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Economia

In calo le aziende manifatturiere del territorio

Nel riminese il settore incide per il 16,8% del totale con oltre il 40% dei fatturati che provengono dalle esportazioni

 Dopo l’evento di presentazione del “Rapporto sull’Economia Romagna – Forlì-Cesena e Rimini 2023 e scenari” il secondo focus sintetico è dedicato al settore Manifatturiero, comparto rilevante e centrale nel tessuto economico locale che vede la presenza di importanti imprese driver accanto a numerose piccole e medie imprese. Per dati dettagliati si rimanda al documento completo, disponibile alla pagina del sito camerale dedicata al Rapporto sull’economia.

“Il settore Manifatturiero è un comparto di grande rilievo per il tessuto economico del paese e del territorio locale., soprattutto per la creazione di valore aggiunto. Nonostante la complessità dello scenario e le molte incognite, come domanda mondiale debole, fluttuazione del costo dell'energia, crescita dei tassi di interesse, difficoltà nel reperire manodopera qualificata, però, le nostre imprese stanno dimostrando capacità di tenuta e di sviluppo – dichiara Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna –. I dati 2023 mostrano ancora una diminuzione tendenziale e media degli indicatori di produzione, fatturato e ordinativi. Qui sta la sfida del nostro sistema economico: migliorare la produttività, cioè il valore aggiunto generato dal lavoro e dal capitale fisso. Per farlo, elemento centrale è l’innovazione. L'osservazione delle performance del settore nel lungo periodo conferma il ruolo strategico dell'innovazione e delle nuove tecnologie, oltre che dell'internazionalizzazione e della capacità di esportare. È importante, quindi, sostenere le imprese in un processo di consolidamento che deve agire in tutte le dimensioni e che deve essere affiancato dal supporto agli investimenti e alla nascita e allo sviluppo di start up innovative”.

In uno scenario nel quale a livello nazionale nel 2023 si è palesata una flessione della produzione industriale in parte già prevedibile al termine dell’anno precedente, per le imprese romagnole l’anno ha esordito tra attese e incognite: da un lato la prospettiva di completo recupero dei livelli di PIL pre Covid, dall’altro il rallentamento della produzione industriale che aveva posto al termine del 2022 aspettative di sostanziale stabilità. Nel mese di maggio, i gravi eventi alluvionali hanno impattato sulle previsioni e sulle aspettative degli operatori, rendendo negative le dinamiche congiunturali infra annuali. Tuttavia il bilancio complessivo del 2023 evidenzia come le imprese manifatturiere abbiano saputo reagire recuperando, in buona parte, i livelli produttivi perduti. Le previsioni per i primi mesi del 2024 restano comunque improntate alla prudenza e a una stazionarietà produttiva anche considerato l’elevato grado di incertezza del quadro economico e geopolitico.

Le performance produttive del Manifatturiero locale vanno inoltre inquadrate in uno scenario nel quale i tassi di interesse nominali sono aumentati, il credito bancario si è contratto, l’inflazione, pur invertendo la tendenza, è rimasta comunque elevata e gli effetti del costo dell’energia hanno continuato a manifestarsi sulle strutture produttive, sebbene in modo minore rispetto al 2022. Le stime del valore aggiunto settoriale per il 2023 e la previsione per il 2024 rimangono, dunque, in contrazione e peggiori di quelle rilasciate 12 mesi fa. In sintesi, a fronte di alcune differenze strutturali tra le due province in termini di dinamica imprenditoriale, rilevanza settoriale e creazione di valore aggiunto, i dati consuntivi del 2023 riportano una flessione delle imprese attive e una diminuzione tendenziale e media degli indicatori di produzione, fatturato e ordinativi. I dati Prometeia indicano una riduzione (in termini reali) del valore aggiunto settoriale pari al 3,8%.

Con riferimento al 31/12/2023, nel Registro Imprese (banca dati StockView di Infocamere) risultano attive 2.446 imprese manifatturiere in provincia di Rimini che rappresentano il 7,1% delle imprese attive totali (mentre a livello regionale e nazionale l’incidenza è pari, rispettivamente, al 10,2% e all’8,8%). In termini di numerosità di imprese attive, il settore appare in ridimensionamento (-3,0% rispetto allo stesso periodo del 2022), analogamente al trend riscontrato in regione (-2,4%) e a livello nazionale (-1,9%). In termini di addetti alle imprese attive, il settore Manifatturiero locale incide per il 16,8% del totale (Emilia-Romagna 26,7%, Italia 20,4%).

Il 16,1% del valore aggiunto generato in provincia deriva dal settore Manifatturiero, con un’incidenza inferiore al dato regionale (29,0%) ma superiore al livello nazionale (21,0%). Sulla base degli ultimi scenari economici di Prometeia (gennaio 2024), il Manifatturiero ha chiuso il 2023 con un calo del valore aggiunto, in termini reali, del 3,5%; per il 2024, le previsioni indicano una sostanziale stabilità (-0,2%). Su base annuale (media degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 mesi precedenti), gli indicatori derivanti dall’indagine congiunturale della Camera di commercio della Romagna (su imprese con più di 9 addetti) confermano il trend in rallentamento delle attività manifatturiere locali, che si è palesato per tutto il 2023, sebbene in termini medi le performance produttive rimangano positive (+3,0%). Con riferimento ai principali comparti del Manifatturiero riminese, essi appaiono tutti in rallentamento, fatta eccezione per Prodotti in metallo (-4,8%) che nel corso dell’anno ha virato in negativo e Chimica e plastica (+8,2%) che, di fatto, ha migliorato le proprie performance rispetto ai 12 mesi precedenti. Variazioni della produzione significativamente superiori alla media del Manifatturiero provinciale per le Altre industrie (+10,5%), Alimentare (+6,7%) e Meccanica (+5,4%); performance produttive inferiori alla media settoriale, ma comunque positive, quelle del comparto Legno e mobili (+1,3%) ed Elettronica (+0,6%); nella media Abbigliamento e accessori (+2,7%).

Nel corso del 2023 si è registrato un contestuale incremento del fatturato a valori correnti (+4,2%) comune sostanzialmente a tutti i comparti del Manifatturiero provinciale, sebbene con un trend in notevole ridimensionamento rispetto ai trimestri del 2022, dove la fiammata inflattiva aveva permesso, in parte, di trasferire gli aumenti dei costi di produzione sui prezzi di vendita. Per l’anno in esame la dinamica del fatturato mostra valori superiori al dato medio settoriale per quanto riguarda il comparto Alimentare (+12,8%) - la cui variazione può essere intesa positiva anche in termini reali (vale a dire al netto dell’inflazione) e la cui dinamica ne denota le caratteristiche anticicliche -, per Meccanica (+5,0%) e Altre industrie (+5,9%); i restanti comparti mostrano una crescita moderata delle vendite (a valori correnti), inferiore al dato medio provinciale e, verosimilmente, non positiva in termini reali.

La percentuale media dei ricavi generati all’estero (per esportazioni) si è attestata al 41,8% del fatturato complessivo, in lieve diminuzione rispetto a quanto rilevato un anno fa. I comparti del Manifatturiero riminese maggiormente orientati all’export si confermano quello della meccanica (64,8%) e Chimica e plastica (39,7%), mentre emerge l’incidenza del comparto Elettronica (46,8%).

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