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Imu, appello di Confindustria: "Contenere l'imposta. Situazione drammatica"

Confindustria chiede ai comuni “di mantenere le aliquote al minimo di legge al fine di non aggravare la già precaria situazione che in questo modo rischia di diventare insostenibile"

“La situazione economica del territorio, caratterizzata da un consuntivo 2011 in negativo e da previsioni per i primi sei mesi del 2012 che confermano l’ingresso in recessione, continua a destare preoccupazione”.  E’ quanto sottolinea Confidustria Rimini, che rimarca “la difficile condizione in cui si trovano ad operare le aziende rischia di essere ulteriormente aggravata dal fatto che gli immobili d’impresa sono particolarmente colpiti dall’Imu con un’aliquota media più elevata rispetto all’Ici”.

“Con la riforma, la norma istitutiva dell’Imu prevedeva da parte dei comuni la facoltà di ridurre le aliquote sino alla metà – espongono gli industriali -. Nell’Imu sperimentale, applicabile dal 2012, la riduzione resta discrezionale, con un limite minimo di aliquota del 4 per mille. Ma se si osserva la situazione di alcuni comuni della provincia di Rimini che hanno già deliberato la nuova tassa si nota un notevole incremento d’imposta, fino a circa il 60%.  Ad esempio nel Comune di Verucchio e in quello di Poggio Berni si evidenzia, per capannoni industriali, un incremento di circa il 60% dell’Imu rispetto all’Ici. Nel comune di Coriano l’incremento è pari a circa il 50%.

Confindustria chiede ai comuni “di mantenere le aliquote al minimo di legge al fine di non aggravare la già precaria situazione che in questo modo rischia di diventare insostenibile. In particolare teniamo presente che le nostre imprese già contribuiscono in maniera significativa alla ricchezza del territorio.  Infatti, prendendo ad esempio i dati riferiti al terzo Bilancio Sociale Aggregato delle Imprese Associate a Confindustria Rimini ed estrapolandoli con riferimento alla totalità delle associate, la ricchezza distribuita nel territorio come remunerazione del personale è di oltre i 900 milioni di euro.  Le imprese per poter continuare a produrre ricchezza e a svolgere la loro funzione sociale, non possono essere ulteriormente gravate con inasprimenti delle tasse”.

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