Gli agenti e i rappresenti di commercio nel labirinto della burocrazia

Andrea Carichini, presidente FNAARC – Confcommercio Rimini: “Per noi una giungla di norme che si somma ai problemi economici: perso in media il 70% del fatturato"

La categoria degli agenti di commercio con le sue tante sfumature e specificità, rappresenta lo  specchio di tutto ciò che a livello economico sta succedendo nel Paese. C’è chi è completamente fermo da settimane, chi riesce a lavorare in smart working con operatività ridotta, chi può continuare perché si occupa di beni di prima necessità. Una categoria diversificata che in questo momento di emergenza paga però uno scotto grande alla burocrazia. Notevole lo sforzo di Fnaarc, la Federazione nazionale Associazioni Agenti e Rappresentanti di Commercio aderente a Confcommercio, per indirizzare i soci a non commettere errori che potrebbero anche costare una denuncia penale. Se non ancora a livello burocratico, però, il primo punto a favore di Fnaarc e Confcommercio è stato segnato. Di oggi la comunicazione da parte del ministero delle Finanze che anche gli agenti di commercio sono stati inseriti nel lotto delle professioni che possono richiedere il contributo statale di 600 euro per il mese di marzo.

“La nostra categoria si è ritrovata immersa in un labirinto di burocrazia – spiega Andrea Carichini, presidente di Fnaarc della provincia di Rimini – in cui districarsi tra leggi nazionali, autocertificazioni che cambiano costantemente, ordinanze regionali e normative territoriali ancora più stringenti per la provincia di Rimini dove operiamo. Davvero tantissime le richieste di informazioni arrivate in queste settimane, anche da aziende molto strutturate ma in difficoltà a districarsi in questa giungla di norme, che ci hanno spinto a creare un vero e proprio vademecum su come evitare errori, il più delle volte commessi in buona fede. Invitiamo gli agenti di commercio a verificare se possono viaggiare e in caso affermativo a portare con sé tutta la documentazione comprovante la possibilità di spostarsi per lavoro, dalla visura camerale alla lettera di autorizzazione inviata alla Prefettura del territorio, poi una copia del contratto di agenzia o una dichiarazione della casa mandante da cui si evinca il rapporto di agenzia e la zona di competenza, infine come ulteriore accorgimento non strettamente necessario, un’agenda, anche elettronica, che comprovi gli appuntamenti e le conferme del cliente. Il tutto, in modo da lasciare il meno possibile spazio alle interpretazioni durante i controlli".

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"Problemi burocratici che chiediamo vengano risolti il prima possibile e che si sommano anche, per la quasi totalità di noi, a quelli economici. Gli agenti del settore abbigliamento e arredamento, solo per fare due esempi, sono a casa già da un mese senza ricevere nemmeno un ordine, altri che si occupano di beni necessari sono operativi ma faticano ad incassare, chi si occupa di consulenze assicurative e finanziarie lavora da casa ma solamente per operazioni di urgenza a causa della ridotta operatività degli istituti di credito. In questo mese abbiamo stimato in generale una perdita di circa il 70% del fatturato. Solo sbattendo i pugni insieme a Confcommercio sui tavoli del ministero, siamo riusciti a fare inserire anche gli agenti di commercio nell’art. 28, cioè nel novero delle attività a cui è concessa l’indennità di 600 euro per il mese di marzo. Ne abbiamo avuto comunicazione dal MEF. Ora auspichiamo che il Decreto possa entrare in vigore in settimana come da comunicazione ricevuta. Sarebbe una goccia nel mare, sicuramente insufficiente se si pensa che un agente ha un giro d’affari mensile minimo di 2.000/3.000 euro a fronte di spese fisse come leasing dell’auto, carburante e imposte, ma comunque un supporto che a molti è ora indispensabile per sopravvivere. Oltre a questo, Fnaarc è stata parte attiva per aggiungere anche un contributo cumulabile da parte di Enasarco. Le elezioni dell’ente di previdenza, in programma in aprile, sono invece state posticipate a data da destinarsi: come Fnaarc continueremo a portare avanti il nostro programma per un riassetto dell’ente che punti sempre di più su servizi, indennità per malattia, formazione, convenzioni e contributi per chi si trova in difficoltà. Risposte concrete per i lavoratori e non proclami o promesse irrealizzabili”. 
 

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