700 euro al mese”.

Se Manfredini ha rilanciato, assicurando a Favia ogni aiuto per trovare la strada perché i grillini possano rinunciare all’emolumento a monte, Marco Lombardi (Pdl) ha accusato Favia di inventarsi le regole e le norme, passando confusamente fra i vari livelli di competenza, e di non avere la giusta esperienza per dare lezioni agli altri. “La questione vera – ha aggiunto – è il livello di dignità che deve contraddistinguere il nostro ruolo; tra l’altro – ha concluso – le nostre retribuzioni sono le più basse fra tutte le istituzioni regionali italiane. Ma se proprio vogliamo porre il problema, allora facciamolo nelle sedi opportune e non in modo surrettizio per la pura propaganda”.

Anche Luciano Vecchi (Pd) ha ribadito che la norma del divieto di cumulo non è di competenza regionale: “La Regione ha abolito l’istituto del vitalizio e nulla vieta – anzi, è auspicabile - che si introducano, sotto forma di contributi di solidarietà, interventi che incidano sugli stessi vitalizi”.

“Sgradevole” per Franco Grillini (Idv) “sul piano personale l’atteggiamento dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, che sembrano, con il sistema adottato, voler infangare i colleghi”. Di qui il richiamo al rispetto reciproco, fuori e dentro l’Aula, “che è fondamentale per la vita istituzionale e democratica. Poi ognuno ha la propria storia”, ha aggiunto facendo un excursus della propria attività di parlamentare, prima che di consigliere regionale. Un eletto – ha detto – che destinava le proprie risorse ai collaboratori (“tutti in regola”), al partito, e il resto per fare politica. “Sono d’accordo – ha sottolineato – con i tagli ai costi ingiustificati della politica ma non accetto che si faccia di tutt’erbe un fascio, svilendo un’attività quotidiana e continua con livelli di demagogia di bassissima lega”.

Anche Mauro Malaguti (Pdl) ha accusato i grillini di aver come obiettivo la delegittimazione della politica, più che ricadute effettivamente utili. Insomma, tutta una questione di stile e dignità che nulla ha a che vedere con le strumentalizzazioni populistiche e demagogiche. Di qui l’appello ai consiglieri del Movimento 5 Stelle di “formalizzate la rinuncia all’emolumento. Vi aiuteremo a trovare la strada per farlo”.

Il capogruppo del Pd, Marco Monari, sottolinea: “In questo dibattito ho visto un sussulto dell’Aula, non teso a difendere propri interessi personali, bensì a difendere la democrazia, la qualità del lavoro di questa Assemblea e il ruolo dei consiglieri regionali, la dignità di persone che hanno messo a disposizione della collettività una parte straordinaria di tempo della loro vita. Esco rassicurato dal dibattito che c’è stato oggi, qui, in un’Aula che ha varato molti provvedimenti: taglio dei vitalizi, riduzione delle indennità e dei costi della macchina, decisioni prese tutti insieme, e nessuno può fregiarsi di medaglie più grandi rispetto agli altri”.

Liana Barbati, presidente del gruppo Idv, si associa alla proposta di Noè, “per arrivare a risultati reali e non per cercare titoli o spazi sui giornali o per poter pubblicare un commento su Facebook. Sarebbe opportuno se il Movimento 5 Stelle ritirasse i propri emendamenti su questi temi e che lavorassimo tutti insieme a una proposta di legge dell’Assemblea”.

Il Pd Roberto Montanari precisa come “quelli che ci hanno preceduto su questi banchi non sono stati dei mangiapane a tradimento, visto che l’Emilia-Romagna si conferma Regione virtuosa”.

Gian Guido Naldi (Sel-Verdi) sfida direttamente Favia: “A una recente trasmissione televisiva ho presentato la mia busta paga da consigliere e chiesto a Favia di fare lo stesso col suo cedolino, cosa non avvenuta. Si sarebbe potuto vedere che io e lui prendiamo la stessa indennità, con la differenza che nel mio caso risulta evidente l’erogazione liberale che ogni mese faccio al mio partito. Viceversa, non è trasparente cosa avviene all’interno del Movimento 5 Stelle su questo”. La replica di Favia: “Il nostro cedolino è on line sul nostro sito, a disposizione di tutti”.

Fabio Filippi (Pdl) rileva subito: “Anch’io faccio un’erogazione liberale mensile a favore del mio partito. Non è una abitudine solo del centrosinistra, questa”.

Alberto Vecchi (Pdl) ritorna sul fatto che gli esponenti Mov5Stelle hanno presentato dichiarazioni dei redditi molto basse, in alcuni casi a zero euro: “Io in passato avevo parlato di nullafacenti, evidentemente non mi sbagliavo. Vogliono ridurre i loro compensi ma non ci riescono, dovendo incassare l’intera indennità? Ebbene, ci dicano come è stata formalizzata questa richiesta, in quale ufficio, presso quale funzionario: come l’hanno presentata?”.

 

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