Giovedì, 24 Giugno 2021
Economia

Fusione tra le fiere di Rimini e Bologna, Indino (Confcommercio): "Serve massimo equilibrio"

“Gli operatori turistici e i commercianti della provincia di Rimini stanno guardando con una certa apprensione alle dinamiche che riguardano l’ormai prossima fusione tra le fiere di Rimini (Italian Exhibition Group Spa) e Bologna (BolognaFiere Spa)"

“Gli operatori turistici e i commercianti della provincia di Rimini stanno guardando con una certa apprensione alle dinamiche che riguardano l’ormai prossima fusione tra le fiere di Rimini (Italian Exhibition Group Spa) e Bologna (BolognaFiere Spa). Un passaggio importante, fondamentale – secondo Gianni Indino, presidente di Confcommercio della provincia di Rimini - che in quest’ottica di fusione permetterà al nuovo soggetto di diventare il primo gruppo fieristico in Italia, il terzo d’Europa. Numeri imponenti, eventi di altissimo livello, strutture all’avanguardia che insieme, e con il sostegno della Regione Emilia Romagna, hanno tutte le carte in regola per raccogliere e vincere le sfide del futuro, a cominciare dall’internazionalizzazione".

"Eppure sul territorio gli operatori ci pongono molti dubbi e notiamo forte preoccupazione, perché sono consapevoli dell’importanza della Fiera di Rimini per tutto l’indotto che è capace di creare, per le opportunità che fin dagli albori ha prodotto per il comparto turistico riminese e per l’intero territorio - continua Indino - E’ stata una visione coraggiosa e lungimirante quella che ha portato alla nascita e allo sviluppo della Fiera, da noi sostenuta convintamente perché consapevoli dell’enorme potenzialità in chiave di destagionalizzazione e di ampliamento dell’offerta del nostro territorio. L’intero tessuto imprenditoriale è coinvolto in questa vicenda, senza distinzione alcuna, perché la nostra intera economia è legata a doppia mandata alle sorti del quartiere fieristico. Le prospettive di questo progetto sono solide, ma cresce il timore sulla fusione con Bologna perché vedono tangibile il rischio che il nostro territorio venga depauperato di una sua comprovata eccellenza e che venga a perdersi un asset strategico per il nostro turismo creato con tanto impegno in questi decenni".

"La richiesta che si è alzata a gran voce, soprattutto in quest’ultimo periodo, è che questa operazione venga portata avanti nel segno del massimo equilibrio e del riconoscimento dei valori che sono attualmente in campo - conclude il presidente di Confcommercio - Valori che travalicano l’unicità della struttura fieristica riminese e l’eccezionalità degli eventi che vi si organizzano, perché poggiano le basi su un management capace negli anni di creare un’eccellenza in un settore dove eccellere non è scontato. Una capacità di gestione che riteniamo vada fortemente tenuta in considerazione nella creazione dei futuri assetti, valorizzandola e non disperdendo il suo fondamentale know-how. Si trovi quindi una soluzione condivisa tra tutti gli attori in campo, al di là degli orticelli e delle guerre di retrovia, che interessano pochi ma possono danneggiare tutti noi”.

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