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Venerdì, 20 Maggio 2022
Economia

Hera approva i risultati del primo trimestre 2022: ricavi e margine operativo lordo in crescita

Il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Hera, presieduto da Tomaso Tommasi di Vignano, ha approvato mercoledì all’unanimità i risultati consolidati del primo trimestre 2022

Il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Hera, presieduto da Tomaso Tommasi di Vignano, ha approvato mercoledì all’unanimità i risultati consolidati del primo trimestre 2022. Nonostante i risultati del primo trimestre 2022 si collochino all’interno di uno scenario internazionale straordinariamente difficile, caratterizzato dalla volatilità del mercato energetico e da conflitti geopolitici, le politiche di gestione della multiutility - che poggiano sulla solidità e resilienza del proprio modello di business - si sono rivelate altamente efficaci e hanno permesso di registrare un’ulteriore crescita dei risultati, in linea con l’andamento previsto dal Piano industriale al 2025, continuando a creare valore per gli stakeholder e garantendo, al tempo stesso, qualità e continuità dei servizi.

Per quanto riguarda le variazioni di perimetro, rispetto a marzo 2021, nell’area ambiente sono state integrate due realtà, che contribuiscono ad accrescere il presidio commerciale nel centro-nord d’Italia: si tratta di Recycla, società friulana detenuta per il 70% che gestisce tre piattaforme per rifiuti industriali, e del Gruppo Vallortigara, detenuto per l’80% che fornisce servizi a industrie, pubbliche amministrazioni e cittadini e gestisce una piattaforma polifunzionale per il trattamento di rifiuti speciali. Le aree energy beneficiano, invece, del 100% di Atlas Utilities, attraverso la controllata bulgara Ares Gas, e della società abruzzese Eco Gas, detenuta al 90% da Hera Comm. Si segnala inoltre l’aggiudicazione a Hera Comm del servizio a tutele graduali per la fornitura di energia elettrica alle PMI di 9 regioni italiane.

Ricavi per circa 5,3 miliardi (+133,8%)

Nel primo trimestre 2022, i ricavi sono stati pari a 5.312,0 milioni, in decisa crescita rispetto ai 2.271,8 milioni dell’analogo periodo del 2021. A questo risultato hanno contribuito in particolare i settori dell’energia, che presentano una crescita importante per le maggiori attività di intermediazione e l’incremento del prezzo delle commodities, oltre ai maggiori volumi venduti di gas derivanti da nuovi lotti vinti a gara e dall’effetto climatico. Si segnala, inoltre, la crescita dei servizi energia legati all’efficienza energetica negli edifici abitativi (bonus facciate e superbonus 110%) e l’aumento delle attività per servizi a valore aggiunto per i clienti. Sono in aumento anche i ricavi del settore ambiente, principalmente per la produzione di energia, per la crescita dei prezzi nel mercato del recupero e per le nuove acquisizioni nel mercato industria. Salgono, infine, i ricavi dei servizi a rete, sia regolati che per commesse conto terzi, e i ricavi del servizio di illuminazione pubblica.

Margine operativo lordo (MOL) in aumento a 374,0 milioni (+3,3%)

Il margine operativo lordo passa dai 362,0 milioni dei primi tre mesi del 2021 ai 374,0 milioni al 31 marzo 2022, registrando un incremento di 12,0 milioni (+3,3%). A questo risultato hanno contribuito principalmente le aree energy, per complessivi 6,1 milioni di euro, e l’area ambiente, in crescita di 8,1 milioni di euro, compensando la lieve contrazione dell’area altri servizi. Determinanti sono state, in particolare, le attività gestite in ambito transizione ecologica ed economia circolare, tra cui i servizi per l’efficienza energetica sviluppati per i condomini, il potenziamento dei servizi a valore aggiunto nel settore energy (dalle forniture “verdi”, alla vendita e installazione di apparecchiature a led, caldaie e termostati intelligenti, fino alle diagnosi energetiche) e la rigenerazione delle risorse, attraverso la controllata Aliplast.

Risultato operativo e utile ante-imposte in lieve contrazione

Il risultato operativo netto è pari a 220,1 milioni al 31 marzo 2022, in calo del 1,3% rispetto ai 223,1 milioni del primo trimestre 2021, principalmente per maggiori ammortamenti per le variazioni di perimetro e maggiori accantonamenti al fondo svalutazione crediti imputabile principalmente sia ai mercati di ultima istanza che ai mercati tradizionali e al servizio a tutele graduali. Sostanzialmente invariata la gestione finanziaria al 31 marzo 2022, pari a 29,5 milioni, rispetto ai 28,8 milioni del primo trimestre 2021. La variazione è dovuta ai minori proventi da indennità di mora, parzialmente compensati dai minori oneri finanziari sul debito a lungo termine frutto delle operazioni di ottimizzazione del debito. L’utile prima delle imposte si attesta a 190,6 milioni, in lieve calo rispetto ai 194,3 milioni al 31 marzo 2021 (-1,9%).

Utile netto a 137,8 milioni

Grazie a un tax rate pari al 27,7%, sostanzialmente allineato al 27,8% dell’esercizio precedente, l’utile netto si attesta a 137,8 milioni, rispetto ai 140,3 milioni del primo trimestre 2021. L’utile di pertinenza degli Azionisti del Gruppo è pari a 126,5 milioni, in calo rispetto ai 132,2 milioni al 31 marzo 2021, per un aumento delle quote di competenza degli Azionisti di minoranza.

Investimenti operativi in decisa crescita e rafforzamento della solidità del Gruppo

Gli investimenti operativi del Gruppo, al lordo dei contributi in conto capitale, sono pari a 129,2 milioni, in crescita dell’11,1% rispetto all’anno precedente e sono riferiti principalmente a interventi su impianti, reti e infrastrutture. A questi si aggiungono gli adeguamenti normativi che riguardano soprattutto la distribuzione gas per la sostituzione massiva dei contatori e l’ambito depurativo e fognario. L’indebitamento finanziario netto passa dai 3.261,3 milioni al 31 dicembre 2021 a 3.455,2 milioni al 31 marzo 2022, principalmente per la variazione del capitale circolante netto, in aumento per effetto del mutato scenario energetico e degli impatti collegati agli interventi sul “caro bollette”, anche in termini di rateizzazioni. Sostanzialmente stabile è il rapporto debito netto/MOL, che si attesta a 2,8x, a riprova della solidità finanziaria dell’azienda.

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