Confindustria abbraccia l'idea dell'economia e finanza sociale

"Dobbiamo superare le divisioni fra mondo del profit e del non profit - ha aperto la discussione la cofondatrice della Fondazione San Patrignano- L'impresa si deve sentire partecipe del bene comune e per farlo si deve pensare al lungo periodo"

Economia e finanza sociale. Questi i temi che giovedì per la prima volta nella sua storia ha toccato Confindustria in un convegno organizzato assieme alla Fondazione San Patrignano. Un tema che diventando sempre più importante nella nostra società, specialmente in un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo. Un convegno per il quale la Fondazione San Patrignano ha avuto un ruolo importante visto il suo impegno nella ricerca di un nuovo modello di economia e quindi di strumenti finanziari che possano andare a sostegno del non profit.

"Dobbiamo superare le divisioni fra mondo del profit e del non profit - ha aperto la discussione la cofondatrice della Fondazione San Patrignano-  L'impresa si deve sentire partecipe del bene comune e per farlo si deve pensare al lungo periodo. A riguardo è importante il superamento del Prodotto Interno Lordo come strumento di valutazione e sarebbe bello sostituirlo con  l'indice di positività economica. Si tratta di un  indice calcolato fra i Paesi dell'Ocse secondo cui l'Italia nell'ultimo anno avrebbe scalato sette posizioni (dal 29 posto al 22), in particolare per l'aumento del ruolo delle donne in posizione di vertice sia in economia che in politica. Due le azioni che potrebbero essere utili per migliorare ancora: servirebbe un programma di investimento a livello europeo nei settori dell'economia positiva e un'agenzia di rating europea per valutare le aziende positive che danno valore per il futuro".

"Si tratterebbe di un cambiamento epocale quello di cui si sta parlando - ha sottolineato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, proponendo una riflessione -  Serve il lungo periodo per affrontare questi temi. Si deve usare la stessa fantasia dei contadini che seminano per raccogliere i frutti dopo qualche mese. Ad oggi l'idea di economia sociale sta crescendo ma ora bisogna fornire ai cittadini gli strumenti perché ciò si tramuti in realtà. Non basta dare 300 euro a chi ha bisogno di aiuto ma gli si deve indicare la strada".

Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, intervenendo al convegno, ha invece posto l'accento su alcuni strumenti da mettere in atto: "Tra le esperienze da portare avanti penso, ad esempio, a sviluppare nuovi strumenti già diffusi nel mondo anglosassone quali i social impact bond, eventualmente adattati alla nostra realtà, ai quali guardiamo con interesse perché possono determinare al tempo stesso importanti benefici in termini di sviluppo di attività in ambito sociale e di contenimento ed efficienza della spesa pubblica sostenuta per perseguire obiettivi nel medesimo ambito".

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Secondo il presidente di Confindustria, "il superamento della separazione tra il settore profit e il no-profit, anche con l'utilizzo di innovativi strumenti finanziari a carattere social e può avere un impatto positivo sul benessere generale e su una coesione sociale oggi a rischio". Per Squinzi, inoltre, "la crisi ci ha mostrato con tutta evidenza la necessita' di dare vita a sistemi di welfare efficaci, solidali ed equi, che meglio equilibrino le politiche sociali pubbliche con gli interventi dei privati e, soprattutto, riesca a far fronte al fabbisogno di spesa non coperta per i servizi di welfare".

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