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Il mondo del gioco si dà appuntamento a Rimini Fiera

La scelta di spostare la kermesse nelle quattro giornate feriali e centrali della settimana, con l’intento di profilare al meglio i visitatori professionali e stimolare le relazioni business, ha raggiunto l’obiettivo

Il mondo del gioco e dell’intrattenimento torna a darsi appuntamento a Rimini Fiera per la manifestazione di riferimento, Enada Primavera. Dal 12 al 15 marzo si terrà infatti la 25esima edizione della più importante fiera per operatori del Sud Europa. La scelta compiuta anno scorso di spostare la kermesse nelle quattro giornate feriali e centrali della settimana, con l’intento di profilare al meglio i visitatori professionali e stimolare le relazioni business, ha raggiunto l’obiettivo. Quest’anno si è quindi deciso di riproporla.

A  Enada Primavera parteciperanno 400 aziende, disposte su 40mila metri quadri del quartiere fieristico riminese, che proporranno tecnologie, prodotti e servizi per la filiera del gioco. La manifestazione, organizzata da Rimini Fiera e Sapar, ribadirà ancora una volta, e con forza, l’impegno per un gioco responsabile e legale, controllato e sicuro. Già lo scorso anno Sapar (Associazione nazionale sezione apparecchi per le pubbliche attrazioni ricreative) aveva lanciato la campagna di prevenzione ‘Affinché il gioco rimanga un gioco’ a tutela dei minori e per il contrasto delle ludopatie.

La campagna, attraverso una stretta sinergia fra i gestori degli apparecchi e gli esercenti, si pone l'obiettivo di diffondere capillarmente sul territorio, ed in particolare negli esercizi pubblici e commerciali in cui tali apparecchi sono installati, la cultura del gioco responsabile, al fine di prevenire qualsiasi forma di disagio individuale e sociale che possa derivare dal non corretto utilizzo degli apparecchi medesimi.

Particolare attenzione viene dedicata ai minori, che tra le cosiddette “fasce a rischio” è certamente la più esposta. Fermo restando che la legge vieta l'utilizzo delle macchine da gioco da parte degli Under18, si richiede, da parte degli operatori, una partecipazione coerente e consapevole a questa opera di prevenzione, per far sì che la campagna in oggetto non rimanga una pura e semplice “operazione di immagine”, ma abbia contenuti ed obiettivi concreti.

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