I riminesi preferiscono tenere i soldi in banca, boom di richieste di prestiti dalle aziende

Calano gli investimenti finanziari dei privati a fronte di una maggiore liquidità nei conti correnti

Gli ultimi dati riferiti al contesto nazionale (Bollettino economico luglio 2020 - Banca d’Italia), evidenziano una ripresa del credito alle imprese determinata dal forte incremento del fabbisogno di liquidità dovuto all’emergenza sanitaria. La capacità degli intermediari finanziari di soddisfare la domanda, concentrata soprattutto nel segmento dei finanziamenti a medio e a lungo termine, ha beneficiato delle misure di sostegno adottate. L’espansione del credito, che ha inizialmente riguardato le società medio-grandi, si è progressivamente estesa alle piccole imprese. L’andamento crescente dei prestiti a più lunga scadenza riflette la necessità delle imprese di fronteggiare periodi di prolungata incertezza. L’incremento registrato è stato determinato principalmente dalla possibilità di ottenere garanzie offerte direttamente dallo Stato a fronte di finanziamenti bancari e/o di società finanziarie, tra cui spicca il rafforzamento del Fondo di Garanzia (DL “Cura Italia” e DL “Liquidità”). Il credito alle famiglie, invece, ha subito un rallentamento, dovuto all’indebolimento, da un lato, della dinamica dei mutui per l’acquisto di abitazioni, dall’altro, del credito al consumo.

“Così come le attività produttive rappresentano i “polmoni” dell’economia, l’intermediazione finanziaria è il “cuore” che pompa il sangue agli organi vitali – dichiara Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini –. Proprio per questo, per favorire l’accesso al credito, la nostra Camera ha messo in campo, con continuità, una serie di azioni specifiche che sono state rafforzate nell’emergenza determinata dalla pandemia. L’impegno economico affrontato è stato forte, ma necessario: la Camera ha stanziato fondi aggiuntivi straordinari a sostegno del credito per 1,5 milioni di euro, a favore delle imprese di tutti i settori, in particolare di quelle di minori dimensioni. Articolati sono anche gli interventi strutturali attivati e mirati a migliorare la competitività del territorio, delle imprese e delle persone, principalmente attraverso il sostegno a innovazione, digitalizzazione, internazionalizzazione, sviluppo delle competenze e sostenibilità: 537mila euro sono stati destinati al bando 2020 per promuovere la transizione digitale I4.0, modelli di business 4.0 e green oriented e al bando Digital Export 2020 per il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese nella fase di riavvio. A quanto già citato, vanno aggiunti 120.000 euro stanziati per la partecipazione a fiere all'estero. 430mila euro sono stati destinati alla campagna straordinaria di comunicazione finalizzata al rilancio del turismo in Romagna. Ulteriori 120mila euro sono stati riservati ai processi di cambiamento dei modelli organizzativi per la ripresa in sicurezza. Da ricordare anche l'attivazione di una “Cabina di regia” con Associazioni ed Istituti bancari per monitorare l’attuazione delle misure governative a sostegno del credito e la collaborazione con le Prefetture nella classificazione Ateco delle imprese operative nel lockdown e per il contrasto a possibili tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto produttivo. L’impegno della Camera prosegue quindi in tutte queste aree con l’obiettivo prioritario di favorire l’interlocuzione strategica tra le imprese e gli istituti di credito”.

I temi del credito e del risparmio sono monitorati attraverso una serie complessa di indicatori che tengono conto di numerose variabili; l’analisi che segue osserva, per ragioni di sintesi, i dati relativi solo ad alcuni dei principali aggregati, mentre per approfondimenti più completi si rimanda alle elaborazioni complete curate dalla Banca d’Italia. In base ai dati provvisori della Banca d’Italia (Ufficio Ricerca Economica di Bologna), in provincia di Rimini, al 30/06/2020, i prestiti totali ammontano a 8.993 milioni di euro (6,7% dell’Emilia-Romagna), così suddivisi: 60,7% alle imprese, 35,0% alle famiglie e 4,3% ad altri soggetti (società finanziarie, enti pubblici, istituzioni senza scopo di lucro).

Rispetto al 30 giugno 2019 si rileva un incremento del 4,6% dei prestiti concessi (+1,8% a livello regionale); nel dettaglio, aumentano in modo deciso i prestiti alle imprese (+7,6%), anche se solo alle medio-grandi (+10,9%, -0,5% per le piccole) e, in forma lieve, quelli alle famiglie (+0,4%). In merito ai primi, risulta elevata la crescita dei prestiti verso il manifatturiero (+24,4%) e sostenuta quella verso il macrosettore dei servizi (+5,7%); in calo, invece, i prestiti verso il settore edile (-0,8%).

Con riferimento al risparmio finanziario, in provincia, al 30/06/2020, l’ammontare risulta di 14.326 milioni di euro (6,2% dell’Emilia-Romagna): il 68,7% è assorbito dai depositi bancari, il restante 31,3% dai titoli a custodia. Rispetto al 30 giugno 2019 si riscontra una crescita del risparmio totale dell’1,1% (+2,4% a livello regionale), dovuta alla compensazione tra la variazione positiva dei depositi (+4,7%) e quella negativa dei titoli (-6,1%). In relazione al Fondo di Garanzia per le PMI, a seguito dei provvedimenti adottati per fronteggiare la crisi economica fortemente aggravata dall’emergenza sanitaria, nel corso dell’anno è stato registrato un netto aumento delle domande pervenute.

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Tra il 17 marzo e il 7 settembre, infatti, nella provincia riminese si sono avute ben 9.120 operazioni di finanziamento (9,4% del totale regionale), di cui l’84,0% riferite ai prestiti entro i 30mila euro, per un importo finanziato pari a 516 milioni di euro (57mila euro come importo finanziato medio). Tali operazioni, che hanno riguardato, grazie al Decreto Liquidità, una platea più ampia di imprese (quelle con meno di 500 addetti), nel periodo considerato sono state pari a 27 ogni 100 imprese attive (24 in Emilia-Romagna, 20 in Italia). Le domande pervenute nell’intero anno 2019 erano state 640.

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