Economia

Imprese in provincia, il saldo è positivo: "Migliora il clima di fiducia". I dati per settore

L’imprenditorialità è particolarmente diffusa: 103 imprese attive ogni 1.000 abitanti (90 imprese a livello regionale e 87 a livello nazionale)

Positivo e in miglioramento il saldo tra iscrizioni di nuove imprese e cessazioni nel secondo trimestre dell’anno. In crescita il numero delle localizzazioni e delle imprese attive.

Al 30 giugno 2021, in provincia di Rimini si contano 39.790 imprese registrate, delle quali 34.489 attive. Alla stessa data le localizzazioni registrate (sedi e unità locali) sono 49.386 delle quali 43.771 attive (+1,5% rispetto al 30/06/2020). L’imprenditorialità è particolarmente diffusa: 103 imprese attive ogni 1.000 abitanti (90 imprese a livello regionale e 87 a livello nazionale). Nel corso del secondo trimestre 2021 si sono verificate 645 iscrizioni e 334 cancellazioni (al netto di quelle d’ufficio), con un saldo positivo di 311 unità (nel secondo trimestre del 2020 fu pari a +130 unità); +0,79% è il tasso di crescita trimestrale delle imprese registrate, migliore del dato regionale (+0,62%) e nazionale (+0,75%). Il dato delle iscrizioni in termini assoluti è tornato al livello medio registrato nel medesimo trimestre pre pandemia (media del secondo, nel triennio 2017-2019), mentre le cancellazioni sono mediamente ancora inferiori del 14,0%.

Nel periodo in esame, il tasso di natalità delle imprese (iscrizioni ogni mille registrate) è stato pari a 16,3, superiore al dato regionale (14,1) e nazionale (14,6). Allo stesso tempo il tasso di mortalità (numero cancellazioni per mille imprese registrate) pari a 8,5, in linea con il dato regionale (8,6) e inferiore a quello nazionale (10,0).

Nel confronto con il secondo trimestre del 2020 si riscontra una crescita delle imprese attive (+1,2%) che si è consolidata negli ultimi trimestri, superiore al dato regionale (+0,4%) e nazionale (+0,9%). La dinamica delle imprese attive non presenta particolari difformità a livello delle principali aggregazioni territoriali, sebbene si possano notare tendenze interessanti; in aumento le imprese nel Comune di Rimini (+1,3%) - dove si concentra il 43,8% delle imprese del territorio provinciale – e nel Comune di Riccione (+2,0%); aumentano anche nelle zone montane (+2,4%), nelle Vallate (+1,2%) e nell’Area del Basso Conca (+0,9%).

Riguardo ai principali settori economici si trovano, nell’ordine, il Commercio (25,1% incidenza sul totale delle imprese attive) stabile (+0,2%); le Costruzioni (14,4%) in aumento del 2,4%; Alloggio e ristorazione (13,8%) in crescita dell’1,4% e le Attività immobiliari (9,7%) in crescita del 2,1%. Le imprese attive nel settore Manifatturiero (7,3% del totale) sono invece in flessione dello 0,3%, così come quelle agricole (-0,6%) che costituiscono il 7,0% del totale, mentre le “Altre attività di servizi” (incidenza del 4,3% sul totale) che comprendono i servizi alla persona come acconciatori e centri estetici, sono stabili. Crescono le imprese nelle “Attività professionali, scientifiche e tecniche” (incidenza del 3,7%, +4,6% la variazione), nel “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese” (incidenza 3,4%, +3,5% la dinamica) e nelle attività artistiche e sportive (2,9%, +1,1%). In flessione, infine, le imprese del comparto “Trasporto e magazzinaggio” (-2,6%), che costituiscono il 2,7% del totale.

Con riferimento alla natura giuridica, sono maggioritarie le imprese individuali (52,0% sul totale, +0,6% la dinamica annuale), seguite dalle società di persone (24,3%); le società di capitale (21,9%) risultano in aumento (+4,6%), analogamente agli altri territori di riferimento (Emilia-Romagna e Italia).

“I dati raccolti, relativi al secondo trimestre del 2021, indicano un'accelerazione nelle aperture di nuove attività che, al momento, fanno ipotizzare un ritorno abbastanza rapido ai valori pre-pandemia. Il miglioramento del clima di fiducia, infatti, ha favorito le iscrizioni. In alcuni settori rilevanti, come Commercio, Manifattura e Servizi alla persona, però, si registra ancora una flessione nelle imprese attive – dichiara Alberto Zambianchi, presidente della Camera di commercio della Romagna –. Anche la densità imprenditoriale, che caratterizza i nostri Territori è in aumento: ciò in parte è dovuto alla diminuzione delle cancellazioni, che restano mediamente inferiori del 21% rispetto al periodo pre pandemia (media 2017-2019). Verosimilmente questo accade per effetto delle “misure di sostegno” messe in atto dal Governo, per si può anche pensare all’esistenza di una “platea nascosta” di imprese che, senza i sopracitati sostegni, avrebbero già provveduto alla cancellazione dal Registro Imprese. Come ho già avuto modo di sottolineare in altre occasioni, la demografia è una “variabile lenta”, soprattutto grazie alla grande capacità di resistenza e di resilienza dei nostri imprenditori, e, pertanto, effetti negativi della pandemia sulla demografia delle imprese si manifesteranno inequivocabilmente solo in futuro. In questo contesto, l’impegno della Camera e di tutti gli attori della governance territoriale, per sostenere il sistema imprenditoriale ed agganciare la ripresa, deve essere quello di generare una vision condivisa su alcuni temi strategici, necessaria per garantire una maggiore capacità del territorio di attrarre e finalizzare i finanziamenti all’orizzonte, a cominciare dal PNRR nazionale e dai nuovi fondi della Programmazione Europea 2021-2027. Vanno, quindi, superati i campanilismi, che danneggerebbero per prime le comunità e i territori. Di fronte alle sfide che ci aspettano, il ruolo della Camera di commercio della Romagna e di tutto il Sistema camerale è importante, perchè esse rappresentano la “catena di trasmissione” più efficace e strutturata perché si rinvigorisca il “coraggio d’impresa”, torni a crescere la fiducia nel futuro e nelle strategie a sostegno dello sviluppo”.

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