Il progetto del Parco eolico, Cna: "Tanti i motivi per dire no, serve una strategia"

"Rispetto all’ipotesi del parco eolico al largo della nostra costa, CNA Rimini ritiene che sia sbagliato  procedere a spot, senza una reale programmazione energetica complessiva"

"L’attuale discussione sul progetto del parco eolico pare una replica di quella fatta solo qualche anno  fa sul progetto previsto a Poggio Tre Vescovi, impianto a metà tra Emilia Romagna e Toscana, da  Casteldelci fino a Badia Tedalda e Verghereto, che animò il dibattito della politica e delle comunità  col medesimo dilemma tra energia pulita e impatto ambientale/visivo". E' il pensiero di Cna Rimini. 

"Rispetto all’ipotesi del parco eolico al largo della nostra costa, CNA Rimini ritiene che sia sbagliato  procedere a spot, senza una reale programmazione energetica complessiva. Serve una strategia che  individui nella sostenibilità economica, sociale e ambientale le proprie linee guida attraverso un  percorso che favorisca la transizione urbana, industriale, agricola e della mobilità. Come possiamo  ipotecare il paesaggio della nostra più grande ricchezza, il turismo, con la consapevolezza che  l’Italia ha per il 2025 l’obiettivo di raggiungere sull’eolico off shore solo 300 megawatt di potenza,  esattamente la potenza che sprigionerebbe l’impianto riminese? È fin troppo chiaro che al momento  non vi sia alcun interesse strategico-energetico sull’eolico off shore ma forse la necessità di mettere  una sorta di bandierina. Dunque il no di CNA Rimini è dettato non solo dall’impatto ambientale e  visivo ma anche perché non vi è alcuna effettiva politica energetica di prospettiva su questo tipo di  impianti che giustifichi una forzatura del genere. Se aggiungiamo il tema del fine vita molto  ravvicinato dell’impianto e quello per nulla secondario del paesaggio di un territorio a vocazione  turistica il cui orizzonte marino verrebbe definitivamente compromesso da questo impianto, è  evidente che l’analisi dei costi supera abbondantemente quella dei benefici".  

"Ritendendo comunque indispensabile procedere nella ricerca e adozione di fonti energetiche  rinnovabili che abbattano i livelli di inquinamento del nostro Paese, si valutino forme alternative  nella rincorsa all’energia pulita e se l’eolico off shore diventerà strategico per l’Italia, ci sono tutte  le condizioni tecniche e tecnologiche per realizzare gli impianti non a ridosso delle coste ma a  distanza tale da avere un impatto visivo nullo, così come accade nei più recenti impianti realizzati a  livello internazionale e localizzati nella maggioranza dei casi tra i 20 e i 40 chilometri di distanza  dalle coste". 

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