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Imprese giovanili in calo: i settori bastonati dalla crisi e quelli in crescita

In un contesto di analisi territoriale emerge come le attività si trovino a Rimini, seguita da Riccione, Bellaria Igea Marina e Santarcangelo

Calano anche nella provincia di Rimini le imprese giovanili. Secondo i dati comunicati dalla Camera di Commercio della Romagna al 31 dicembre 2020 in provincia di Rimini si contano 2.442 imprese giovanili attive, che costituiscono il 7,2% del totale delle imprese attive (7,2% anche in Emilia-Romagna e 9,2% in Italia). Nel confronto con il 31 dicembre 2019 si riscontra un decremento delle imprese giovanili del 3,7%, superiore alla variazione negativa sia regionale (-2,9%) sia nazionale (-2,6%).  In un contesto di analisi territoriale, poi, si evidenzia come la maggioranza delle imprese giovanili provinciali si trova nel comune di Rimini (46,4%), classificato come “Grande centro urbano”; buona anche la presenza nei comuni di Riccione (10,5%), Bellaria-Igea Marina (6,7%), Santarcangelo di Romagna (5,7%) e Coriano (2,7%), ossia nei cosiddetti “Comuni di cintura” (totale 25,6%), e di Cattolica (6,2%), Misano Adriatico (4,1%) e San Giovanni in Marignano(1,9%) (”area del Basso Conca”, totale 12,2%). Ad essi vanno aggiunti i comuni di Morciano di Romagna (2,3%) (Valconca), Verucchio (2,7%) e Novafeltria (1,8%) (entrambi Valmarecchia). 

Infine, i comuni con la più alta incidenza percentuale delle imprese giovanili sul totale delle imprese attive risultano Montefiore Conca (9,2%), Verucchio (9,1%) Pennabilli (9,1%), Gemmano (8,7%), Poggio Torriana (8,1%), Morciano di Romagna (8,0%), Rimini (7,6%) e Novafeltria (7,6%).

“Come più volte riscontrato, nell’ultimo decennio, il calo delle nascite e la disoccupazione hanno ridotto di due punti percentuali il contributo dei “giovani” al Pil italiano. Tutto ciò rappresenta un grave problema perché l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro e, in particolare, nel nostro tessuto imprenditoriale costituisce una risorsa cruciale e imprescindibile. Concordo con ciò che ha detto il Presidente di Unioncamere italiana, Carlo Sangalli, ‘nessun paese che non ha puntato sui giovani ha avuto un futuro’ – commenta Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di commercio della Romagna –. L’impegno della Camera della Romagna è, quindi, quello di contribuire a realizzare un ecosistema territoriale innovativo, nel quale il ruolo dei giovani sia importante e nel quale lo sviluppo di competenze distintive e specializzazioni sia valorizzato da flessibilità, capacità e creatività".

Prosegue Zambianchi: "Agiremo perché si attivi un’energia capace di infondere speranza verso il futuro e dare un nuovi impulsi al mondo produttivo, con un piano efficace di misure di livello territoriale (orientamento, formazione, sviluppo delle competenze e della cultura imprenditoriale, incentivi, incubatori/acceleratori d’impresa...). Anche il Next Generation EU rappresenta un'occasione storica, soprattutto nella misura in cui saremo in grado di attirare investimenti e possibilità anche sui nostri territori, non solo per la "prossima generazione", ma anche per le generazioni che, nel nostro Paese in particolare, sono pronte e in attesa da tempo di vere opportunità. Opportunità che troppo spesso sono ricercate all’estero, creando un vulnus di tipo demografico, sociale ed economico".

L'analisi settore per settore

I principali settori economici sono il Commercio (28,4% delle imprese giovanili), le Costruzioni (17,0%), l’Alloggio e ristorazione (15,9%), le Altre attività di servizi (prevalentemente servizi alle persone) (6,3%), l’Industria Manifatturiera (5,0%), Noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (4,7%) e l’Agricoltura (4,6%). 

Rispetto al 31 dicembre 2019 calano le imprese giovanili nella maggior parte di tali settori: -3,6% nel Commercio, -4,4% nelle Costruzioni, -10,2% nell’Alloggio e ristorazione, -3,8% nelle Altre attività di servizi e -6,9% nel Manifatturiero; in crescita, invece, dell’1,8% il settore Noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese e del 5,6% l’Agricoltura.

I settori con la più alta incidenza percentuale delle imprese giovanili sul totale delle imprese attive risultano, nell’ordine: Attività finanziarie e assicurative (12,2%), Altre attività di servizi (10,3%), Noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (10,2%), Servizi di informazione e comunicazione (9,2%), Costruzioni (8,5%) e Alloggio e ristorazione (8,3%).

Riguardo alla natura giuridica delle imprese giovanili prevalgono nettamente le imprese individuali (73,3% del totale), seguite, a distanza, dalle società di capitale (16,9%) e società di persone (9,2%); in termini di variazione annua si assiste alla diminuzione sia delle imprese individuali (-3,1%) sia delle società di capitale (-4,2%) che delle società di persone (-6,3%).

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