Economia

Ieg e Fiera, prospettive rosee. L'ad Peraboni: "Entro il 2028 ricavi a oltre 300 milioni e pensiamo all'India"

Corrado Peraboni a MF-Milano Finanza: "Esporteremo all'estero le manifestazioni che già organizziamo in Italia: ad esempio il wellness a Dubai e a Riad"

"Abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci siamo prefissati con un anno di anticipo e quindi abbiamo dovuto preparare un nuovo piano industriale. Ora puntiamo a ricavi di oltre 300 milioni entro il 2028 grazie a 170 milioni di investimenti spalmati sui prossimi quattro anni. A fine piano prevediamo anche di raggiungere una posizione finanziaria netta in pareggio e siamo certi che dopo il 2028 la redditività sarà ancora più alta". Corrado Peraboni, ceo di Italian Exhibition Group (Ieg), scrive MF-Milano Finanza, è convinto che il peggio sia alle spalle. Come le altre fiere, la società controllata da Rimini Congressi (50,01%) ha pagato a duro prezzo la pandemia.

Ma per Ieg il Covid ha avuto un peso forse maggiore perché è arrivato pochi mesi dopo l'ipo. Acqua passata anche secondo la borsa, dove in sei mesi la capitalizzazione è più che raddoppiata a 190 milioni. Il merito è dei numeri del primo trimestre, chiuso con ricavi a 88 milioni (+15%), un ebitda adjusted di 34 milioni (+40%) e un utile di 23 milioni (+67%). "Questi risultati nascono proprio dalla pandemia", spiega Peraboni. "Per due anni siamo rimasti fermi, ma nel frattempo abbiamo concluso un grande lavoro di progettazione e scouting all'estero che ci ha permesso di superare i livelli del 2019". Comprerete ancora fuori dall'Italia? Risposta. "L'obiettivo è consolidare le piattaforme già esistenti nel Golfo, a Singapore, in Cina, in Brasile e in Messico. Non puntiamo ad aprirne delle nuove se non forse in India. Però sì, abbiamo individuato alcuni target stranieri e abbiamo dei discorsi già avanzati in atto".

In Italia invece? "Il mercato italiano è più complesso, quindi preferiamo concentrarci sull'allargamento dei nostri due poli. I lavori a Vicenza sono iniziati ed entro due anni avremo 10 mila metri quadri in più per ospitare delle manifestazioni più grandi. A Rimini invece partiremo tra un paio d'anni e puntiamo a 8 mila metri quadri aggiuntivi entro il 2028. In totale investiremo 130 milioni". Ora come procederete? "Innanzitutto esporteremo all'estero le manifestazioni che già organizziamo in Italia: ad esempio porteremo il nostro evento sull'oro a Dubai e Singapore, e quello sul wellness sempre a Dubai e a Riad. Poi sfrutteremo le nostre piattaforme straniere per fare scouting. Mi riferisco in particolare al Brasile, dove la recente acquisizione della fiera Expo InfraFm nasce dai contatti dei nostri manager locali. L'ultimo passo invece sarà importare in Italia le manifestazioni che organizziamo all'estero, come quella brasiliana sull'aerospazio". Il titolo è salito del 144% in un anno. Perché avete multipli (4 volte l'ebitda) inferiori ai rivali (6 volte le italiane e 10-12 le estere)? "In borsa cresciamo perché anticipiamo i target. Fino al gennaio del 2020, inoltre, eravamo soltanto un'azienda nazionale mentre oggi siamo il player italiano con più manifestazioni all'estero. Quel che ci frena è altro: in Italia le fiere non sono contendibili e quindi non possono raggiungere i multipli di quelle anglosassoni. Non dimentichiamoci, poi, che Ieg si è quotata solo nel 2019 ed è stata rallentata dalla pandemia: al mercato serve altro tempo per conoscerci". (fonte: agenzia Dire)

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