Economia

Il manifatturiero nel terzo trimestre 2020: soffrono tutti i comparti eccetto l'alimentare

La fase recessiva è accentuata per "calzature", "abbigliamento e accessori", "legno e mobili"

Contrazione "rilevante" per i settori “calzature”; “confezioni” e “mobili”; flessione minore del dato medio per “chimica e plastica” e “macchinari”. Si salva solo il settore alimentare. La Camera di Commercio presenta i risultati della rilevazione del terzo trimestre dell’indagine sulla congiuntura nelle imprese manifatturiere della provincia di Rimini. I risultati dell’indagine sul settore manifatturiero provinciale (riguardante imprese con dimensione superiore a 9 addetti) confermano la fase recessiva, sebbene i risultati positivi del terzo trimestre 2020 rispetto al precedente che, in parte, hanno permesso un recupero degli effetti negativi indotti dal lockdown di economico (mesi marzo-maggio).

Dinamica congiunturale - risultati rispetto al trimestre precedente

Il 40,0% dei rispondenti riporta una situazione di aumento della produzione rispetto al trimestre precedente, il 57,1% indica stabilità; la variazione congiunturale è pari al +23,4%. Con riferimento al fatturato, invece, il 51,4% dei rispondenti dichiara un aumento rispetto al secondo trimestre 2020, il 45,7% stabilità; la crescita è pari al +24,3%. In crescita anche gli ordini (interni ed esteri), mentre l’occupazione appare stabile rispetto al trimestre precedente.

Dinamica tendenziale - risultati rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno

Rispetto al medesimo trimestre del 2019, il 63,0% dei rispondenti riporta una flessione della produzione, il cui calo è pari al 7,1% in termini tendenziali. La flessione produttiva è comune a tutti i comparti dell'industria Riminese. Per il fatturato, il 60,0% dei rispondenti dichiara una contrazione; la sua flessione è pari al 2,6%. Gli andamenti riscontrati dal complesso delle imprese intervistate rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno evidenziano risultati negativi per gli ordini esteri (-2,7%) e interni (-9,6%).

"Il comparto manifatturiero merita certamente una serie articolata di riflessioni e ciò per precisi motivi oggettivi, che vanno dai numeri importanti che esso esprime in termini di ricchezza prodotta e di occupazione creata, alla specifica capacità che il manifatturiero medesimo esprime nell’andare a intercettare internazionalizzazione, innovazione e cultura – commenta Alberto Zambianchi, presidente della Camera di commercio della Romagna –. Nonostante il 2020 sia un “anno nero” e che il quarto trimestre sia tuttora un'incognita, i dati del terzo trimestre certificano che c’è una buona capacità di risposta del nostro sistema imprenditoriale e che, non appena le condizioni esterne di base diventano meno proibitive, le imprese sanno immediatamente “scattare in avanti”, dimostrando ottima resilienza, cosa che rappresenta un ulteriore valore aggiunto per tutto il Territorio”.

Risultati della media degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti

Su base annuale (media degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti), gli indicatori confermano una tendenza negativa delle attività manifatturiere locali, con un peggioramento rilevante avvenuto nel secondo trimestre 2020 a seguito delle misure di limitazione dell’attività economica dovute al Covid-19 (lockdown delle attività economiche nel mese di aprile e in parte a maggio 2020). Le imprese rispondenti riportano una flessione media della produzione del 12,5%. Con riferimento ai principali comparti del manifatturiero riminese, si accentua la fase recessiva per “abbigliamento e accessori” (-25,0%), “prodotti in metallo” (-17,2%) e ”legno e mobili” (-15,3%); la “meccanica” rimane ancora in terreno negativo (-8,3%), mentre le flessioni nel comparto “alimentare”, “chimica e plastica” ed ”elettronica” risultano più contenute della media provinciale (rispettivamente: -7,0%, -5,2% e -1,8%). La flessione produttiva è trasversale a tutte le classi dimensionali d’impresa.

Nel periodo in esame si è registrato una contestuale riduzione del fatturato a valori correnti (-9,8%) comune a tutti i comparti del manifatturiero provinciale, se si esclude la stabilità rilevata per “elettronica”. La percentuale media dei ricavi generati all'estero (per esportazioni) si è attestata al 43,4% del fatturato complessivo. I comparti del manifatturiero orientati maggiormente all’export si confermano quello della “meccanica” (78,6%) e dell’”abbigliamento e accessori” (49,8%). La domanda interna ha segnato un decremento del 10,8%, quella estera del 9,2%. I livelli occupazionali medi sui 12 mesi appaiono invece stabili (+0,5%), grazie agli interventi massicci di Cassa Integrazione.

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