Imu, aumenterà fino al 732% il carico fiscale delle imprese agricole

"Potrà raggiungere il 732% il carico fiscale per le imprese agricole riminesi dopo l'introduzione dell'Imu. A questo elevatissimo incremento si affianca la soppressione di una serie di agevolazioni"

“Potrà raggiungere il 732% il carico fiscale per le imprese agricole riminesi dopo l’introduzione dell’Imu (Imposta municipale unica). A questo elevatissimo incremento si affianca la soppressione di una serie di agevolazioni già previste dalle normative Irpef e Ici in favore dei terreni agricoli e dei fabbricati aventi “i requisiti di ruralità”. Cia e Confagricoltura di Rimini segnalano la ‘stangata’ che si abbatterà sulle imprese agricole, sicuramente più colpite rispetto ad altre categorie.

“La sommatoria di queste novità si traduce in un aumento di imposizione assolutamente insostenibile per il comparto agricolo”, sottolineano i presidenti Valter Bezzi e Franco Paesani, nel presentare un’analisi del decreto legge ‘Salva Italia’. Gli uffici fiscali di Cia e Confagricoltura hanno svolto infatti un’analisi accurata del nuovo provvedimento ed hanno  fatto una precisa proiezione degli effetti prodotti dai provvedimenti. “Se prendiamo come esempio una impresa posta nel comune di Rimini condotta da  un agricoltore iscritto nelle liste previdenziali, proprietario di un terreno coltivato o a ortaggi, o a vigneto e o a seminativo –spiegano i presidenti - nel 2012 subirà un aggravio del carico fiscale che dalle simulazioni fatte può oscillare da un  piu’ 123% ad un piu’ 600% rispetto al 2011;  l’applicazione dell’Imu è decisamente insostenibile”.

“Va inoltre sottolineato che i fabbricati quali capannoni, cantine, magazzini, stalle, ricoveri – continuano i presidenti - sono strumentali all’attività; una loro ulteriore tassazione porterebbe ad un inaccettabile proliferare di imposte sulla stessa attività, sarebbe un po’ come tassare l’auto al tassista, una ruota del camion per un autotrasportatore, la cassetta degli attrezzi per un meccanico o la scaffalatura dell’archivio per un libero professionista”. Le agevolazioni finora applicate in favore dei terreni agricoli e dei fabbricati rurali sono giustificate dalla particolare funzione sociale e di difesa del territorio svolta dalle aziende agricole, osservano Cia e Confagricoltura; infatti mantenere le aziende agricole nel territorio è un investimento per la nazione. L’attività svolta quotidianamente dagli imprenditori agricoli costituisce un valore inestimabile per l’intera società. “Vanno apportate alcune modifiche che rendano gli aumenti impositivi maggiormente sostenibili – affermano i presidenti -  perché anche il rincaro del gasolio dovuto all’incremento delle accise avrà effetti devastanti nel settore”. “Per i fabbricati strumentali all’attività agricola in possesso dei requisiti di ruralità - rilevano  ancora Paola Pula e Giovanni Filanti, rispettivamente direttore della Confederazione Italiana Agricoltori e di Confagricoltura della provincia di Rimini - occorre prevedere un chiaro regime di esenzione totale dal pagamento delle imposte; nei confronti dei fabbricati rurali ad uso abitativo si potrebbe prevedere una tassazione con applicazione dell’aliquota ridotta dello 0,2%. In questo modo, il settore agricolo non si sottrarrebbe al pagamento dell’Imu sulle abitazioni, subendo un impatto meno devastante per l’economia aziendale”.

Fra i fabbricati ad uso abitativo con aliquota agevolata, fanno  poi un inciso le Organizzazioni agricole, “si dovrebbero considerare quelli utilizzati dai familiari coadiuvanti e dai soci delle società agricole”. “In conclusione Cia e Confagricoltura Rimini ritengono indispensabile, e non ci si vuole sottrarre, intervenire in maniera decisa per recuperare una situazione finanziaria assai difficile del Paese, ma ritengono indispensabile che i sacrifici abbiano le caratteristiche della sostenibilità, progressività, dell’equità, caratteristiche poco presenti nella Manovra – aggiungono i presidenti – altrimenti, si esce dalla produzione e dal mercato, con pesanti conseguenze sociali ed economiche”. Cia e Confagricoltura di Rimini chiedono dunque ai Comuni di apportare  le riduzioni di aliquota prevista in materia di Imu: l’applicazione dell’aliquota di base prevista  dalla Manovra Monti ai terreni pari allo 0,76, di per sé, fa accrescere l’imposta a carico degli agricoltori conduttori e proprietari della terra che la lavorano, mediamente del 123% . “ Riguardo poi i fabbricati rurali ad uso abitazione proponiamo una  riduzione allo 0,20% - concludono i presidenti  – mentre per gli edifici rurali strumentali auspichiamo una diminuzione  dello 0,1%”. Cia e Confagricoltura ricordano  infine che mentre le altre categorie imprenditoriali possono dedurre le imposte locali, ciò non è consentito per gli agricoltori.

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