In provincia "fioriscono" le cooperative, sono 390 e il territorio primeggia con quelle sociali

Zambianchi,presidente Camera di commercio Romagna: "Nonostante la crisi, la cooperazione ha dimostrato una forte resilienza e performance nettamente positive"

La diffusione delle imprese cooperative in Italia è ampia e articolata anche a livello territoriale: nella Romagna – Forlì-Cesena e Rimini sono 967 le cooperative attive. Una presenza diffusa che si ripropone con particolare intensità in Emilia Romagna. L’elaborazione dell’Osservatorio economico della Camera di commercio della Romagna, dei dati dell’Albo Nazionale delle Società Cooperative del Mise, conferma l’importanza del sistema cooperativo a livello nazionale e regionale e anche nell’area Romagna, che vede, al 30 settembre, la presenza di 967 cooperative “attive”. Le società cooperative sono quelle iscritte obbligatoriamente all’Albo Nazionale del Ministero dello Sviluppo Economico, istituito con D.M. 23/06/2004, previa registrazione al Registro Imprese della Camera di commercio di competenza.

Focus sulla provinzia di Rimini

Secondo i dati, risultano presenti in provincia di Rimini, 390 cooperative “attive” e, riguardo alle principali categorie di appartenenza, il 33,8% (132 unità) sono cooperative di “produzione e lavoro”, il 6,4% (25) “edilizie di abitazione”, il 2,8% (11) della “pesca”, il 2,8% (11) di “trasporto”, il 2,6% (10) di “consumo” e il 2,3% (9) di “conferimento prodotti agricoli e allevamento”; una quota relativamente alta, inoltre, risulta attribuita alla categoria residuale “altre cooperative” (16,2%, 63 unità).
In provincia sono poi presenti 122 cooperative sociali (il 31,3% del totale del sistema cooperativo), iscritte sempre all’Albo Nazionale: tra queste, 53 sono unità “di tipo A” (operanti nella gestione dei servizi socio-sanitari, assistenziali ed educativi), 30 unità “di tipo B” (destinate allo svolgimento di attività finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate) e 31 unità “di tipo misto A+B”. 

Buoni, infine, i risultati di Rimini nel confronto con le altre province emiliano-romagnole: ad un 8° posto in merito al numero delle cooperative totali (6,7% dell’Emilia-Romagna, davanti alla sola Ferrara) fa da contraltare, infatti, un 4° posto riguardo alla presenza delle cooperative sociali (11,6%); inoltre, l’incidenza delle seconde sulle prime (31,3%) pone il territorio provinciale in 1° posizione, con un peso nettamente superiore a quello regionale (18,1%).

In Romagna

Riguardo i principali settori di attività delle 967 cooperative attive, il 33,1% (320 unità) sono cooperative di “produzione e lavoro”, il 5,3% (51) di “conferimento prodotti agricoli e allevamento”, il 4,4% (43) “edilizie di abitazione”, il 2,2% (21) di “lavoro agricolo” e il 2,1% (20) di “trasporto; una quota relativamente alta, inoltre, risulta attribuita alla categoria residuale “altre cooperative” (21,3%, 206 unità). In Romagna sono poi presenti 257 cooperative sociali (il 26,6% delle cooperative totali), iscritte sempre all’Albo Nazionale: tra queste, 113 sono unità “di tipo A” (operanti nella gestione dei servizi socio-sanitari, assistenziali ed educativi), 62 unità “di tipo B” (destinate allo svolgimento di attività finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate) e 69 unità “di tipo misto A+B”. L’incidenza delle cooperative sociali su quelle totali, infine, è molto più alta rispetto allo stesso peso che si riscontra in Emilia-Romagna (18,1%).

“I dati confermano l’importanza della cooperazione come uno degli asset che caratterizzano il tessuto imprenditoriale romagnolo. La cooperazione, infatti, grazie alle peculiarità del suo modello imprenditoriale, persegue finalità e obiettivi intessuti di valori che vanno oltre l’obiettivo del solo profitto, dando un contributo fattivo allo sviluppo economico e sociale del Territorio - commenta Alberto Zambianchi, presidente della Camera di commercio della Romagna -. Va evidenziato, inoltre, che la cooperazione, colpita anch’essa fortemente dalla crisi economica dell’ultimo decennio, proprio per le sue specificità, è stata in grado di dimostrare una forte resilienza, di ottenere, in alcuni casi, performance nettamente positive e di conseguire modelli imprenditoriali innovativi, quali per esempio il fenomeno dei workers buy out e delle cooperative di comunità”

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